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i miei viaggi

venerdì 12 novembre 2010 alle 12:34

namibia - gioiello d'africa

Ho preparato questo viaggio da mesi e finalmente si Parte.

L’Appuntamento con martino è a  joannesburg in aeroporto.

Da qui un breve volo ci porta a Windhoek  

Ritiriamo il fuoristrada che abbiamo prenotato dall’italia e poi subito all’hotel Casablanca

Una notte di riposo e la mattina dopo si parte.

La partenza è cauta, non siamo abituati alla guida a sinistra, ci preoccupano un pochino le

precedenze, non sappiamo bene a chi darla e per non sbagliare decidiamo di darla a chiunque.

dopo circa due ore ora ci fermiamo per una breve sosta ad  Okhandja,  il solito brindisi di buon

augurio per il viaggio  e breve  visita al caratteristico tradizionale mercato                                                                                                                                                                                                     risaliamo sulla nostra gigantesca jeep si riparte direzione  Otjiwarongo   incominciando così i

primi dei 4600  chilometri che percorreremo in totale.

Attraversiamo un territorio molto bello

mentre ci avviciniamo ad otjwarongo in lontananza si vedono le montagne del waterberg plateau

Arriviamo ad Otjiwarongo per l’ora di pranzo.                                

Mentre  ripartiamo il cielo si riempie di nuvoloni neri.

quando arriviamo al cancello del lodge iniziano a scendere le prime gocce

dalla strada principale si imbocca una sterrata, e continuiamo verso il lodge che dista ancora alcuni kilometri attraversando un territorio dove  il paesaggio diventa più interessante.

incontriamo i primi animali africani, avvistiamo un kudu ed un paio di giraffe ferme in mezzo al sentiero. Restiamo in attesa  mentre  attraversano la strada e possiamo passare. 

Finalmente arriviamo al lodge e nel frattempo ha smesso di piovere

Il lodge è costruito su una collinetta dalla quale si gode uno splendido panorama sul waterberg

plateau e sulla pianura circostante nella quale pascolano antilopi e gnu.

Depositiamo i bagagli e partiamo per  esplorare la zona.

Saliamo su una grossa jeep scoperta guidata dalla proprietaria del lodge e partiamo per la visita

di questa enorme fattoria. Migliaia di ettari dove vivono allo stato libero tantissimi animali.

Incontriamo i primi springbok un’antilope molto comune in namibia  e l’orice animale simbolo della namibia e più avanti gruppi di gnu.

Nel terreno intorno al lodge  in grandi recinti, vengono tenuti leopardi, ghepardi e leoni.

Questi animali non lasceranno la riserva perché hanno passato troppo tempo con l’uomo, nelle fattorie,  e non hanno più la capacità di cacciare da soli  e ogni giorno vengono cibati con la carne fresca.

Subito ad attenderci c’è un leopardo. È solo e mette un po’ di tristezza vederlo chiuso in questo recinto anche se molto grande  Qui hanno tanto spazio le recinzioni sono immense, e gli animali possono vagare

e correre a loro piacimento., ma la libertà è sempre un’altra cosa.

Andando un pò oltre incontriamo una leonessa splendida                                                                                       guardandola  mi torna alla mentre  elsa la leonessa del film nata libera , ma joe adamson è riuscita in un’impresa memorabile.. rimetterla in libertà.

Proseguiamo ed arriviamo in un recinto dove vivono 2 ghepardi .
lanciamo pezzi di carne, un pò per uno.

I ghepardi sono sono davvero bellissimi, e molto sani e ben tenuti!

In pochi minuti il contenuto della cassetta della carne viene fatto fuori dai voraci gattoni.

Si leccano e poi, visto che la colazione è finita iniziano a defilarsi.

Si è fatto tardi, dobbiamo rientrare                                                                                                        durante il percorso per tornare  al  lodge  incontriamo molte varietà di antilopi,

delicati impala dal mantello bruno-rossiccio  che fuggono al nostro passaggio. 

in lontananza 2 grossi eland  giganti. È la più grande delle antilopi africane ed è raro incontrarla perché è un Animale di abitudini notturne,

poco oltre il  raro alcelafalo,  dal mantello di colore rosso-bruno,

poco più avanti uno splendido esemplare maschio di waterbuk  un'antilope di grossa taglia, abbastanza simile al cervo,

e per finire  proprio sul sentiero che porta al lodge  kudu  e impala 

e questo sarà l’unico luogo della namibia dove avvisteremo queste varietà di antilopi.

Godiamo i colori dell’imbrunire  dalla terrazza del lodge.

mentre cala il buio lo sguardo spazia sulla pianura sottostante sino all'orizzonte.                                                            All’interno la tavola è apparecchiata è ormai l’ora di cena.                                                                                      Un brindisi con la padrona di casa e poi a  tavola.

La mattina dopo partiamo con calma ,                                                                                                                     la strada che da Windhoek porta all'Etosha National Park è asfaltata e si procede molto bene

oggi il programma prevede di arrivare a Namutoni, nel parco Etosha, passando dalla città di tsumeb

attraversiamo la cittadina di tsumeb  e facciamo una sosta qualche kilometro più avanti al lago…otjikoto….

Arriviamo all’etosha senza intoppi, e da qui subito al mushara  un bel campo tendato

Ed eccoci qua, ai cancelli dell’Etosha.

Entriamo dall’ingresso di namutoni

acquistiamo una mappa dettagliata dell’Etosha e decidiamo di perlustrarlo passando di pozza in pozza

Siamo appena partiti ed ecco un gruppo di simpatiche manguste, animali facilmente addomesticabili.

poco oltre, incontriamo  un gruppo di  giraffe che camminano ondeggiando con le loro gambe lunghissime. le giraffe camminano lentamente  sono sempre guardinghe ma  sono tra le nostre preferite, perché oltre all’eleganza hanno anche un muso simpatico

in questo parco ci sono moltissime giraffe, antilopi e zebre, ed è anche ricco di uccelli  soprattutto l’immancabile kori bustard molto comune in namibia

arriviamo ai pozzi di Twee Palms situati ad est di Namutoni;

sono  facilmente riconoscibili e Di particolare interesse

twe palms è la pozza più a est del pan e ci fermiamo ad osservare la moltitudine di springbock  e                 zebre che  sono intorno alla pozza

durante la stagione secca gli animali sono molto visibili perché si recano a bere alle pozze  che diventano punti privilegiati di osservazione.

proseguiamo per la pozza di  Aroe, abitata da aironi grigi e blue crane,  zebre, orici,  e da una moltitudine di zebre carinissime che in fila indiana camminano verso la pozza.

Di alberi davvero ce ne sono pochissimi ma in compenso anche qui molti animali. 

neanche nelle più rosee aspettative mi immaginavo una  simile moltitudine

Ci beiamo di questa vista incredibile e poi iniziamo a girare le altre pozze a nord di Namutoni.

Riprendiamo la strada

Di nuovo in  viaggio proseguendo verso la pozza di andoni

Un altro laghetto e altri blue crane

poco più avanti in mezzo all’erba secca ingiallita dal sole incontriamo lo splendido e gigantesco uccello segretario. 

Arriviamo finalmente  alla pozza di andoni dove troviamo una comunità di leoni seminascosti dall’erba gialla come il loro manto

Riprendiamo la strada e torniamo indietro verso il centro del parco.

Al nostro passaggio un gruppo di kudu, scappa nella boscaglia, mentre poco più avanti ecco un grosso elefante che dapprima ci spaventa tagliandoci  la strada e poi con nostro grande sollievo gira le spalle

e se ne va

La particolarità di questo parco, sta nel fatto di poterlo girare liberamente con la propria auto senza bisogno di una guida.  

Alla pozza successiva tanti fenicotteri,  white stork , e appollatiato sulla cima di un albero uno splendido esemplare di southern pale chanting goshawk

Il Parco Etosha, è  una delle più grandi riserve faunistiche africane, e ospita oltre 100 specie di mammiferi, 340 specie d’uccelli, di cui un terzo migratori

Continuiamo il cammino con alla nostra destra la splendida visione del pan, mentre a pochi passi da noi  vicino alla strada uno sciacallo solitario sta delimitando il suo territorio.

Poco oltre in mezzo all’erba incontriamo un bell’esemplare di norther black korhaan  che ci fa sentire il suo richiamo.

Ci blocchiamo di colpo quando intravediamo un gruppo di leoni, maschi e femmine, seminascosto dall’erba.

Hanno un manto chiaro, e sono completamente mimetizzati con l’erba secca sul quale sono stesi

Sdraiato vicino alla strada c’è il grosso maschio, e poco distanti due femmine con due cuccioli. Probabilmente disturbati dalla presenza di molte persone iniziano a muoversi per attraversare

la strada e  inizia così la sfilata dei leoni.

Prima le due femmine scortano i due cuccioli, seguite dallo sguardo del maschio, poi lui il re della foresta si alza e inizia a muoversi lentamente e si mette alla testa del gruppo.

quando attraversano la strada siamo  ad un metro da loro. 

Una delle femmine si gira verso di noi lanciando  un ruggito e uno sguardo “da brivido” che mi fa capire  quello che provano antilopi, cudu, springbook quando non osano nemmeno avvicinarsi all’acqua in loro presenza; lo sguardo del leone è ipnotico.

Le emozioni non sono finite.

Abbiamo appena superato un branco di springbok che scappa al nostro arrivo quando notiamo qualcosa                   di strano in mezzo all’erba,,                                                                                                                                                    ci fermiamo e scorgiamo un gruppo di avvoltoi in attesa intorno al  corpo di  una zebra morta.                             Non riusciamo a capire bene che succede , poi vediamo un gruppo di sciacalli che si avventa famelico sulla lcarcassa dell’animale e nel contempo lotta per tenere lontani gli avvoltoi.

La scena si protrae per parecchio tempo,  quando ce ne andiamo Avvoltoi e sciacalli stanno banchettando insieme. 

Questo  Parco offre agli amanti della selvaggia vita animale una sorprendente varietà di avvistamenti ed è una delle prime aree al mondo dedicate alla conservazione naturale, un vero “scrigno” di biodiversità animale e vegetale.

Ancora un'altra pozza e altri animali,

ma le emozioni di oggi arrivano anche dal paesaggio dell’Etosha, che ci si schiude in tutta la sua bellezza e vastità senza confini.

Arriviamo infatti fino all’”Etosha lookout” un punto in cui il pan, il “grande luogo bianco” si mostra senza essere nascosto da savana, e vegetazione,. di fronte a noi, all’infinito, un gran mare bianco e grigio verde si apre e si confonde con il cielo.

E’ davvero spettacolare!!!! Scendiamo a sgranchirci le gambe.

Di pozza in pozza arriviamo verso la fine del parco ad una pozza ancora più sorprendente!

qui in mezzo alla savana in una piana circondata da rada vegetazione, incontriamo un gruppo di elefanti saranno una decina. Che belli che sono!! Ci sono zampe e proboscidi ovunque! Che spettacolo grandioso!

 

Stanno tranquillamente pascolando insieme a struzzi, uccelli segretari, gnu,  orici e zebre

Qui,  ce ne sono davvero tanti di animali, di tutte le specie,

Insieme formano un paesaggio che sembra irreale, soltanto in qualche documentario naturalistico mi è capitato di vedere uno spettacolo simile.

a malincuore lasciamo questa radura e  per finire andiamo ai margini del parco a vedere la foresta incantata o  degli Spettri che  deve il suo nome alla presenza degli alberi meringa

E tempo di uscire dal parco il sole sta tramontando.                                                                                     Abbiamo trascorso due giorni meravigliosi all’interno del parco etosha

Lasciato il parco  ci dirigiamo verso ovest.

Facciamo sosta per il pranzo a kamanjab e fuori dal ristorante incontriamo delle donne herero coi                      loro caratteristici costumi.

una breve sosta e si riparte in direzione nord verso Opuwo capitale del Kaokoland  noto avamposto

della popolazione Himba,  una delle ultime regioni selvagge dell'Africa Meridionale dove giungiamo                   nel primo pomeriggio..

Opuwo si trova all'inizio del territorio abitato dagli Himba e non offre niente di particolarmente

attraente,  è utile solamente come tappa per organizzarsi per spingersi oltre, all'interno dei territori Himba

molti Himba vivono qui in città, mescolati alla popolazione di etnia Herero.                                                           Prima di ripartire per le epupa falls ci rechiamo al supermercato per rifornirci  di viveri e qui facciamo

degli incontri molto interessanti.

È infatti molto  singolare vedere le donne himba aggirarsi all’interno del supermercato indossando solo una gonnellina di pelle di capra.  

quando ci si allontana da Opuwo, comincia la vera visita alla regione del Kaokoveld.

mentre si percorrono le piste polverose e incredibilmente sconnesse che portano ancora più a nord, verso il fiume Kunene e le Epupa Falls attraversiamo Montagne che offrono un incredibile scenario.

Confinato nell’angolo nord-occidentale del paese, il Kaokoland, viene spesso definito l’ultima grande regione  selvaggia dell’Africa in quanto presenta il volto più primitivo della Namibia.

Mentre ci dirigiamo alle cascate  lungo le piste, appaiono dal nulla gruppi di Himba.                                                                                                                                                                                                                                       

Vediamo un piccolo assembramento e ci fermiamo a curiosare.                                                                              un gruppetto di persone sta estraendo l’acqua da un pozzo                                                                               intorno, capre, giovani donne  e alcuni bambini

Proseguiamo ancora verso nord. Dicono che  il contatto più autentico con questo meraviglioso popolo si può trovare appunto nelle zone più lontane dalla "cività" e cioè nella zona delle cascate e nei dintorni del fiume, dove si trovano  numerosi villaggi 

Ci rechiamo a visitare  un villaggio.

portiamo  in cambio  qualche piccolo dono, per non  offendere la dignità di questo popolo che ha incredibilmente saputo mantenere le proprie antichissime tradizioni fino ai giorni nostri.

Ci viene incontro una giovane donna                                                                                                                Quello che ci colpisce è la bellezza di questa giovane nel fiore degli anni

Indossa solo una gonnellina di pelle di capra e dei monili di metallo e di cuoio attorno al collo; i capelli, anch’essi spalmati di ocra e burro, scendono fino alle spalle: segno che si tratta di donna sposata.

Le donne sposate fanno valere l’anzianità acquisita ed a loro volta accettano quella della matriarca , che impone la propria autorità , simboleggiata dalla conchiglia di strombo che pende tra i seni avvizziti.

E’ lei la custode del sacro focolare, che arde davanti alla sua capanna, è su quel focolare che ogni mattina il latte appena munto viene consacrato ed offerto agli antenati

Le donne himba  si spalmano sul corpo e sui capelli per proteggersi la pelle dal sole e per mantenere la pelle morbida un'argilla rossa mista a grasso che rende la loro carnagione rossiccia, il loro aspetto è così del tutto diverso dalle altre etnie africane..  

Gli Himba sono un'antica tribù di pastori nomadi, che ancora oggi vive e veste secondo le tradizioni degli antenati.                                                                                                                                                  

Le donne Himba hanno mantenuto nei secoli i loro costumi tradizionali che consistono in una minigonna fatta di vari strati di pelle di capra e gioielli realizzati con conchiglie, pelle e ferro.                                                                             

Salutiamo donne e bambini e Lasciamo il villaggio 

ci dirigiamo alle cascate.

qui il fiume Kunene segna il confine con l’Angola e le sue acque attraverso dei crepacci formano le cascate Epupa, 

Le cascate di Epupa sono tra le più vecchie formazioni geologiche del mondo e si pensa che si possano datare 2200 milioni di anni fa.     

sono una serie di cascate dove il letto del fiume Kunene si abbassa di 60 metri, dividendosi in una moltitudine di piccoli ruscelli e formando una miriade di pozze e bacini nella roccia 

La cascata più bella è alta 37 metri

una breve passeggiata intorno alle cascate e poi ci dirigiamo al lodge ubicato a monte delle cascate, di fronte ad un tranquillo  specchio d'acqua che invoglia ad un bagno ristoratore, , ma avvistati sull’altra sponda del fiume alcuni coccodrilli, optiamo per una semplice doccia nella nostra tenda.

L’ambiente invita al relax

ci sediamo ad ammirare la sponda del  fiume con la sua varietà di alberi, fra cui il sicomoro, i baobab e le palme makalani, mentre il sole tramonta e il cielo cambia i suoi colori.

In questo punto il fiume forma delle anse con bellissime spiagge.

sulla sponda opposta si vede un susseguirsi ininterrotto di colline: è l'Angola  

La mattina seguente, dopo aver ammirato il sorgere del sole, si parte verso sud  per dirigersi alla volta di Sesfontein.

Superata opuwo il percorso si fa sempre più  interessante.                                                                                            Incontriamo anche un  numeroso gruppo di struzzi, che cammina in fila indiana.   

la strada è molto accidentata.

Il percorso è brutto con ripide discese e vertiginose salite grosse buche e massi sulla strada, ma finalmente arriviamo a sesfontein, posto in una vallata di vegetazione e fontane

Alloggiamo in un vecchio forte, ora trasformato in albergo

Una notte di riposo e si riparte verso sud. 

Incontriamo spesso  bancarelle dove vendono le pietre che si raccolgono nella regione.                                                                                                                                           In questa zona remota vive una particolare razza di elefanti caratterizzata da zampe più lunghe dei normali pachidermi e da una maggiore resistenza al caldo e alla sete e vengono chiamati gli elefanti del deserto.                                                                                        

questa tappa presenta magnifici panorami

Superato il grootberg pass si viaggia tra ripide vallate e pianure aperte e finalmente dopo aver attraversato pianure dagli spazi immensi, arriviamo in prossimità di  Vingerklip,

superata una breve salita, di fronte a noi un panorama meraviglioso un’immensa vallata con montagne solitarie che si innalzano in mezzo alla pianura

affascinanti Montagne coniche con  la cima piatta spuntano dal terreno e poco distante  il Vingerklip,

la famosa  “roccia a dito”, una particolarissima formazione rocciosa.                                                                      

arriviamo al Lodge che  si rivela davvero una sorpresa.., posto su una piccola altura gode di un  panorama davvero stupendo.

sembra di essere in Arizona, con una strada drittissima e bianca che si perde all’orizzonte e attraversa una distesa di pinnacoli rocciosi di diversa grandezza.

Passo almeno un’ora a contemplare la valle mentre il sole tramonta in questo posto magico.
I colori del tramonto in queste montagne sono di un romanticismo incredibile, vi è un contrasto tra il turchese del cielo che va tingendosi di rosa,  ed il grigio delle montagne che presto diventa rosso.

La mattina dopo, scendiamo il ripidissimo sentiero che dal lodge porta alla strada e ci dirigiamo

Verso  Twyfelfontein,

dalla strada si staglia all'orizzonte il massiccio del Brandberg che, con i suoi 2606 metri di altezza,     è la cima più alta della Namibia

visitiamo la foresta pietrificata,  che si trova nelle vicinanze. su di un pianoro sono sparsi frammenti fossilizzati di alberi vecchi milioni di anni.

arriviamo aTwyfelfontein un  museo all’aria aperta, la località più conosciuta  della regione qui siamo in presenza di incisioni rupestri, risalenti a 5000-6000 anni fa

Visitiamo il sito di arte rupestre nel tardo pomeriggio, con il sole già basso sull'orizzonte.                    Percorriamo  i sentieri  all'interno della zona archeologica mentre le  rocce si tingono di rosso

Passiamo davanti  alla Montagna Bruciata, che in effetti sembra sia stata devastata dalle fiamme,                   e poi andiamo al lodge.

Qui ci aspetta una brutta sorpresa.. avevamo prenotato uno chalet e ci siamo ritrovati due tende da campeggio.                                                                                                                                                            Dopo una prima arrabbiatura, riusciamo a riderci sopra.

Dalla regione del Damaraland ci dirigiamo verso l’arida Skeleton Coast  In  un’alternarsi di altopiani e montagne aspre e solitarie, che sono l’habitat di  famiglie di babbuini.

Superato l’ ingresso dello Skeleton Coast Park, puntiamo diritti su Terrace Bay

La strada  offre uno dei panorami più belli della Namibia.

questo parco splendido,  poco conosciuto perchè impegnativo da raggiungere, è ricco di panorami e ambienti spettacolari

Dopo 60 km verso nord arriviamo a Terrace Bay  un posto freddissimo e ventoso, a ridosso dell'oceano.

Sui tetti delle case vivono comunità di anatre formate da numerosissimi individui stretti fra loro per riparasi dal freddo pungente.

Facciamo rifornimento e ripartiamo  per il sud  attraversando  paesaggi di rara bellezza,  costeggiando l’Oceano Atlantico

la Skeleton è veramente particolare, percorriamo una strada che sembra non finire mai in mezzo a un deserto che odora di salsedine ricoperto di licheni

Le piste sono ben tracciate, ma soffia un vento freddo proveniente dall'Atlantico che fa invadere la pista dalla sabbia.

Nonostante ciò facciamo una sosta per il pranzo e poi proseguiamo.

varchiamo il poco rassicurante cancello del parco e usciamo dalla skeleton coast per proseguire il viaggio verso sud e  finalmente arriviamo a Cape Cross, dove sulla scogliera nei pressi della lunga spiaggia vive la più numerosa colonia di otarie dell’Africa Australe.   

La Riserva di otarie di Cape Cross, è qualcosa di unico più di 250.000 foche ricoprono il tratto di riva rocciosa, saltando dentro e fuori dell’acqua in cerca di pesce.

appena scesi dall’auto da lontano si sente un incredibile odore di guano.                                                                      Una puzza da togliere il fiato.

dalla riva osserviamo  – e odoriamo! – questa colonia incredibilmente grande di animali mentre pescano, lottano, si accoppiano e allattano, o riposano sdraiati su uno scoglio

Dopo la visita alla colonia di otarie, si prosegue per swakopmund  ubicata tra il mare e il deserto, dove arriviamo prima che faccia buio.

Parcheggata l’auto fuori dell’hotel  ci concediamo una bella cenetta in un ristorante con vista sull’oceano  e poi a letto presto.

Il giorno successivo finalmente abbandoniamo la macchina per dedicarci alla visita della città, che si rivela abbastanza attraente, costituita da edifici in stile vagamente bavarese

La città è architettonicamente molto strana e l’atmosfera è un po’ africana ed un po’ europea,

 

Le insegne sono scritte in tedesco, molte costruzioni sono in stile Liberty germanico.                                

percorriamo le strade in discesa che portano al mare e al faro, uno dei punti di riferimento della città, costruito nel 1903.

Attraversiamo viali costeggiati da palme, giardini pieni di fiori, e arriviamo al ristorante sulla spiaggia giusto in tempo per goderci il tramonto

 

Lasciamo questa cittadina, invasa regolarmente dalle nebbie e circondata dal Namib uno dei deserti più aspri del mondo e ci dirigiamo  a Walvis Bay per vedere la colonia di fenicotteri nella vicina laguna.


ad est della città si trova il Bird Paradise dove si possono osservare migliaia di uccelli                                                  tra cui il Piccolo e Grande Fenicottero Rosa e i rari pellicani bianchi

 

Da qui ci rechiamo al molo dove troviamo una barca pronta a salpare 

Saliamo a bordo e  Partiamo

Il tempo è volto al brutto.

il  mare è grigio paragonabile al Mare del Nord.

C’è un forte vento e fa freddo.

Da quando siamo sull’oceano, non abbiamo mai abbandonato la giacca.

Era certo molto più caldo a nord!

Intorno a noi splendidi pellicani in attesa di cibo ci seguono in volo,  mentre  un’otaria ci saluta

Lo skipper dopo avercela presentata le getta in mare un paio di pesci e poi..via a tutto spiano, mentre  sally così si chiama tenta di salire a bordo!    

proseguiamo, con l’otaria che ci segue velocissima, e un volo di gabbiani e pellicani che scortano la nostra barca

Arrivati  in mare un po’ più aperto, andiamo alla ricerca dei delfini: sono difficili da avvistare e ancora più difficile è riuscire a fotografarli , ci vuole  molta pazienza.

ci sistemiamo a prua e ci sporgiamo a guardarli mentre passano giocando sotto la barca o fanno capriole saltando fuori dall’acqua e giocando con le onde lunghe dell’oceano..

Ma il bello deve ancora venire: mentre siamo fermi al largo lo skipper solleva  il cancello di protezione                  e subito una enorme otaria balza sulla barca e plana sulla panca sulla quale stavamo seduti

È un grosso maschio  bagnato e  puzzolente ma simpaticissimo e sembra perfettamente a suo agio al centro dell’attenzione, un’attore- nato

Si fa fotografare e accarezzare mentre  attende educatamente la sua razione di pesce e dopo essersi fatto coccolare abbondantemente da tutti ci saluta e scende dalla barca
non avrei mai immaginato di accarezzare un’otaria, ma l’esperienza è davvero emozionante.

la visita si conclude con un bel pic nic in mare a base di ostriche namibiane freschissime, e spumante ..non male! Peccato non ci sia il sole.

Dopo la splendida colazione, si riparte per rientrare  in porto seguiti da decine di gabbiani e pellicani che si accostano quando lo skipper getta loro dei pesci.

È stata veramente una mattina meravigliosa.

Di nuovo in auto

A pochi km dal mare  si trovano alte dune di sabbia.

La Duna 7 è sicuramente la più famosa

Non lontano si trova anche il famoso Moon Landscape, paesaggio lunare dal quale si hanno splendide vedute sulle colline

Mai nome è stato più appropriato: il paesaggio spettacolare che si può ammirare appare veramente lunare, a causa delle formazioni rocciose erose dall'azione del fiume Swakop. 

 

 

 

 

Proseguiamo l'escursione lungo la Welwitschia route:

un itinerario di circa 100 Km. che raggiunge la zona dove vivono delle straordinarie piante dotate di un tronco tozzo e basso, con 2 sole foglie che possono raggiungere la lunghezza di diversi metri che in modo inusuale si arricciano poi attorno al loro stesso fusto.

Queste piante, le Welwitschia, che hanno dato il nome all'itinerario, crescono molto lentamente e le più grandi hanno addirittura 2000 anni.                

Si rientra attraversando un paesaggio molto  affascinante.

 

Durante il tragitto verso Sossusvlei si attraversano zone desertiche e savana.                                                      Il percorso offre interessanti vedute panoramiche

si valica il "Kuiseb pass" percorrendo una pista piena di curve pericolose.                                                                   dall’alto del passo si domina  la grande scarpata del deserto del Namib.                                                               

Superiamo il tropico del capricorno e giungiamo a Solitaire, poco oltre metà del percorso odierno.                                                                       Ci fermiamo alla  stazione di benzina e pranziamo con un ottimo strudel di mele.                                      Giungiamo al  Desert Homestead dove dormiamo, circondati da un paesaggio di rara bellezza                                                                                                                        dalla veranda della nostra camera godiamo la vista sul tramonto africano in uno scenario suggestivo   che  spazia sulle montagne.                                                                                                                               davanti ai nostri occhi una distesa di erba gialla, il profilo scuro delle montagne e il rosso, rosa e                   viola del cielo al tramonto, il tutto in un silenzio rotto solo dal canto dei grilli.                                                                                    La mattina dopo  sveglia molto presto, è ancora buio quando partiamo per visitare le dune di                   Sossusvlei. Il cielo è illuminato dalla luna.                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Piano piano comincia ad albeggiare  e quando giungiamo all’ingresso del parco poco prima dell’alba  il cielo è quasi chiaro.                                                                                                                                                         All’interno del parco scorgiamo le prime dune rosse e sono veramente bellissime nella luce dell’alba.                      con il sole ancora basso hanno delle ombreggiature e dei contrasti di luce favolosi.

Lo spettacolo del sole che sorge, dietro la cima delle dune  ci ripago ampiamente dalla levataccia mattutina. 

il Namib Naukluft Park, è  il più grande Parco della Namibia ed  è il deserto più antico del mondo e,               per essere un deserto è sorprendentemente ricco di vita.                                                                         

Ci si addentra, percorrendo 60 Km di strada, in uno scenario fantastico di dune via via sempre più                 alte dove i morbidi colori della sabbia contrastano con un cielo limpidissimo:                                                                 Ci fermiamo in diversi punti ad ammirare questo splendido panorama                                                                          il contrasto dei colori delle dune, il giallo dell’erba, e l’azzurro intenso del cielo crea  scenari superlativi

Di duna in duna arriviamo alla famosa Duna 45, già invasa di scalatori dove facciamo una breve sosta.

una duna enorme. ci sono alberi secchi a cui fanno da sfondo le immense dune rosso-arancio del Namib.

rinunciamo all’arrampicata fino in cima e proseguiamo verso Sossusvlei.

giunti al termine della pista, per altri 5 km si avanza solo in fuoristrada, il mezzo ce l’abbiamo, non siamo esperti di guida su sabbia però decidiamo di proseguire e senza grandi intoppi raggiungiamo Sossusvlei,

facciamo una sosta sotto i pochi alberi della zona dove centinaia di piccoli uccelli becchettano le briciole di pane che abbiamo tirato fuori dal nostro frigorifero.                                                                      Saliamo sulla prima duna che incontriamo, le scarpe affondano nella sabbia ma questo inconveniente comunque non ci impedisce di scalare la duna, seguendone la cresta.

la camminata è resa faticosa dal caldo e dalla sabbia, che non è compatta.                                                                           si sprofonda in continuazione, avanziamo molto lentamente ma arrivati in cima alla duna,  compare all’improvviso la “fotografia” tante volte vista sulle riviste, ma è molto più bello di quel che si immagina, il bianco abbagliante di un lago asciutto, nero di scheletrici tronchi fossilizzati che  sembrano sculture messe lì in bella mostra da un artista bizzarro, il rosso delle dune tutto intorno e blu il cielo, questi i colori predominanti.                                                                                                                            davanti a noi si apre il deserto in un mare di dune che si perde all’orizzonte, è stupendo, non ci sono parole per descriverne la bellezza

Scendiamo dal fianco di una duna, attraversiamo la crosta secca del bacino del lago e in pochissimo tempo siamo già in basso,

si  riparte verso la duna Elim, dove al nostro arrivo ci troviamo  in completa solitudine                                                   Intorno a noi un paesaggio che è il sogno di ogni fotografo,  il panorama che si ammira è davvero fantastico, un mare di dune rosso-arancio di tutte le forme e dimensioni molte davvero enormi come colline, alcuni radi e  sparuti alberi e un manto di erba gialla che copre tutta la pianura sottostante le dune dove vagano rari animali :  uno scenario veramente speciale.

Arriviamo all’alba alla radura da dove partono le mongolfiere.

ci fanno avvicinare e al loro segnale tutti dentro.. e  poco dopo la mongolfiera si alza da terra e inizia a salire stagliandosi nel cielo rosa,

saliamo lentamente, ondeggiando lievemente mentre la terra si fa sempre più lontana

arriviamo in cima, e il paesaggio che si apre è incredibile.. un mare di dune rosate a perdita d’occhio..davvero indescrivibile.

La vista da quassù è una cosa senza pari. Dire meraviglioso non rende nulla.

ammiriamo il sorgere del sole che fa capolino da dietro una duna, accecante nei suoi bagliori dorati.

La luce del sole crea sfumature strane, a tratti le dune appaiono sfumate di blu, sembrano quasi immerse in una nebbia.         

non c’è un alito di vento, e  la mongolfiera sale molto lentamente sovrastando il mare di dune che mentre il sole sale,  da grigio azzurre si trasformano in un rosso acceso                                                                                                                                                              
Il sole ha iniziato a salire e a tingere tutto di rosa, poi davanti ai nostri occhi un’esplosione di colori dal giallo oro all’ocra, dall’arancio al rosso  

Le dune si stendono a perdita d’occhio e le loro ricche colorazioni variano dall’albicocca pallido al                   rosso e arancio vivo.

in lontananza riprendo l’altra mongolfiera mentre va su e giu.

Continua a non esserci vento e a tratti si ha la sensazione che la mongolfiera sia  assolutamente ferma.

sotto di noi l’ombra della nostra mongolfiera che  lentamente sta perdendo quota.

Dopo circa  un’ora di volo  nel cielo, siamo pronti per ridiscendere a terra  e ci avviciniamo al punto della discesa

Ci  abbassiamo e La mongolfiera  atterra dolcemente                                                                                            

usciamo dal cestello e ci rechiamo nella radura dove su una grande tavola imbandita  ci attende una lussuosa colazione a base di campagne

dopo esserci rifocillati ripartiamo lungo la strada, in mezzo al deserto per raggiungere la Namib Rand Nature Reserve. 

Giungiamo quindi  al sossusley desert lodge dove alloggeremo per l’ultima  notte

il posto è magnifico e il lodge bellissimo  con belle e spaziose camere e vista su stupendi paesaggi africani 

ammiriamo estasiati il panorama, questo è un luogo speciale, facciamo colazione, mentre osserviamo  la pozza sotto di noi dove vengono ad abbeverarsi gli animali

poi saliamo su una grossa jeep da safari e partiamo per l’esplorazione della    Namib Rand Reserve,                    la più grande area protetta privata d’Africa,

in questa zona i paesaggi sono di una bellezza ancora superiore a quel che si è visto fino ad ora, siamo circondati dal “nulla” fatto di praterie desertiche, dune, montagne selvagge, i colori qui raggiungono l’apice, quello che non potrò mai scordare della Namibia sono i colori.       

Avanziamo tra gruppi di struzzi,  springbok e  orici che punteggiano il territorio, ovunque si guardi ci sono animali, e si sentono solo i suoni della natura

svoltiamo in una pista stretta tra la vegetazione, e raggiungiamo un boschetto con belle rocce

La zona occupata dalla riserva è particolarmente suggestiva e ricca di una grande varietà di spettacolari paesaggi

ripartiamo tra praterie punteggiate di cespugli dorati, la vegetazione vista in lontananza sembra un’immensa distesa sabbiosa con sfumature che variano dal giallo pallido al rosa… che visione incantevole!

Sopra di noi volteggiano degli avvoltoi, albert si reca a vedere di che si tratta, nascosta tra l’erba la carcassa di una zebra.

dalla strada che  attraversa la riserva ammirariamo questo affascinante paesaggio,  in particolare l’aspetto selvaggio ed isolato di questo posto.

La riserva del Namib Rand fu stabilita nel 1992 allo scopo di proteggere e conservare l'eco-sistema e gli animali della zona, il pre-Namib, un area ricca di fauna e flora e molto importante per preservare la bio-diversità e facilitare le migrazioni stagionali degli animali.

La riserva grazie all'eliminazione di tutti i tipi di recinzioni e al basso impatto del turismo, è diventata un santuario della fauna selvatica ed un modello per la conservazione e la gestione di un area privata in Africa.                                                                                                                                                     Si rientra e dopo una breve pausa, il pomeriggio,  si riparte tra le dune  per l’esplorazione di un’altra zona della riserva.                                                                                                                                                                  anche qui i paesaggi sono indescrivibili, a volte appaiano le dune rosse del Namib, poi il mare d’erba gialla, infine i picchi delle montagne completano lo scenario.                                                                                   è un susseguirsi di paesaggi selvaggi dalla bellezza esagerata, avanziamo tra branchi di orici, e springbok

si va in mezzo alle dune di sabbia color mattone, ci si addentra in un paesaggio che con tutta la buona volontà non riesco a descrivere,

in questa zona si vedono degli strani cerchi nel terreno, di qualche metro di diametro, dove non nasce l’erba, sembra che siano dovuti forse al magnetismo terrestre

si avanza per circa una trentina di km fino a dune di sabbia rossa punteggiate da ciuffi d’erba dorata, in lontananza si scorgono catene di montagne dai colori sfumati

affondiamo nella sabbia color rosso mattone, si ha la sensazione di catapultarsi con la jeep ma per nostra fortuna  l’autista si destreggia abilmente sulle ripide salite e finalmente siamo in cima                                con un po’ di timore  penso che dovremo affrontare la discesa che si profila ancora più spericolata
Una volta sulla sommità, il panorama è grandioso.  All’orizzonte, le dune si confondono con le montagne. 

Avvertiamo già come al calare del sole, a quest’ora del tramonto l’aria da arroventata sta diventano fredda, perciò decidiamo di rientrare.

Si riparte viaggiando  tra le curve morbide delle dune , che con  la luce del tramonto  acquistano un fascino indescrivibile.

Il deserto mi ha sempre emozionata, per la sua ampiezza si suoi colori e i suoi splendidi e indimenticabili tramonti
arriva poi il buio e l’ora di rientrare al lodge. Una doccia nella nostra bella camera e poi la cena
circondati da un paesaggio sorprendente, la sera la cena a lume di candela è servita sulla terrazza, il silenzio attorno è totale,                                                                                                                                                                                            Un ultimo brindisi di addio alla namibia sotto lo sguardo della luna e poi... domani si parte.                         Lasciamo questo affascinante paese  con tristezza ma  sopratutto col desiderio di ritornare.

 

by morenita ruggi il venerdì 12 novembre 2010 alle 12:34 Commenti ( 0 )




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