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martedý 23 ottobre 2012 alle 19:07

INDIA: ma... la religione c'entra?

INDIA: ma... la religione c'entra?

Qualche tempo fa in un villaggio poco lontano da Bhubaneshwar, "la magica città dei templi", capitale dello stato dell'Orissa, è stata devastata e bruciata una scuola gestita da una missione cristiana.
Al momento dell'agguato all'interno c'erano un prete e una suora. Il sacerdote è stato malmenato e solo per un miracolo, come dice egli stesso, non è morto. Gli assalitori discutevano animatamente sul cosa fare; chi voleva buttarlo nel rogo che stava divorando tavoli, sedie e statue nel cortile della scuola, chi spaccargli la testa a bastonate, chi invece schernirlo portandolo a giro per il villaggio legato e sanguinante fino a che non si fosse spento. E mentre "decidevano" grazie all'arrivo di una jeep della polizia il padre è riuscito a salvarsi. Ora è in Kerala, in una località segreta, ospite di un'altra missione cristiana. Sogna di tornare in Orissa, la sua terra, ma ha paura.
Alla suora - su cui, pare, non avessero intenzioni assassine - le hanno fatto quello che forse è peggio di "volere uccidere" ; le hanno strappato via il sari, prima, poi le sottovesti, lasciandola completamente nuda in mezzo alla strada. Dopo averla umiliata, offesa con insulti che vi risparmio, l'hanno spinta dietro un cespuglio e violentata a turno, tutti, sette, otto che fossero.
Uno addirittura urlava incitando i maschi del villaggio a "servirsi".
Anche lei ora vive lontano dall'Orissa, in una località segreta.
La polizia si è limitata a "sgombrare" come si usa dire e, pur conoscendo bene nomi e facce degli assalitori non ha aperto nessuna inchiesta .
Solo dopo le denunce del sacerdote e della suora ( quest'ultima avvenuta davanti alle telecamere di alcuni telegiornali a volto coperto) e a numerosi articoli apparsi su giornali nazionali, la polizia locale ha iniziato le indagini sui fatti accaduti.
Dopo una breve quanto bizzarra ricostruzione dei fatti, la polizia ha stabilito che a picchiare i due ecclesiastici sono stati gruppi di fedeli indù per vendicare l'assassinio, qualche mese prima, di una loro guida spirituale da parte di alcuni cristiani.
Motivo dell'assassinio di questo guru da parte dei cristiani? Non si sa.
Falso! Ad uccidere la guida spirituale, qui lo sanno tutti - lo hanno pure rivendicato - è stato un gruppo di estremisti che si fanno nostalgicamente chiamare guerriglieri maoisti.
Attivi nelle regioni poverissime dell'India, con le loro basi nascoste tra le fitte foreste, queste bande lottano contro i poteri locali a difesa dei contadini, e, per migliorarne le condizioni, credono, indianamente, che sia necessario istituire una specie di comunismo medioevale, una misera condivisa.
Sono dei cani sciolti, sono, in un paese di un miliardo e duecento milioni di abitanti.
Allora perché è stata data la colpa a i cristiani?

Frequento l'India da quando ero ragazzino. Mi è capitato centinaia di volte, migliaia forse, di entrare nelle case, nelle botteghe dei bazar, nei ristoranti e vedere la fotografia di Madre Teresa accanto a quella di qualche guru locale, il volto del Cristo accanto a quello di Ganesha, il dio paffuto con la testa d'elefante.
Agli hindu non hai mai interessato più di tanto che la gente adori Cristo piuttosto che Shiva o Visnù, che la domenica vada in chiesa invece che alle puja nei mandir. A loro non ha mai dato noia "una religione diversa dalla loro", anzi: tutto quello che è sacro, santo, religioso, in India piace. Dio, per chi non lo sapesse, è stato inventato da queste parti.
Agli hindu preoccupa invece sentire scricchiolare un sistema sociale che da tremila anni a questa parte è pressoché rimasto immutato. Un complicatissimo sistema sociale saldamente appoggiato su concetti di razza, di nascite, di purezza...; quello che noi, spesso, senza averne un'idea chiara, siamo abituati a chiamare sistema castale.
Il sistema delle caste non lo si può capire se prima non ci togliamo dalla testa tutti quelli che da almeno due secoli sono i nostri concetti di regolamentazione della società. La società è formata da individui e gli individui, si sa, vanno e vengono; si nasce, si cresce, si fa, se si può ( mmmm..) il proprio lavoro, si invecchia e si muore. La vita è vista come una linea retta, con un punto di partenza e un punto di arrivo. Per gli hindu non è così!, la vita non è nascere e morire, o meglio, è si nascere e morire, ma farlo infinite infinite volte. Questo modo di vedere l'esistenza come una ruota che gira ha sempre giustificato le caste. Sei un dalit, un intoccabile, uno che nella vita pulisce le latrine, uno che se solo sfiora una fonte d'acqua la contamina rendendola impura e rischia pure di essere preso a pedate?. Bé, se ti comporti bene, se nella tua miserabile vita l'insieme delle tue azioni, il karma, saranno buone, sicuramente quando rinascerai lo farai in un livello di casta superiore.
Allora, alla fine, non è poi così tragico, penserai.
Agli hindu, dicevo, non da noia la religione finché questa resta circoscritta in un ambito personale, familiare, anche associativo. Madre Teresa stessa, che più cristiana non si può, a parte qualche critica data forse dal fatto di essere diventata più famosa di Michael Jackson, finché si è limitata a raccogliere moribondi e derelitti per strada non ha avuto impicci.
Da noia, la religione, quando mette in discussione il loro millenario sistema. Peggio; quando mette consapevolezza alla povera gente che questo millenario sistema sociale è fatto, secondo loro, solo per sfruttarli.
E li sfrutta, certo. Nel villaggio dove è avvenuta l'aggressione al sacerdote e alla suora la maggior parte della gente, uomini, donne, bambini, lavora nelle risaie, nelle piantagioni, nei frutteti, dal levar al calar del sole, guadagnando quello che noi spendiamo per bere un caffè. Alcuni nemmeno quello, giusto un pasto al giorno per onorare magari un debito contratto dal padre per far sposare una figlia.
E le terre, di chi sono le terre? Sono delle famiglie ricche, che ricche non lo sono mai diventate, lo sono sempre state!. Sono quelli che con un termine generico vengono chiamati brahamini, quelli che una volta erano la "alta casta dei sacerdoti", quelli che dovevano entrare per primi nel tempio e officiare, quelli che per non contaminarsi non hanno mai fatto, e non fanno, lavori dove ci si sporca le mani.
Insomma: se per i cristiani tutti gli uomini davanti a dio sono uguali, per gli hindu non è così.
Qualcuno penserà: è difficile immaginare questi brahamini, con i loro kurta immacolati, le mani ornate da splendidi anelli, andare a giro per villaggi a prendere a mazzate i cristiani. Ma no, certo!
Qui subentra la politica, che come diceva mio nonno, chi la capisce è bravo.
Le iniziative cristiane, con le loro scuole, i centri di assistenza sanitaria, i consultori raramente vengono organizzate nelle aree urbane sviluppate.
E' nelle regioni particolarmente povere e represse, come l'Orissa - che ha una fortissima presenza di comunità tribali - che le missioni amano istituire i propri progetti.
Perché c'è molta gente che ha bisogno? Ovviamente! Ma anche perché , parafrasando quello straordinario personaggio che spesso ho visto incorniciato accanto a Ganesha, è più facile diventare "pescatori di uomini".
In India esistono due forti correnti politiche.
Una è il Congresso, il partito fondato dal Mahatma Gandhi, guidato per decenni dopo l'indipendenza, nel' 46, da quella bella figura che era Nehru, poi dalla mediocre figlia Indira Ghandi ( che con il Mahatma non c'entra niente) fino all'attuale garbata signora dai natali piemontesi Sonia Ghandi, moglie di Rajiv, primo ministro assassinato e figlio di Indira.
Poi c'è il Bharatiya Janata Party, "il Partito del Popolo Indiano" ( ricorda qualcosa... ? Ma no!!) formazione più recente dai forti tratti nazionalisti.
Il Congresso, con la sua anima, diciamo, laico-socialista, è forte nelle città, nei settori dei servizi, tra le classi impiegatizie, nella neonata media borghesia, tra gli studenti, tra le minoranze religiose.
Il Janata party, molto sostenuto dai ricchi e dalle classi tradizionaliste di ispirazione prevalentemente hindu, dopo la perdita delle elezioni nel 2004 a causa del fallimento del sogno di "estendere il benessere a tutto il paese", sta tentando di prevalere nelle regioni rurali, dove la presenza di comunità tribali è forte, dove forte è anche il latifondo, che vorrebbe lasciare le cose come si trovano, cioè mantenere un monopolio oligopolistico dove tutto, davvero tutto, è in mano a pochissime famiglie. Però, essendo l'India una democrazia, anzi, la più grande democrazia del mondo come sta scritto sotto all'augurio di benvenuti nelle frontiere, per prendere il potere bisogna che la gente il potere lo voti. E qui, quando si parla di gente si parla di centinaia di milioni di individui.
Ora: scuole, ospedali, chiese, è facile da capire, in questi posti, con l'aria che tira, non è che facciano poi molto piacere. Le scuole insegnano a leggere, a scrivere, a prendere coscienza di quello che sei; gli ospedali salvano i bambini e... i cuori delle mamme li conosciamo tutti; la buona novella dice: "beati i poveri perché loro sarà il regno dei cieli"....
Aivoglia te a nascere, morire, nascere e morire chissà quante volte.
Ma questi benedetti cristiani, allora, chi li bastona? I dalit, quasi sempre; gli stessi che loro vorrebbero evangelizzare. Combriccole di ragazzotti vicini a qualche gruppo politico locale di sfacciata fede hindu che spera, nelle prossime imminenti elezioni, in un posto di riguardo. E i dalit? Anche loro sperano in un posto di riguardo. In india, come da noi per le donne al parlamento, sono previste delle "quote".
Chi vince deve assicurare un tot di numero di posti agli intoccabili nelle amministrazioni e nelle aziende pubbliche, nei corpi di pubblica sicurezza, un numero di seggi... dal parlamento centrale fino ai piccoli comuni.
Paradossalmente, l'istituzione di queste quote ai dalit, in India, non fa altro che sottolineare la loro dipendenza, ai proprietari terrieri, ai politici, a quel parassitismo burocratilcorrotto che spesso governa nei piccoli e medi centri. E non solo.
Da noia, la religione, quando fa nascere la consapevolezza alla povera gente che questo millenario sistema sociale è fatto solo per sfruttarli.
Però è anche vero che la buona novella - quasi dimenticata dove risiede chi per primo dovrebbe viverla - trova mari pescosi tra gente che zappa la terra e a cui , dopo la morte , invece di una nuova vita dove se gli andrà bene avrà una baracchetta per vendere chai, gli si propone il paradiso, il Nirvana, come lo chiamano loro.
Siccome non sappiamo con certezza se è vero che ci si reincarna, e non sappiamo se dopo morti si va in paradiso, non ci è dato dare giudizi.
Ci è dato però, tentare di capire
Questo antichissimo e complicatissimo sistema non è nato cinquanta, cento, trecento anni fa, è millenario, appunto, e per millenni ha regolato la vita di milioni di persone.
Oggi potrebbe sembrare orribile, e lo è per certi versi, ma visto con gli occhi della storia questo sistema ha tenuto unito un popolo che da nord a sud non solo parla lingue diverse, ma ha tratti somatici diversi. Ha resistito ai mongoli, ai turchi, agli arabi, e per finire agli inglesi, e solo grazie a questo orribile sistema l'India è riuscita a rimanere se stessa. Le caste servivano a stabilire gerarchie che non fossero state definite dagli uomini, ma dagli dei; i bramini, secondo la leggenda, nascono dalla bocca di Brahama, il dio supremo, i guerrieri dalle braccia, i mercanti dalle gambe e i dalit, gli intoccabili, quelli che, dicevamo, lavano le latrine, dai piedi
L'idea di karma, della somma delle proprie azioni, serviva a fare in modo che la gente si comportasse bene e sviluppare un atteggiamento per il quale nulla, alla fine, fosse così drammatico. Se qualcuno di voi e stato in India se ne sarà accorto.
La mitezza, la tolleranza, peculiarità di questo immenso e straordinario paese, nascono da queste idee. Pensando a come poteva essere questa società indiana qualche tempo fa, senza l'inquinamento, senza i divi del cinema, senza i valori arrivati da altri paesi, e, pensando a come era la nostra, di società, basta su valori che adesso vogliano esportare in "terre lontane" trovo davvero difficile dire quale fosse meglio.


Alberto Massimo Nicolai

 

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by Alberto Nicolai il martedý 23 ottobre 2012 alle 19:07 Commenti ( 0 )


martedý 23 ottobre 2012 alle 19:04

viaggi in INDIA

Ciao ragazzi

 

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by INDIA INDIA il martedý 23 ottobre 2012 alle 19:04 Commenti ( 0 )


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by albert il lunedý 1 ottobre 2012 alle 18:07 Commenti ( 0 )



  

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