Vi piace la novità? ..È questione di ippocampo
Non sapete resistere all'impulso di comprare l'ultimo modello di telefonino? Cambiate lavoro a scadenza regolare per impedire alla noia e alla routine di prendere il sopravvento? Andate in vacanza sempre in posti diversi? Non riuscite ad essere stanziali? Potrebbe essere il risultato di un fascio di connessioni cerebrali particolarmente sviluppate tra lo striato e l'ippocampo. Lo ha dimostrato una ricerca preliminare condotta da Michael Cohen della University of Bonn.
La voglia di nuovo, che spesso diventa irrequietezza, non è solo un atteggiamento o un comportamento, è anche causata da una particolare struttura neuronale. Michael Cohen è infatti riuscito a dimostrare, mediante l'uso della risonanza magnetica nucleare, che in alcuni individui davanti alla "novità" si attiva metabolicamente una regione del cervello, lo striato, che rilascia dei neurotrasmettitori che si dirigono verso l'ippocampo.
L'ippocampo è determinante nella gestione della memoria a lungo termine: quando riconosce un'esperienza come nuova attiva una serie di risposte che determinano la reazione del soggetto alla novità. La reazione dipende dal vissuto di una persona ma anche da quanto la connessione tra queste due aree del cervello è sviluppata. Nei soggetti, infatti, in cui la via di comunicazione è particolarmente attiva si registra una propensione maggiore verso il nuovo: le persone con un ippocampo più sviluppato sono più curiose, impavide, proiettate verso orizzonti nuovi.
Queste connessioni sono il risultato, evidentemente, di stimoli ricevuti durante la fase di sviluppo cerebrale, quindi nei primi anni di vita.
