Festa della Trebbiatura a Villa Salvati di Monte Roberto
Sabato 18 e domenica 19 luglio parte la quarta edizione della “Festa della Trebbiatura”, organizzata dall’associazione “Mille Luci e…altro” di Pianello Vallesina in collaborazione con la Rete d’Informazione L’Italia del Gusto e l’Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto presso Villa Salvati di Monte Roberto.
La Festa della Trebbiatura, nota anche come "Ponte Magno e il grano", trova la sua ragione d'essere nella "secolare" civiltà che lega il territorio alla coltivazione di questo cereale. Ogni anno, l’associazione “Mille Luci…e altro” rinnova il suo impegno nella valorizzazione e riscoperta della cultura del grano, un tempo prevalente nella Marca di Ancona e l'intera regione, al punto da far meritare al territorio a valle di Monte Roberto fino a Jesi l'appellativo di "granaio dello Stato Pontificio". La manifestazione vuole cogliere e tramandare l'antico senso di queste "feste del raccolto" , un tempo occasione per godere insieme dei "frutti della terra" e di quei prodotti generati dalle "mani dell'uomo".
Quest’anno la Festa della Trebbiatura ha un programma tutto nuovo: mercatini, sfilate, musica e stand enogastronomici fanno da cornice alla VI Assemblea Nazionale dei Delegati de L’Italia del Gusto, la Rete di informazione che promuove i piccoli borghi poco noti ma ricchi di risorse storiche, culturali ed enogastronomiche.
In occasione dell’incontro tra i delegati della Rete, giornalisti e comunicatori da tutta Italia, domenica 19 alle 9,30 nelle sale di Villa Salvati, si terrà un convegno sul tema “Problematiche del grano duro: la situazione attuale e le prospettive future”, cui saranno invitati a partecipare le autorità locali, produttori ed esperti del settore.
Un appuntamento da non mancare che collega tradizioni passate, esperienze attuali e prospettive future nell’ottica di valorizzare il grano, oro della Vallesina.
PROGRAMMA
L’Associazione “Mille Luci…e altro”
in collaborazione con
la Rete d’Informazione L’Italia del Gusto e l’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto
presenta
la IVª Edizione della Festa della Trebbiatura
18 - 19luglio 2009 VILLA SALVATI
Pianello Vallesina (AN)
Sabato 18 luglio 2009
Ore 15,30 - Iscrizione per il raduno di auto e moto d’epoca ;Ore 16,00 - Apertura dei mercatini di prodotti tipici e vari, mostra fotografica, mostra macchine agricole antiche. Percorso dell’attrezzatura antica e moderna. Visita guidata di Villa Salvati; Ore 16,30 - VI ª Assembra nazionale dei delegati dell’Italia del Gusto; Ore 16,30 - Partenza 1° raduno di auto e moto d’epoca.
Ore 17,00 - Palio dei castelli ;Ore 18,30 - Festival: Cantando a Villa Salvati; Ore 19,30 - Apertura stand gastronomico con piatti tipici della trebbiatura; Ore 21,30 - Festival: Cantando Villa Salvati.
Domenica 19 luglio 2009
Ore 8,30 - Presso la chiesa di Villa Salvati S. Messa officiata da Mons. Gerardo Rocconi Vescovo de Jesi; Ore 9,30 - convegno “Problematiche del grano duro: la situazione attuale e le prospettive future”; Ore 12,30 - Apertura stand gastronomico con piatti tipici della trebbiatura ; Ore 16,00 - Apertura dei mercatini di prodotti tipici e vari, mostra fotografica, mostra macchine agricole antiche: percorso dell’attrezzatura; Ore 16,30 - Palio dei castelli, finali dei giochi con la corsa delle oche ; Ore 17,30 - Premiazione dei vincitori del Palio e premiazioni dei proprietari delle macchine agricole; Ore 18,00 - Dimostrazione della trebbiatura ;Ore 18,30 - Apertura stand gastronomico con piatti tipici della trebbiatura; Ore 21,30 - Commedia dialettale.
Dal 09 al 12 di luglio 2009 si tiene a Pontecorvo (organizzata dalla Associazione Maggeseonlus), la tradizionale Festa della Trebbiatura. “ Questa festa nasce in una zona dove le tradizioni agricole rappresentano un passato lontano solo qualche generazione. Tecnologia e consumismo nell'ultimo trentennio hanno quasi cancellato tradizioni, usi e costumi che ci appartengono. Ogni uomo viene dal passato perchè figlio di uomini che un tempo traevano dalla terra l'unica fonte di sostentamento.La trebbiatura rappresentava un momento quasi sacro, essendo il grano l'unica certezza di vita.Tutto ciò viene da noi rievocato con macchinari ed attrezzi dell'epoca. Far rivivere agli anziani quei giorni lontani e pieni di sacrifici, dimostrare ai giovani cosa era la vita dei nostri avi è lo scopo principe di questa manifestazione.Sono presenti degli stand di antichi mestieri, prodotti tipici, animali da cortile e da lavoro, auto ed attrezzi d'epoca, costumi…Le serate sono allietate da gruppi musicali con assaggi di piatti tipici.Questa festa è un momento d'incontro e di confronto fra generazioni divise da tecnologie avanzate e modi di affrontare la vita quotidiana. Momenti in cui il cuore di alcuni anziani si riempie di ricordi fino a traboccare in lacrime.Momenti di vita vera.Momenti di una festa antica.” Gianni D'Amata
La Festa è stata inserita nel circuito InfoCerere dei Borghi Europei del gusto e Gianni d'Amata,Presidente della Associazione Maggese onlus, è stato nominato nel 2008 delegato de l'Italia del Gusto.
Programma
GIOVEDI’ 9 LUGLIO
*ORE 18,00 INAUGURAZIONE,con la partecipazione del Presidente della Provincia,on.
Antonello Iannarilli
* ORE 21,00 SERATA MUSICALE CON I "THE QUIET"
* DEGUSTAZIONE PRODOTTI E SPECIALITA’ LOCALI
VENERDI’ 10 LUGLIO
* ORE 18,00 PROVE DI TREBBIATURA
* ORE 21,00 SERATA MUSICALE CON I "BAILAMOS"
* DEGUSTAZIONE PRODOTTI E SPECIALITA’ LOCALI
SABATO 11 LUGLIO
* ORE 09,00 PREPARAZIONE DEL GRANO
* ORE 10,00 PROVE DI TREBBIATURA
* ORE 19,00 SANTA MESSA
* ORE 21,00 SERATA MUSICALE CON GRUPPI FOLKLORISTICI INTERNAZIONALI, dalla Colombia, Ucraina, Montenegro
* DEGUSTAZIONE PRODOTTI E SPECIALITA’ LOCALI
DOMENICA 12 LUGLIO
* ORE 09,00 PROVE DI TREBBIATURA
* ORE 16,00 TREBBIATURA CON TREBBIA DA FERMO
* ORE 21,00 SERATA MUSICALE DEDICATA AL MAESTRO “ALESSANDRO VESSELLA”
* DEGUSTAZIONE PRODOTTI E SPECIALITA’ LOCALI
Durante la manifestazione:Piatti Tipici: Sagnette e fagioli e...
ESPOSIZIONE DI PRODOTTI TIPICI LOCALI
RAPPRESENTAZIONE DI ANTICHI MESTIERI ANIMALI DA CORTILE E DA LAVORO
ATTRAZIONI PER BAMBINI!!
Un "museo" di mezzi agricoli, autovetture e attrezzi d'epoca esposti all'aria aperta!
VISITE GUIDATE ALL'ANTICO MULINO
ESPOSIZIONE SU UN'AREA DI 10.000 MQ
Stands di prodotti tipici provenienti da tutta Italia
Più che aperte, nascoste. Sono le cantine delle piccole aziende vitivinicole delle Marche e dell’Umbria, non più grandi di 10 ettari di superficie vitata, che parteciperanno con i loro stand alla 3ª edizione di “L’Altro Vino- Cantine Nascoste” di Fabriano, organizzato da “Vinifera, studio associato consulenze vitivinicole, e “Il Corto Maltese”, Circolo Arci, in collaborazione con la Rete d’informazione “L’Italia del Gusto” e “l’Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto”. Scopo dell’iniziativa è promuovere i prodotti delle strutture sconosciute ai circuiti del “vino-vip”. Vini di assoluto livello qualitativo, ricavati direttamente dalle uve dei vignaioli, senza passare per l’omologazione industriale e, di conseguenza, poco noti al mercato. L’evento, spostato dall’Umbria alle Marche, si terrà il 6 giugno ai Giardini del Poio di Fabriano, nei pressi del Chiostro della Pinacoteca Comunale. Un’occasione non solo per conoscere i vini che hanno il marchio della diversità ma anche per incontrare i produttori di queste piccole realtà e chiedere informazioni sulle loro uve. Ecco il programma: dalle 11.00 fino alle 13.00, si terrà la presentazione della manifestazione e una piccola introduzione alla degustazione dei vini, cui interverranno gli addetti del settore viticolo ed enologico; seguirà l’apertura al pubblico dei banchi d’assaggio presso cui sarà possibile degustare ad acquistare i prodotti fino alle 21,00. Ad allietare l’evento, il gruppo musicale folk Incanto che alle 22,00 chiuderà l’evento con un concerto. La partecipazione a tutti i banchi d'assaggio, comprensiva di calice, sacchetta porta bicchiere, materiale informativo, tecnico e turistico, è disponibile al prezzo di 8 euro. Per chi volesse saperne di più può consultare la rete civica di Fabriano o l’indirizzo www.piazzalta.it.
Per informazioni, chiarimenti, precisazioni , potrete contattare i seguenti recapiti e-mail:
GustoFilosofia: la comunicazione al servizio dell’eccellenza
A Fabro, dal 30 al 31 maggio, si parla di prodotti enogastronomici e identità culturale
Riflessioni, appunti, idee sulla “tipicità” e sulla valorizzazione del territorio
L’Associazione Internazionale “Azione Borghi Europei” e la Rete d’informazione “L’Italia del Gusto”, con il patrocinio del Comune di Fabro e dell’A.A.D.I. (Associazione Amici dell’Italia), presentano “GustoFilosofia”, una serie d’incontri che si terranno nei giorni 30 e 31 maggio, a Fabro e nei Comuni dell’Alto Orvietano, per riflettere insieme ad amministratori, giornalisti, produttori, ristoratori, anime dell’associazionismo e addetti ai lavori su cosa significhi “Tipicità” e su come si possano valorizzare le risorse locali in armonia con l’identità culturale del territorio.
L’appuntamento con “GustoFilosofia” è per sabato 30 maggio alle ore 11.30, presso l’agriturismo “Gattogiallo” di Montegabbione, con un Giornale Orale a più voci sul tema: “...Tipicità, prodotti tipici… : oltre le mode e i misfatti, cosa c’è per davvero?”. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, Unità Tematiche presso la Tenuta Vitalonga di Ficulle, dove saranno messe a confronto, nel dibattito “…Dalla tipicità all’eccellenza?” le diverse esperienze produttive dei vini autoctoni, dei salumi, della pasta, dei formaggi, dei tartufi e degli oli locali.
La ripresa dei lavori è prevista per il mattino seguente, domenica 31 maggio alle ore 10.00, presso la Sala del Municipio di Fabro, con un incontro sui temi “GustoFilosofia: le concezioni del mondo, le idee che si nascondono dietro le mode della tipicità; dall’identità culturale alla valorizzazione delle risorse locali” e “Comunicazione e Informazione come strumenti di crescita del tessuto produttivo ed economico locale, in tempi di globalizzazione”. A seguire, degustazione di eccellenze locali e conclusione dei lavori.
Segreteria: Rete Mediterraneo, Associazione di servizi, via Gozzi n.10, 31015 Conegliano(Treviso).
www.italiadelgusto.com, tel. 0438.336895 (segreteria dal lun. al ven. ore 9.00-13.00)
La storia del territorio dagli Etruschi a oggi, passando per i Romani, l’impaludamento e la bonifica
Fabro e Alto Orvietano, una vocazione agricola che viene dal passato
Le tradizioni e l’adattamento all’ambiente: il rapporto degli abitanti con le proprie terre
Non è raro, se ci si aggira per i territori che si estendono lungo e intorno alla valle del Chiani, trovare conchiglie e resti fossili incastonati nelle pareti tufacee, nelle argille, o sepolti nel sottosuolo. Sono antichissimi. Raccontano un passato remoto – Pliocene e Pleistocene - quando tutto era sommerso dalle acque. Almeno due milioni di anni orsono. Nell’età del ferro l’area oggi conosciuta come Alto Orvietano era frequentata dagli antenati degli Etruschi: i Villanoviani, che su queste terre avevano fondato numerosi insediamenti. Dal VII secolo avanti Cristo, e per tutta la durata dell’età etrusco-romana, il Chiani (Clanis) fu un nodo strategico per la viabilità del centro Italia, come testimoniano le tombe e gli oggetti appartenuti agli abitanti di quelle due civiltà, alcuni risalenti al II e al I secolo avanti Cristo, che sono stati ritrovati nel tempo soprattutto nei centri più antichi come Fabro e Carnaiola. Allora, proprio come oggi, le coltivazioni più diffuse erano quelle dell’olivo e della vite, oltre a quella del grano e del farro, a testimonianza di una vocazione naturale dei territori attigui alla Valle del Chiani per quelle che ancora oggi sono due delle produzioni di eccellenza dell’area: olio e vino.
All’inizio del secolo scorso fu ritrovata, nella zona di Fabro, una pietra miliare datata 107 avanti Cristo che segnalava la presenza di un tratto della Via Traiana Nova, che proprio in questo segmento della Valle del Chiani s’incrociava con la Cassia. Questo snodo viario, insieme a quello fluviale del Chiani, di cui i Romani garantivano la navigabilità con opportuni bacini artificiali ed apposite edificazioni di muraglioni, chiuse e sostegni, rendevano la Valle del Chiani un importante corridoio tra Roma e la parte settentrionale del centro Italia. Muro Grosso, nell’area sottostante a Carnaiola, era un’opera idraulica realizzata dai Romani proprio per regolare la navigabilità del Chiani e fu oggetto di studio di Leonardo da Vinci. Fu riadattata a ponte, intorno all’anno Mille - mentre gli Orvietani facevano costruire il castello di Monteleone - e nel corso dei secoli è stato distrutto e ricostruito più volte. Con il lento abbandono della Cassia e l’interruzione della manutenzione delle opere idrauliche intorno al Chiani l’area diventò pian piano un’immensa palude che convertì l’economia del luogo legandola soprattutto alla pesca. Con la bonifica del territorio, iniziata in modo sistematico solo dal XIX secolo, l’Alto Orvietano acquisirà pian piano la fisionomia odierna.
Fabro si colloca in una zona collinare, vicina a un’ampia area boschiva, e in particolare dal parco di Villalba e dal monte Peglia. Il castello fu costruito su una struttura preesistente, una fortificazione di origine romana che serviva a difendere un territorio molto importante dal punto di vista agricolo. Nel Medioevo divenne parte del sistema politico amministrativo del comune d’Orvieto. Tra il ‘400 e il ‘500 fu ristrutturato dalla famiglia Filippeschi. Solo nel 1549 Fabro si dotò di propri statuti.
A partire dal XVI secolo intorno al castello si sviluppò il borgo, con il palazzo comunale attribuito al Calderini – e poi semidistrutto durante la seconda guerra mondiale - e la chiesa parrocchiale.
Piatto tipico del posto è la “torta sotto al foco”, un pane azzimo che viene cotto sotto la brace ardente e che viene ancora oggi riproposto nelle sagre paesane.
Fabro Scalo si è sviluppata negli anni ’30 con la nascita della stazione ferroviaria ed è oggi il centro commerciale e la parte più popolata del Comune. Tra lo scalo e il borgo antico c’è la frazione Colonnetta con il suo centro industriale e fieristico. Fino a due anni fa vi si svolgeva la fiera nazionale Mostra Mercato del Tartufo, oggi allestita a Fabro Scalo. La campagna intorno a Fabro è ricca di tartufi e soprattutto del pregiato tartufo bianco.
A circa un chilometro da Fabro Scalo c’è il piccolo borgo Carnaiola, con il suo castello costruito sulle rovine dell’antica fortificazione romana intorno all’anno Mille. Nel corso del Seicento divenne un palazzo nobiliare, uno dei pochi al di fuori dalle mura della città d’Orvieto. La sua storia è legata alla vita della mistica umbra del ‘200, alla Beata Vanna, alla quale è dedicata una piccola chiesa.
A tutela dei sapori della tradizione, c’è ancora oggi la sagra del “pan col mosto”, tipica pietanza che allietava le tavole degli abitanti durante il periodo della vendemmia.
Il paesaggio che circonda la valle del Chiani, nel territorio dell’Alto Orvietano, è punteggiato di viti e olivi. Sono molte le aziende agricole che si dedicano alla produzione di vini e oli di qualità, come molte sono le singole famiglie che coltivano i propri appezzamenti di terreno per poi trasformare i frutti del loro lavoro in prodotti destinati al consumo familiare.
Alle Tezze (almeno così da sempre chiamiamo questo splendido borgo del comune di Vazzola), potrete incontrare la pizzeria Amalfitana, gestita da due giovani talenti.
L'ambiente è al tempo stesso sobrio e caldo. La gestione ,si intuisce subito,è improntata su di una naturale cortesia, che ben è espressa dai giovani anfitrioni che ti prendono in consegna. Qui si può scegliere : fra le pizze superbamente interpretate (leggere e digeribili, per nulla assomiglianti ai tanti prodotti-mattone purtroppo presenti nel mercato) e una cucina familiare, semplice, del tutto allineata alle migliori tradizioni locali. Il ristorante-pizzeria lavora bene,per una clientela variegata,che ritorna (come noi) con gran piacere alla mensa dell'Amalfitana.
Vi è poi quella complicità, sottile, che unisce i titolari all'avventore-cliente. La battuta, il commento, la presenza mai untuosa.
Si sta proprio bene all'Amalfitana : chissà se potremo mai scoprire degli aspetti inediti di questo locale, che ci ha sempre offerto,a dire il vero, il meglio di sé !
Il Cenacolo del Piave ha inserito la pizzeria Amalfitana nel percorso del gusto che accompagna la candidatura di Tezze ad essere inserita nell'Azione Terre della Storia dei Borghi Europei del Gusto.
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