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meraviglioso messico

martedý 4 agosto 2009 alle 22:52

meraviglioso messico

 

Sabato 7 Marzo
Pesaro, appuntamento alle 3 del mattino sotto la statua di Garibaldi, ritrovo con gli altri e partenza per Bologna aeroporto con un pulmino da 15 posti e ritrovo con i restanti direttamente all’aeroporto. Totale partecipanti 25 persone. Un bel gruppo, per me e mio marito che viaggiamo sempre da soli ci fa un po’ pensare, speriamo di integrarci bene ma soprattutto speriamo che siano degli instancabili come noi. Partenza ore 7 da Bologna con destinazione Città del Messico via Madrid con Iberia. Arrivo previsto ore 18.00. Certo il viaggio è lungo sono 12 ore, ma è tanta l’euforia che io non riesco a chiudere occhio e così tra un film, una lettura e un po’ di musica si arriva all’ora stabilita. E’ una città enorme con l’aeroporto che passa in essa. Prima di atterrare si vola sulle case che sono interminabili basti pensare che Città del Messico ha circa 24.000.000 di abitanti, quelli censiti….Stanchi morti ci rinfreschiamo all’hotel Metropol vicino al centro e alle 20,00 incontro con la guida. Si chiama Maria, ha studiato in Italia ed è molto simpatica.

Domenica 8 marzo
Abbondantissima colazione con tanti tipi di frutta, e i classici fagioli messicani. Alle nove a piedi per il centro visto che l’hotel è vicino, la città è blindata, non cè un’auto ma solo bici e tanta gente a piedi, ci dicono per la visita da Sarcosi. Meglio così senza smog e molto sole è più bello. Cattedrale, Zocalo, Palacio Nacional, ufficio Postale, palacio delle belle arti e tutto quello che c’è in un centro storico. Alle 12 ci aspetta un pulman che sarà sempre a nostra disposizione e ci accompagnerà per tutto il viaggio fino al volo interno, per il momento ci porta a Xochimilco in barca con i mariachi. E’ un bello spettacolo, tutte le barche hanno nomi di donne e sono tutte fiorate, con pochi pesos abbiamo bevuto e ballato ai suono dei mariachi. Alle 14,30 siamo andati al Museo Antropologico dove prima di entrare alcuni hanno pranzato mentre io e Claudio siamo andati a fare acquisti al Hard Rock cafè che sapevamo essere nei paraggi. Alle 16 si entra al museo interessantissimo. Pieno di fascino la storia Maya, aztechi, mixtechi, olmechi, totonachi, zapotechi ogni popolo la propria cultura e con Maria che la rende ancora piu’ affascinante. Cena in un ristorante tipico al centro per la modica spesa di €
17,00 in due.

Lunedì 9 marzo
Dopo colazione partenza 8.30 per visitare la basilica della Madonna della Guadalupe. La vecchia chiesta è in ristrutturazione perché stanno cedendo le fondamenta, mentre la nuova basilica è della serie grande e dispersiva come tutti i nuovi santuari. Ha al suo interno tutte le bandiere del mondo, e nel piano sottostante la classica vendita di oggetti sacri. La storia dell’indio Juan Diego è un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità del popolo messicano. Sono oltre 20 milioni di pellegrini che visitano la chiesa e anche Papa Giovanni II nel 79 è stato lì ed ha proclamato beato il veggente Juan Diego che è stato infine dichiarato santo nel 2002. Inizia il caldo e verso le 11,00 si prosegue per il sito archeologico di Teotihuacan verso il tempio della luna e del sole e la torre della cittadella. Certo è caldo ma siamo in Messico e ci stà e così iniziamo a salire i primi scalini di tutti i siti archeologici che incontreremo nei nostri 15 giorni. Vale sempre la pena salire fin lassù, per vedere la maestosità del panorama, e ogni sito ha la sua storia. Durante tutto il viaggio abbiamo deciso di fare solo un pasto al giorno, naturalmente dopo un’abbondante colazione, preferibilmente la sera, primo per avere più tempo a disposizione per le escursioni, poi perché se si mangia e con il caldo che c’è non ci si muove più, comunque ognuno era libero di fare quello che voleva e noi approfittando delle bambine che ci vendevano le banane o la frutta eravamo sempre in giro. Al ritorno dal sito ci siamo fermati in una fabbrica di ossidiana, tequila e di argento. Avrei voluto acquistare tante cose, ma dovevamo prendere ancora il volo interno e le valige non dovevano superare i
20 kg. Per cui abbiamo rimandato le spese a dopo il volo. Ore 18 prima di tornare all’albergo e di cenare siamo andati sulla Torre Latino americana. Una vera emozione, Città del messico a 360° con l’aeroporto e sullo sfondo il vulcano Popocatepeti poco visibile per via dello smog. Sempre in gruppo serata con cena il piazza Garibaldi in ristorante tipico al suono dei mariachi. Nella piazza si trovavano alcuni personaggi che se volevi ti facevano provare l’ebrezza di un’elettroshok. Poi ci hanno raccontato che serviva per rinsavire chi beveva troppo. In tutti i ristoranti del messico abbiamo mangiato sempre bene, vario, di tutto e con prezzi che potevano andare dai 7 ai 20 € in due.

Martedì 10 marzo
Dopo colazione partenza per Oaxaca, con diverse ore di pulman ma anche soste perciò il viaggio è stato meno pesante. Ci fermiamo a Puebla una cittadina coloniale bellissima che secondo me valeva la pena di soffermarci almeno un giorno. Un paesino con diverse chiese, un bel mercato, tanti negozi tra i quali molti di scarpe (non so perché), e anche di ceramiche molto belle. Naturalmente è sempre più caldo perché andiamo verso sud ma ventilato. Abbiamo solo la mattinata a disposizione perché alle 15 si riparte. Verso le 20 arriviamo a Oaxaca all’hotel El Dorado, anche questo vicino al centro, anche questo con piscina, cassaforte, biancheria e acqua da bere in camera come nel resto degli alberghi. Anche se stanchi la sera è d’obbligo girare per il centro e la piazza che sono sempre molto animate e ceniamo appunto in un ristorante della piazza con circa 10 € in due.

Mercoledì 11 marzo
Fatta colazione si va verso il sito di Monte Alban l’antica acropoli delle culture Olmeca, Zapoteca e Mixteca. La guida Maria si raccomanda di portare acqua, cappello e crema solare. Infatti fa caldo ma sempre ventilato e siccome arriviamo presto c’è pochissima gente e la visita diventa molto piacevole. Devo dire che muovendosi presto la gente non c’è quasi in tutti siti che abbiamo visitato siamo stati fortunati a non trovare resse. Anche il caldo non da fastidio, il mese di marzo è l’ideale per visitare il messico. Torniamo a Oaxaca e abbiamo tutto il tempo libero che vogliamo per girare i mercati cautici, coloratissimi e pieni di tutti gli odori. Non possiamo ancora comprare tanto per via dei bagagli ma intanto ci acculturiamo su cosa comprare di carino. Amache, camicette lavorate anche carine, borse, cappelli, collanine di ogni tipo c’è da accontentare tutti, coleotteri con corazza dorata e le famose cavallette fritte che evito accuratamente. Più si va verso l’interno e più c’è miseria e povertà, quello che colpisce di più sono sicuramente i bambini sempre sporchi che ti guardano aspettando ditutto. Sapevo di questo e mi sono portata dall’Italia pacchi di caramelle, penne e colori e altre cosine, che nel giro di mezza giornata ho distribuito a tutti. Vicino la piazza c’è la fabbrica del cacao. Ti fanno vedere la lavorazione e l’assaggio a prodotto finito e se vuoi l’acquisto che vale la pena per chi piace la coccolata anzi il cacao puro. Per il pranzo ci siamo arrangiati a frutta che è buonissima, banane e ananas e tutta quella frutta che è da sbucciare per stare un po’ attenti. Stanchi il pomeriggio passato in piscina è un vero refrigerio. Serata in pizzeria che non è degna di chiamarsi pizza ma commestibile però un po’ cara.

Giovedì 12 marzo
Colazione meno abbondante delle altre, non so perché e si va per l’escursione al sito zapoteco di Mitla, la città dei morti. Lungo il persorso ci fermiamo a Tule dove c’è l’albero più grande e vecchio del mondo. E’ tutto recintato per la sua maestosità e vicino ve ne sono altri due. Nel ritonare sosta nella fabbrica del Mezcal dove Claudio e Massimo lo assaggiano con l’aggiunta del verme (che schifoooooooooo). Ci fermiamo anche alla fabbrica dei tessuti in una comunità di artigiani tessili. Qui si che i tappeti sono veramente belli ci spiegano che i vari colori sono tutti naturali e non stingono ed è vero perché io quello che ho comperato l’ho già lavato. Cena e nanna.
Venerdì 13 marzo
Partenza alle 5 della mattina per Tuxla Gutierrez con il volo interno che da Oaxaca ci porta a Citta del messico e poi a Tuxla. Primo inconveniente ritardo dell’aereo di un’ora che però non ci fa saltare l’escursione in barca lungo l’imponente Parco Nazionale del Canyon del Sumindero. Con tanto di giubbotti saliamo sulla lancia che ci porterà lungo in Canyon. Lo spettacolo e assicurato oltre a quello che ci circonda, l’incontro con i coccodrilli, avvoltoi, aironi, cormorani e tante altre speci d’uccelli senza contare l’imponenza del Canyon. Nel pomeriggio inoltrato arriviamo a San Cristobal e l’hotel è La catedral. Una specie di monastero ristrutturato ad albergo con un gran patio e giardino all’interno. Veramente scenico. Fa un po’ freschino perché siamo a 2123 mt di altezza, cena a base di carne argentina che è la fine del mondo.

Sabato 14 marzo
Solita colazione e partenza per visitare le popolazioni indigene di San Juan chamula e Zinacantan. A San Juan Chamula la guida ci da dei consigli tra i quali è vietato fare foto alle persone e tantomeno all’interno della chiesa, è proprio proibito pena carcere. Le donne sono vestite con delle gonne di lana di pecora nera pesantissime ed entrando in chiesa l’atmosfera è surreale. Tanta paglia in terra e gli indios per pregare o in ginocchio o sdraiati nella paglia, non ci sono panche, solo candele dappertutto e animali votati al sacrificio. A Zinacantan incontriamo un matrimonio con tanto di corteo tipico e a casa di una amica della nostra guida finalmente posso comprare tappeti a lavorazioni con telai. Ci offrono tortillas e fagioli e passiamo buona parte del pomeriggio loro ospiti. Serata in piazza dopo cena a ballare la marimba poi a letto.

Domenica 15 marzo
Colazione e partenza per Palenque. Lungo il percorso sosta a Ocosingo per una visita al suggestivo sito maya di Toninà case di pietra, arrivando alla sera per cena all’hotel Villas Kin Ha immerso nella foresta. E’ un peccato dormire, a chi piace la natura e i suoi suoni questo albergo appaga di tutto.

Lunedì 16 marzo
Colazione e presto arriviamo al sito di Palenque che per me è il migliore in assoluto. Immerso nella giungla tra scimmie urlatrici e tanti altri suoni che si possono ascoltare solo arrivando presto. L’unica nota stonata sono i tanti ambulanti di souvenir anche all’interno del

sito che però non sono assillanti. Dopo la visita ci sfoghiamo negli acquisti, tra sombreri, camice, collane, bamboline, anfore e vaiiiiiiii……. Sempre prezzi stracciati. Attorno le 11,30 si arriva alle famose cascate di Agua Azul dove non bastano gli occhi per vedere le meravigliose cascate. Doveroso è il bagno e malgrado un sò nuotare non mi sono voluta perdere il privilegio di farlo anch’io (e quando mi ricapita…) Cena a Palenque paese, ma ve lo sconsiglio, non c’è niente e il mangiare non è un gran chè

Martedì 17 marzo
Colazione e partenza per Uxmal sono 6 ore di viaggio, ma come al solito Massimo ci rende le ore meno pesanti raccondandoci tutto sull’ecosistema, la natura di quel luogo, quello che abbiamo visto e che andremo a vedere e cosi in un batter d’occhio arriviamo anche alla città coloniale di Merida. Detta “la città bianca”. Hotel Ambassador molto più grande degli altri siamo già in zona più turistica quindi consiglio chi volesse far lavare i vestiti in albergo costa di meno verso l’interno del Chiapas.. Cena di pesce al Portico del pellegrino, molto buono e prezzi modici.

Mercoledì 18 marzo
Tutta la giornata liberi per Merida tra mercati e vita quotidiana. Ne approfittiamo per cambiare altri soldi, per telefonare con le loro scheda a pochi pesos, anche nei vari punti internet è facile e pratico. Non c’è proprio nessun ostacolo, neanche la famigerata dissenteria. Con tutte le medicine che avevo portato ho usato solo qualcosa per un raffreddore per colpa dell’aria condizionata che odio. Pomeriggio in piscina e cena da Pancho’s che vi raccomando con il classico caffè Maya (squisito e scenico).

Giovedì 19 marzo
Colazione e partenza per Chichen Itza. Lungo il tragitto sosta a Izamal “la città delle 3 culture” con visita del convento e passeggiata in calesse. Arriviamo a Chichen Itza il più famoso sito Maya dichiarato dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’umanità ed è vero, uno spettacolo senza eguali. Con i suoi cenote e il Castillo richiama migliaia di persone. Sarebbe da rimanere lì fino al giorno successivo che con l’equinozio di primavera si dovrebbero vedere le ombre del serpente scendere dal castillo, ma domani ci sarà tanta di quella gente che è impossibile fermarci. Ci accontentiamo del solito spettacolo per turisti di luci e suoni. Malgrado gli auricolari non funzionassero tanto bene è stato un bello spettacolo dove viene raccontata un pò la storia maya e leggende. Albergo anche questo bellissimo si chiama hotel Chichen itza dove ci passiamo solo una notte. Anche qui piscina e verde tutto attorno.

Venerdì 20 marzo
Colazione e partenza per Rio Lagartos nella biosfera con escursione in barca nella riserva ecologica. Dire bello è niente. Tra mangrovie, coccodrilli, fenicotteri rosa a due passi da noi, cucarache e ogni tipo di uccelli. Ci fermiamo lì per pranzare, naturalmente è di rigore il pesce. Lungo la strada per arrivare a Cancun visita al sito El Balam dove come al solito siamo solo noi. Arrivo al mega hotel di cancun Parnassus vicino al hotel Hilton. Ho detto tutto. All Inclusive per 2 giorni.

Sabato 21 marzo
Dopo colazione visita al sito di Tulum sulle sponde dell’oceano in una giornata tipicamente estiva. Anche questo è molto bello e a piombo sul mare ha il suo bel fascino peccato troppi turisti e molte iguane a crogiolarsi al sole. Pomeriggio mare e dedicato alle bellezze dell’hotel

Domenica 22 marzo
Fatta colazione io e mio marito siamo partiti con i mezzi del posto, autobus di linea per precisare che tra l’altro costano poco, sono comodi e funzionali e arriviamo a Playa del Carmen per passare 3 giorni tra il caos dei turisti americani e molti italiani. Avevamo prenotato in un albergo di italiani Barrio Latino che consiglio perché economico, pulito e centrale senza però il caos della 5 avenida. Il proprietario ci consiglia di andare un giorno ad Akumel sempre con gli autobus e il secondo giorno a Puertoaventura e così facciamo
Tornando ogni volta al pomeriggio a Playa per gironzolare sulla via principale e dintorni.
Cena al ristorante HC dove, consigliata dal proprietario del Barrio Latino, ci facciamo una arrachera National che è la fine del mondo.

Lunedì 23 marzo
Con il bus quasi sotto l’hotel si parte alla volta di Akumel. Spiagge tranquille, e alla ricerca di tartarughe giganti ci immergiamo nell’oceano. Oltre le tartarughe facciamo un incontro ravvicinato con diversi barracuda e tanti altri pescioni naturalmente innoqui. Cena di pesce a Playa ma non di nostro gusto anche se come al solito si spende sempre molto poco.

Martedì 24 marzo
Altra escursione verso Puertoavventura. Sempre con i taxi collettivi. Questo sito ancora più americaneggiato del precedente, ma lo spettacolo coi delfini lascia un bel ricordo. Ne approfittiamo per abbronzarci ancora e al ritorno optiamo di ritornare all’HC dove la prima sera avevamo gustato una tenerissima carne nazionale. Il nostro hotel aveva a disposizione dei clienti anche skype gratuito oppure l’uso del computer per mandare @. Oltre a cassaforte, biancheria pulita ogni giorno, colazione nella palapa, amaca nel balconcino e aria condizionata o pale al soffitto.

Mercoledì 25 marzo
Alle sei del mattino parte l’autobus che ci porterà prima sosta a Cancun, poi a Chiquilà intorno alle 11 per prendere il traghetto che ci condurrà all’isola del Tiburon o squalo balena. Hol bosh. Il viaggio non è stato pesante perchè nell’autobus lungo il percorso salivano persone che andavano a lavorare, bimbi per la scuola, ambulanti con galline a seguito, venditori di alimenti che dopo aver venduto all’interno del bus scendevano alla fermata successiva, radio e condizionatore a manetta. Arriviamo appena in tempo per il traghetto. Il primo impatto non è stato dei migliori. Il porto era in rifacimento, tra gru, camion per la terra e lavori vari non era certo l’isola caraibica che volevamo. Preso un loro taxi, quello che usano i golfisti per spostarsi, ci portano verso l’albergo prenotato e dove ci aspettavano altri amici che prolungavano il viaggio come noi. Praticamente dalla parte opposta dell’isola distante dal porto appena qualche minuto. Siamo arrivati sull’eden. Albergo anche questo condotto da italiani, la camera direttamente sul mare, amaca sul terrazzino, e al posto della doccia una conchiglia che fungeva da getto per la doccia. Sabbia simile al talco, acqua verde smeraldo e il silenzio rotto solo dal frangersi delle onde e dal verso degli uccelli

Giovedì 26 marzo
Alle 6.30 siamo già in spiaggia perché la sera si fa notte presto attorno alle 19. Arrivano i primi pescatori e mentre puliscono il pesce tra cui qualche squaletto, sono attorniati da pellicani e fregate che cercano di gustarsi la loro parte di pesce. Decidiamo di iniziare a camminare per arrivare alla punta estrema dell’isola e con tanta crema solare addosso iniziamo il cammino tra conchigle, mangrovie, palme e purtroppo anche ruderi causati dall’uragano Katrina di qualche anno fa. Mare, sole, sole e mare. Dopo

tanti giorni di escursione è arrivato il meritato riposo. La sera gli amici hanno prenotato in un ristorante dove fanno spaghetti e arogosta, 15€ in due.

Venerdì 27 marzo
Questa mattina arriviamo fino alla parte opposta di quella di ieri, con lo stesso panorama e conchiglie bellissime.

Sabato 28 marzo
Si parla già di ritorno e dopo l’ultimo bagno verso le 13 prendiamo il traghetto che ci porterà a Chiquila che poi con un taxi visto che siamo in sette ci lascerà direttamente a Cancun all’hotel Soberanis, modesto ma con colazione e clima alla modica cifra di 38€ la matrimoniale. Serata finale in una piazzetta al centro di Cancun

Domenica 29 marzo
Il sogno è finito si parte per l’Italia. E’ stato un viaggio bellissimo sempre in movimento proprio come piace a noi. Abbiamo visto tantissime cose, persone, e tante storia, natura, popoli, curiosità e lo splendore delle spiagge. Non siamo mai stati male, a parte un po’ di raffreddore per l’aria sparata che tengono negli autobus, c’è sì molta povertà, ma anche tanta cortesia e gentilezza, siamo stati un po’ attenti nell’usare acqua potabile ma nel mangiare non ci siamo certo sacrificati. Abbiamo speso un po’, ma a paragone di quello che ci offrivano le agenzie avremmo visto la metà , viaggio tutto compreso anche regali in due 6.000€. Dopo una settimana abbiamo saputo della pandemia in messico, ma noi non ci siamo accorti di niente, e anche l’ultima sera abbiamo mangiato carne di maiale e non abbiamo visto nessun ammalato. Forse hanno esagerato un po’ ehhhh!!! Voglio soltanto una cosa, ringraziare Augusto che ha organizzato tutto questo e ai nostri 23 compagni di un viaggio meraviglioso. Al prossimo viaggio. Cinzia

by cinzia il martedý 4 agosto 2009 alle 22:52 Commenti ( 1 )



  

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