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Curiosando tra paesaggi e sapori meno conosciuti

sabato 14 febbraio 2009 alle 11:54

A Tezze, al Driim, con il Cenacolo del Piave

 

La delegazione del Piave de l'Italia del Gusto riparte con le iniziative, al fine di gestire un Piano di Informazione Locale capace di dare voce agli operatori economici del territorio e non soltanto ai soliti noti.

L'appuntamento  che si terrà al ristomusicafè Driim di Tezze di Piave,servirà a  far conoscere le aziende che l'Italia del Gusto intende valorizzare .


La serata avrà una 'ouverture' con le pizze di Raffaele : al radicchio rosso e al gorgonzola, che Tony e Marcella, titolari del negozio da Tony Fruit( frutta e verdura,salumi e formaggi), proporranno ai commensali.


Ed è proprio grazie alla vivacità e alla voglia (nonostante tutto.....) dei due anfitrioni delle 'Tezze', che il Piano di Informazione Locale è decollato.


Driim interpreterà la pasta biologica dell'Alce Nero con uno squisito ragù di carne e la sorana di Mirco Granzotto, macellaio e gastronomo in quel di Vazzola.


La pasta di farro Alce Nero è ottenuta dalla lavorazione del farro (Triticum Dicoccum) coltivato in Toscana, Marche, Lombardia e Piemonte, è trafilata al bronzo ed essiccata a basse temperature.


La carne di sorana è carne di bovina femmina,di razza specializzata da carne con età superiore all’anno e che non ha ancora partorito.( da sora-anno).


I vini di Giovanni Meneghini (il prosecco e il manzoni), il refosco dell'Azienda Agricola di Andrea e Lucia Tomasella e i vini del Piave dell'azienda agricola Colmagro di Tezze, accompagneranno la serata .


A convivio sono stati invitati anche la titolare dell'Angolo dei Sapori di Roncadelle (Ormelle),che cura nel proprio negozio una  ampia scelta di prodotti del territorio e il pane


Ospite d'onore  Sandro Facchin, delegato de l'Italia del Gusto del Montello e dei Colli Asolani, fornaio creativo e di grande temeperamento,che racconterà le iniziative del Cenacolo dei Colli,che ha la propria sede in quel di Nervesa della Battaglia, lungo le rive del Piave (quelle di destra!), presso l'Osteria da Pinder.

by giorgio raimondi il sabato 14 febbraio 2009 alle 11:54 Commenti ( 0 )


sabato 27 dicembre 2008 alle 09:43

La Bruschetteria El Mighelon assai attiva


Michele Gasperin,nume tutelare della Bruschetteria El Mighelon a Nave di Mel, è stato nominato delegato delle Alte Terre per la rete d'informazione L'Italia del Gusto.Il programma delle iniziative di informazione prevede nel 2009 la realizzazone di un Piano di Informazione Locale, finalizzato a far conoscere la Valbelluna  soprattutto al di fuori della provincia.
La Bruschetteria "El Mighelon"è un locale a conduzione famigliare dove Michele, Nicoletta, Matteo e Laura ricevono gli ospiti con grande cordialità e simpatia.
La regina del locale è senz'altro la bruschetta, proposta in più di 60 tipi diversi e annaffiata da ottima birra Pedavena o dell'buon vino locale. Ma la Bruschetteria "El Mighelon" offre anche un vasto assortimento di menù tipicamente montani (tra cui il "Menù del Parco"), che si possono gustare su prenotazione.

by giorgio raimondi il sabato 27 dicembre 2008 alle 09:43 Commenti ( 0 )


sabato 27 dicembre 2008 alle 09:41

Dallo Straco,per non oziare !

Dallo Straco,per non oziare !



Nel 1930 venne inaugurato a Trichiana il ponte di S. Felice, segnando così la fine dell’antica “barca” che, fin dai tempi antichi, consentiva ai viandanti di attraversare il Piave e rappresentava la via più breve percorsa da mercanti e pellegrini che, provenienti dalla pianura veneta e attraversato il passo di S. Boldo, dovevano dirigersi verso nord attraverso l’Agordino.

Talvolta i viandanti dell'informazione, rifanno quella strada partendo da Tovena,nel trevigiano,per arrivare al Ponte e sostare, senza fretta, balla Trattoria Straco.

Il nome a dire il vero evoca,dopo il cammino,una quete e un riposo dovuto alla spossatezza del viaggio.In realtà amiamo pensare che 'Straco', sia l'oste e anche l'affamato avventore, che si adagiano,sulle sponde del Piave, in un aulico 'otium'.

Sappiamo bene che l'otium romano non corrisponde affatto all'ozio di italica memoria. Il termine Ozio (derivato dal latino "otium") indica un'occupazione principalmente votata alla speculazione intellettuale, attività di fatto riservata alle classi dominanti, ed è contrapposto al concetto di negotium, occuparsi (più per necessità che per scelta) dei propri affari.Nel tempo l'ozio ha assunto una connotazione negativa (l'ozio è il padre dei vizi) perché sinonimo di inattività, pigrizia, inerzia, ma non è sempre stato oggetto di riprovazione sociale. Dell'ozio scrissero Seneca (De otio), Epitteto (nel Manuale), Bertrand Russell (Elogio dell'ozio), Itsuo Tsuda (Il non-fare) e, in modo ironico, il socialista Paul Lafargue (Elogio della pigrizia). L'ozio ai nostri giorni può essere considerato il padre dei vizi o un'azione fondamentale nell'arco di tempo giornaliero. Infatti esistono due scuole di pensiero a proposito: quella detta dell'OZIO AFFATICATO e quella dell'OZIO BENEFICO. Mentre la prima asserisce che l'ozio può essere una forma di attività, dato che si può oziare leggendo o praticando sport, l'altra proclama vero ozio quello in cui si lascia la mente al riposo e non si attua alcun tipo di attività.

Bene,non sappiamo a quale scuola appartenga o sia seguace la trattoria sul Ponte S.Felice,certo è chedi 'strachezza' nel senso fisico non vi è ombra alcuna. Piuttosto parleremmo di una sorta di otiumdisincantato nel considerare le cose del mondo. E poi vi è la cucina : qui è protagonista la carne, alla griglia e alla brace. Buoni vini accompagnano le vostre soste 'ozianti'. Vi è poi un modo di trattare con il cliente che è dialogico, mai impersonale, quasi che le scelte di vita avessero contagiato beneficamente anche il modo di lavorare e di esprimersi. Nonostante l'otium e la 'strachezza' ( che è certamente una virtù dell'anima),vi consigliamo una visita allo Straco.Distillati di intelligenza e buon umore sono merce rara di questi tempi !

I giornalisti de l'Italia del gusto hanno eletto dimora in questo luogo dei desideri,inserendolo nel gruppo di 'soste' che carraterriza il Piano di informazione locale delle Alte Terre.

by giorgio raimondi il sabato 27 dicembre 2008 alle 09:41 Commenti ( 0 )


sabato 27 dicembre 2008 alle 09:40

I Deola, il plurale della qualità


Se siete dei viaggiatori curiosi e vi 'intrigano' gli incontri creativi, certamente non potrete mancare di conoscere, nelle Prealpi Dolomitiche Bellunesi, Nives e Giancarlo, in quel di Villa di Villa,in comune di Mel. Ai più sono conosciuti (giustamente) con il nome della loro azienda : Dolciaria Deola, dolci da forni a legna. Cotti con il calore naturale del forno di mattoni riscaldato a legna, i dolci di casa Deola sono realizzati con ingredienti naturali,provenienti da Agricoltura Biologica, sapientemente dosati, nel rispetto di una dieta sana ed equilibrata. Per la loro cottura viene utilizzata solo legna in eccedenza di nocciolo e faggio allo stato naturale,evitando il consumo di energia inquinante per l'ambiente.

Produrre in questo modo non è dunque una favola, ma una concreta realtà imprenditoriale, che ha fatto delle scelte precise,culturalmente impegnate.

Da nessuna parte vi è scritto infatti che le ragioni del buon gusto debbano cozzare con quelle del rispetto dell'ambiente. Si è sempre pensato che la scelte d'impresa non fossero concretamente

coniugabili con una cultura ecocompatibile.Ma le specialità di casa Deola sono l'esempio più chiaro di come si possa unire naturalità, fragranza e gustosità.

Quel che sorprende nel catalogo dei Deola è l'estrema varietà delle proposte : i biscotti al limone, i biscotti all'arancia,i biscotti al caffè, i biscotti all'uvetta,i biscotti al cocco,i biscotti con gocce di cioccolato,i biscotti con farina integrale,i biscotti 'Esse', i biscotti al farro, i biscotti al Kamut con cioccolato,le crostatine mezzelune al farro, i dolci biologici creati con farina di riso....E poi non mancano i tradizionali dolci da ricorrenza,interpretati con la medesima passione e filosofia.

Un mondo tutto da scoprire,sbarazzandoci di tutti i luoghi comuni di cui è intossicata una certa cultura alimentare ufficiale.


by giorgio raimondi il sabato 27 dicembre 2008 alle 09:40 Commenti ( 0 )


sabato 27 dicembre 2008 alle 09:38

A Villa di Villa, alla Macelleria Sperandio,buona carne vi colga!


Nel cuore di Villa di Villa, nella piazza del paese,da sempre la famiglia Sperandio gestisce una macelleria di prim'ordine.

Di questi tempi, quando si parla di carne, corre necessità di essere chiari.Preferiamo subito fornire la carta di identità culturale del luogo,perchè, nella sua essenzialità, fornisce le coordinate autentiche della professione che Adriano esprime.

Anzitutto le carni sono scelte al vivo, direttamente nelle stalle dei contadini.Tutto questo permette che il percorso fino al banco della macelleria ( luminosa e rinnovata qualche tempo fa), sia controllato rigorosamente,in modo da poter garantire una qualità certa al cliente consumatore.

La carne viene poi lavorata artigianalmente, per poter offrire delle possibilità diverse di cottura e di tagli alle sempre indaffarate massaie dei nostri tempi.

Adriano non manca di orientare e consigliare i clienti, secondo una lectio che sa unire tradizione e innovazione. E poi (non è un segreto), vi sono i salumi artigianali fatti in casa, con una perizia d'altri tempi. I norcini di casa nostra,seppur attrezzati dal punto di vista tecnologico e igienico ( come norma comanda), sanno interpretare al meglio le carni locali. In particolare vi consigliamo lo speck che Adriano produce con grande maestria.

Insomma, macellaio e norcino d'eccellenza.Non vi è dubbio alcuno.

by giorgio raimondi il sabato 27 dicembre 2008 alle 09:38 Commenti ( 0 )




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