Febbraio 2010 Kenya
Arriviamo a Nairobi e ad attenderci c'è benny la nostra guida che assieme a paul l’autista ci accompagnerà per tutto il viaggio..
Attraversiamo una Nairobi attiva; tante persone a piedi ai bordi delle strade che camminano con passo svelto e strade congestionate dal traffico dell’ora di punta.
Nairobi non tarda a mostrarsi in tutta la sua schizofrenia … grattacieli moderni e palazzi con facciate a specchio una citta che corre verso il futuro, senza avere ancora costruito il suo
passato.
ed eccoci qui 4 donne in kenya, in visita alla casa museo di Karen Blixen la scrittrice che più di ogni altra ha fatto conoscere al mondo il kenya con il suo splendido libro la mia africa
Oltre a me mia cognata piera la mia giovane amica monica e sua sorella mara . insieme formeremo un bel quartetto.
L’indomani carichiamo tutto sul pulmino e lasciamo l’hotel direzione samburu.
Usciamo da Nairobi e cominciamo ad avvicinarci a questa realtà chiamata Africa e come sempre l'impatto visivo è molto forte.
Dai grattacieli moderni del centro città si passa alla periferia di una delle più grandi bidonville del mondo, con le sue capanne fatte di legno sterco e lamiera
Dopo una Breve sosta caffè riprendiamo la strada in direzione parco nazionale samburu a nord del monte Kenya.
Attraversiamo paesini coi soliti mercati variopinti e colorati, dove viene venduto di tutto, frutta, verdura, indumenti esposti su banchi di legno o su teli appoggiati sul suolo, tra cani, persone, capre, carretti, in un perfetto stile africano inconfondibile e unico.
Quando arrivi in Africa da queste parti capisci subito che sei finito in posto particolare e che devi stare attento perché attorno a te si materializza pian piano un mondo che a volte può sembrare magico da quanto è bello ma che sa essere crudele e spietato.
Dopo una breve sosta caffè riprendiamo la strada in direzione parco nazionale samburu a nord del monte kenya.
Ripreso il percorso su strada asfaltata, superiamo la cittadina di isiolo e nel primo pomeriggio. arriviamo al cancello del parco dove la nostra guida sbriga le formalità d’ingresso al “samburu Conservation Area”.
Superato l’ingresso, arriviamo al campo tendato e ci rinfreschiamo,
la nostra tenda è ampia, con letti enormi protetti da zanzariera e con servizi
Facciamo un bel pranzetto, il viaggio ci ha messo appetito, qualche chiacchera, e subito dopo partiamo per il primo safari dove facciamo il primo incontro con gli animali africani.
il cielo è azzurro e la temperatura gradevole.
D'ora in poi è un susseguirsi di emozioni. Siamo cariche di adrenalina.
Nel frattempo Benny ha aperto il tetto del furgone cosi possiamo usare le macchine fotografiche e la videocamera.
Seguendo le strade sterrate costeggiamo il fiume e incontriamo un branco di elefanti maestosi e lenti.
Sono numerosi e hanno molti cuccioli. Si aggirano nella boscaglia mangiando erba e foglie. Il colpo d'occhio è straordinario oltre ogni aspettativa!!
Gli elefanti grigi e rossastri, sono senza dubbio i più numerosi abitanti della savana:
Rimango ammirata dalla loro "familiare disciplina", si stanno infatti dirigendo uno in fila all'altro tra la rigogliosa vegetazione.
Appollaiato su un ramo vediamo un superb starling e poco più avanti un esemplare di red billed hornbill.
Proseguendo nel nostro giro incontriamo alcune coppie di dik dik curioso animaletto molto piccolo, che saltabecca per la savana muovendosi in coppia.
i dik dik, corrono veloci perciò fatico a riprenderli con la videocamera.
Ci scambiamo le nostre opinioni e scopro con grande piacere che l'Africa si sta impadronendo anche delle mie compagne di viaggio.
La foresta è rigogliosa e la strada segue il bordo del fiume .
Sull’altra sponda una coppia di dromedari bruca tra le piante. .
Ad un tratto dal folto degli alberi spunta un uomo di etnia samburu il quale ci rincorre urlando.
Ci chiede soldi in cambio delle foto che abbiamo fatto ai suoi dromedari.
Ridendo, gli elargiamo una piccola mancia e ripartiamo
Comincia a fare buio.
Sulla strada del ritorno verso il lodge troviamo un branco di impala ... una delle più belle e graziose specie di antilopi.
Sono le signore della savana, distinte col loro passo signorile, corpo elegante, portamento di classe, nel loro mantello bruno-rossiccio, fianchi chiari e ventre bianco.
Proseguendo verso il lodge superato un gruppetto di waterbuck una bella antilope molto simile al cervo poco più avanti ci imbattiamo in uno splendido gruppo di kudu, un'antilope di grossa taglia con corna lunghe e attorcigliate, molto elegante abbastanza frequente nelle boscaglie del Parco
E’ molto bella con un manto grigio-marrone e striature bianche lungo i fianchi
il kudu vive in piccoli gruppi in habitat boschivi; il maschio ha lunghe corna a spirale.
Quelle che incontriamo si muovono in processione mentre un maestoso maschio inizia una pratica di corteggiamento con una bella e disponibile femmina del branco.
Arriviamo al fiume al tramonto dove troviamo una piccola colonia di cercopitechi in teneri atteggiamenti. La superiamo e poco dopo siamo al lodge, dove dopo una bella cenetta, andiamo a dormire sfinite.
La giornata è stata lunga e faticosa.
La mattina dopo all’alba dopo una abbondante colazione prepariamo le “armi” per il nostro safari e riprendiamo l’esplorazione del parco.
L’aria del mattino e l’eccitazione per questa avventura ci mette di buon umore e decidiamo di attraversare il fiume.
Ci fermiamo sul ponte sotto il quale scorre il fiume poiché scorgiamo subito tanti babbuini, una intera famiglia che vive Vicino al ponte
Questo posto è stupendo e gli animali si susseguono sulla pista;
ecco un orice con il suo piccolo; solo quando crescerà le si formeranno sul manto le strisce nere.
Tutte in piedi con la testa fuori dal tettuccio per immortalare questa meraviglia.
Raggiungiamo una zona più aperta dove la la vegetazione cambia repentinamente.
Ci sono molti alberi morti. Fra questi camminano gruppetti di faraone.
Proseguiamo seguendo la riva del fiume e incontriamo alcune giraffe reticolate, una specie che vive solo in questo parco,
Ci fermiamo con il furgone per non spaventarle e loro ci regalano una bella sfilata a pochi metri da noi.
In poco tempo ne vediamo parecchie uscire dal bush e camminare con quell’andatura lenta, dondolante che sembrano andare al rallentatore.
Qualcuna è già in bella vista, di altre s’intravede la testa far capolino sopra gli alberi a ombrello da cui mangiano le foglie sulle fronde più alte.
E noi andiamo, andiamo… io filmo qualcosa, ma mi piace guardare, stare in piedi e sporgermi fuori, scrutare le tracce, annusare i profumi e gli odori della foresta,
In mezzo al verde scorgiamo un’antilope che non ho mai visto prima d’ora il gerenuk,
si tratta dell ‘antilope giraffa che deve al suo lungo collo e alle sue interminabili zampe il soprannome.
Dopo circa mezz’ora la strada cambia e diventa abbastanza accidentata.
Si sobbalza per le buche e si mangia polvere.
Finalmente incontriamo le zebre che colorano il paesaggio di bianco e nero.
La Zebra di Grevy è la più grande delle zebre viventi.
La si riconosce dalle orecchie arrotondate e dalle striature nere più sottili e fitte.
Anch'essa è in pericolo d'estinzione.
Proseguiamo sulla pista questo tragitto è tutto uno scossone..
Uhhh che fatica l’avventura anche perché per alcuni km la pista da seguire è il letto di un fiume in secca !!
Per fortuna E è la stagione secca, non fa caldissimo
Poi come per incanto, di fronte, due leonesse sdraiate nel letto del fiume con i loro cuccioli.
Di lì a poco dal letto del fiume ecco avanzare un gruppo di faraone temerarie. in fila indiana vengono verso le leonesse apparentemente senza nessun timore, si fermano davanti a loro le guardano, e proseguono tranquille.
Riamaniamo stupide ad osservare la scena, ma l'emozione è tale che la pelle d'oca si fa vedere sulle braccia.
Man mano che l'auto procede, mi rendo conto che vivo in uno spazio dove l'orologio non ha più lancette, dove la mente non si pone più perché e la vita quotidiana sembra una cosa lontanissima.
L’unico orologio è la luce del sole, la mente è concentrata su quello che i miei occhi stanno ammirando e la vita di ogni giorno è lontana ed irreale.
Si fa sera il sole tramonta dietro il fiume, sulle cime degli alberi si intravede già qualche uccello notturno ed è ormai buio quando ritorniamo al lodge
La mattina seguente, dopo aver fatto colazione prima di lasciare il parco presa la sacca delle biro, quaderni e caramelle che abbiamo comperato per i bambini samburu andiamo a visitare un villaggio
I samburu sono una popolazione simile ai famosi Masai con usanze e costumi leggermente diversi.
I Samburu ci accolgono con una danza di benvenuto e poi ci fanno entrare in quello che loro chiamano il loro parlamento che altro non è che un’acacia con sotto delle panche, dove ci mostrano come accendono il fuoco.
Il capo del villaggio ci invita nella sua Manyatta (capanna).
All'interno è buio e c'è un gran fumo perchè hanno acceso il fuoco.
Queste capanne sono costruite con fango, sterco e canne.
Poi ci rechiamo alla scuola, altra acacia sotto la quale i ragazzini imparano a scrivere su una lavagna.
Lasciamo un obolo per la costruzione di un tetto per la una scuola e ripartiamo direzione sweetwaters camp.
Usciamo dal parco samburu e ci dirigiamo a sud.
Il paesaggio cambia completamente e diventa davvero bello.
siamo passati dalla Savana arida e secca del bush del Samburu, al paesaggio quasi alpino della strada che costeggia il Monte Kenya,
Questa spettacolare regione selvaggia caratterizzata da altopiani e basse valli ricoperte di foreste, è cosparsa di grandi ranch privati.
Finalmente arriviamo all’ingresso dello sweetwaters tendet camp inserito nella proprietà di ol pejeta ranch istituito per la protezione del rinoceronte.
Negli ultimi anni, la fauna selvatica è diventata una risorsa preziosa ed ora molti ranch hanno aperto campi tendati privati all’interno dei propri confini.
Il campo è molto bello ed accogliente e ci sono tanti animali intorno.
al ristorante, facciamo amicizia con un bell’esemplare di ibis sacro.
Ad Ol Pejeta è stato creato un rifugio per scimpanzé orfani della Jane Goodall Institute un'organizzazione che si occupa sia dello studio che della protezione degli scimpanzé.
Ci rechiamo a visitarlo e ci incamminiamo nella foresta nella speranza di incontrali.
C’è una bella temperatura ed il terreno è quasi tutto in piano e costeggia il fiume. La foresta è silenziosa fino a che non si sentono in lontananza i primi schiamazzi.
La guida seguendo le grida sempre più vicine, ci porta dove sono le scimmie.
Ne incontriamo una a terra che con fare fra il distratto e l’indifferente ogni tanto ci butta uno sguardo addosso, tanto per controllare cosa facciamo.
Lo scimpanzé differisce dall’ uomo solo per poco più dell’1% nella composizione del DNA. Infatti, dal punto di vista biologico, gli scimpanzé sono molto più simili agli uomini che ai gorilla.
Mentre rientriamo facciamo un altro incontro prezioso un bell’esemplare di bushbuck
Riprendiamo il nostro percorso in questa splendida natura selvaggia, dove animali selvatici protetti si spostano liberamente e in sicurezza.
Di lì a poco nuovi incontri.. in una bella radura, tra laghetti e alberi morti famiglie di waterbuk e impala brucano l’erba verde, e dal laghetto ecco uscire una nutria.
Questo parco sembra un vero paradiso; paesaggi verdissimi, natura incontaminata, animali che si aggirano indisturbati tra gli alberi.
Questo posto è veramente splendido. Ecco ancora facoceri, nascosto nell’erba alta un bell’esemplare di kori bustard e zebre di burchell.
Queste zebre sono le più comuni e sono più piccole di quelle di grevy che vivono più a nord
La strada nel parco ha qualcosa di magico, non si può spiegare il perché… saranno gli scorci, sarà quella interminabile pista di terra rossa, o forse il sapere di entrare in un luogo ‘sacro’ in cui gli animali semplicemente vivono, si riproducono e muoiono.
Il cielo sta diventando scuro, pare voglia piovere; Ed ecco l’incontro con l’animale più importante di questo ranch. Il rinoceronte bianco
Sta tranquillamente pascolando nella savana poco distante da due guardie del parco.
Ci fermiamo e una delle guardie ci spiega che il rinoceronte sta con lui da quando è rimasto orfano all’età di cinque mesi e che tra loro c’è un rapporto privilegiato, di grande fiducia.
Se volete potete toccarlo aggiunge.
Titubandi con benny la nostra guida scendiamo dal pulmino e sotto lo sguardo vigile del guarda parco, a turno ci facciamo fotografare mentre accarezziamo il mastodontico animale. Il cuore mi batte forte, sarà anche addomesticato ma sempre di un rinoceronte si tratta, un enorme animale selvaggio uno dei 5 big five africani..
Che magnifica giornata. Questo posto è veramente splendido.
La mattina dopo all’aba la pozza davanti al campo ci regala un’altra grande emozione.
Una sfilata di splendide giraffe reticolate che vengono ad abbeverarsi.
Le lunghe zampe le impediscono di brucare, e bere è un gran problema
infatti per farlo Le vediamo divaricare le lunghe gambe snelle mentre abbassano la testa e allungano il collo per arrivare all’acqua.
Che spettacolo! Mi metto a contarle, arrivo fino a 25, ma sono molte di più.
Lasciamo la riserva e ci dirigiamo verso il lake nakuru.
Prima di arrivare ci fermiamo però in un posto al quale tenevamo tantissimo già prima della partenza, l'orfanotrofio di NDARAGWA la missione delle piccole suore di san Giuseppe uno dei posti che porterò sempre nel cuore.
Arriviamo senza preavviso e veniamo accolti da suor Peris e da un gruppetto di magnifici bambini
È sabato, non è giorno di scuola, e i bambini sono impegnati nella pulizia di quella che è la loro casa, delle aule, e delle camerate di ragazzi e ragazze.
Con suo Peris facciamo un giro della struttura e scopriamo il lavoro spettacolare che fanno queste persone per i bambini rimasti orfani, o che hanno subito dei traumi.
Lasciamo un’offerta e qualche regalino e con uno strano senso di amaro in bocca lasciamo l’orfanotrofio promettendo a suo peris di inviare abiti dall’italia e anche aiuti economici.
A stento lascio la piccola mano di Josephine, il ricordo del suo sorriso radioso, nonostante il suo terribile percorso, non mi lascerà per tutta la giornata.
Di nuovo in viaggio, breve sosta nel punto attraversato dall’equatore, e procediamo nella rift valley.
Altra sosta in una piazzola “belvedere” dove scendiamo dalla macchina per ammirare il paesaggio veramente fantastico; l’impatto è notevole, da rimanere senza parole.
Dopo tanti scossoni eccoci finalmente all’ingresso del parco del lake nakuru, regno dei fenicotteri rosa.
Entriamo nel parco: un vero paradiso.
Riusciamo a vedere tra il fitto degli alberi alcuni esemplari di colobus guereza.
Benny ci spiega che sono stati avvistati leoni che in questa zona usano arrampicarsi sugli alberi .
Eccoli, sono 3 hanno le pance piene e stanno dormendo appollaiati sui grossi rami di un’acacia con le zampe ciondoloni. .
ci sbilanciamo dal tettino apribile per fotografarli ... non so descrivere quanto sia bello!
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso il lago
superata una colonia di marabù In lontananza distinguiamo una striscia rosa.
Si tratta della moltitudine di milioni di fenicotteri che popolano il lago ma sono molto lontani.
Il cielo è coperto di nuvole nere, fa freddo e il vento solleva la sabbia.
Improvvisamente il tempo peggiora e inizia a piovere a dirotto.
Le acque hanno inondato la zona e siamo costretti a fare un lungo giro per rientrare al lodge.
Andiamo avanti nonostante la pioggia e continuiamo ad avvistare animali; vediamo anche un numeroso branco di bufali mentre pascola sotto la pioggia.
Il giorno dopo si riparte direzione masai mara.
Durante il tragitto La Rift Valley appaga con vedute maestose e con i suoi laghi.
Superiamo il lago naivasha e imbocchiamo la strada che porta al mara.
Ci fermiamo a narok per una sosta e per fare gasolio e bere un caffè.
Questa cittadina è considerata la capitale masai e infatti se ne vedono tanti riconoscibili dai loro vestiti rossi e viola.
Proseguiamo con gli occhi incollati al finestrino. La strada è veramente molto brutta.
Dopo circa 2 ore di scossoni arriviamo all’ultimo villaggio posto proprio all’ingresso del parco. Scendiamo a sgranchirci le gambe, e veniamo subito avvicinati dalla gente del luogo.
Il Masai Mara è la terra della tribù dei Maasai, etnia prevalentemente dedita alla pastorizia.
Visitiamo la scuola Dove lasciamo le solite confezioni di penne colorate, un po' di quaderni e qualche pacco di caramelle che fanno la felicità di questi bambini. Appena le vedono negli occhi dei bambini l'eccitazione sale alle stelle.
Adesso si comincia veramente a respirare l’atmosfera giusta ci stiamo immergendo nel famoso Masai Mara.
Troviamo alcuni gnu, in questa stagione qui al mara ce ne sono pochissimi, seguono la migrazione, ed ora sono nel serengeti in tanzania.
Il mese di luglio, riattraverseranno il fiume mara invadendo queste praterie.
Superiamo un piccolo gruppetto di zebre di burchill ed arriviamo a destinazione.
Il lodge è molto bello ma soprattutto è in tema con la savana.
Scarichiamo i bagagli, beviamo qualcosa, Un breve riposo e poi partiamo per un game drive tra gli animali.
Rimaniamo subito colpiti dai colori della Savana anche se il sole tarda a mostrarsi.
Il paesaggio cambia repentinamente, diventa maestoso ed immenso.
Non bisogna aspettare troppo per capire che siamo immersi nella natura che chi sogna l’Africa immagina. Le colline e gli animali ci emozionano.
Compaiono le prime gazzelle di thomson’s riconoscibili dalla striscia nera orizzontale sul fianco; stanno tranquillamente pascolando insieme ad un gruppo di alcelafi.
Le antilopi, creaturine esili, aggraziate e deliziose hanno, fin dalla nascita, vita dura, devono stare continuamente in guardia, giorno e notte, dagli attacchi dei predatori.
Prima d’ora, pur avendo visto altri alcelafi, non mi era mai capitato di poterli osservare così a lungo ed allo scoperto in quanto tendono sempre ad allontanarsi ed a nascondersi tra la vegetazione.
Incontriamo le prime giraffe ne contiamo 5; sono le giraffe masai la più grande sottospecie di giraffa. Si differenziano dalle reticolate perché presentano sul corpo delle macchie dal margine seghettato.
Benny e paul all’improvviso parlano tra loro concitatamente. Subito capiamo che c’è qualcosa di grosso.
Abbandoniamo la pista e puntiamo dritti una collinetta dove c’è ad attenderci uno spettacolo che lascia senza fiato: una femmina di ghepardo.
Scrutiamo bene ed ecco sbucare tra i cespugli una testolina arruffata!
Un vero colpo di fortuna! Meraviglioso vedere il ghepardo con il suo piccolo.
Che emozione, ancora non eravamo riusciti a vedere questi splendidi animali!
Poi ad un richiamo della madre il piccolo la segue verso i cespugli
Dopo un lungo giro, ecco finalmente ne vediamo un altro sdraiato nell’erba.
Ci guarda, per nulla spaventato decide di tagliare per una radura boscosa, dove la jeep non può passare. Lo guardiamo allontanarsi; il corpo è snello e slanciato E’ veramente bellissimo
Il minibus riprende il giro di perlustrazione e aumenta la velocità fino allora molto lenta fino ad arrivare ad un piccolo laghetto, dove come in un bel giardino passeggiano elegantemente due bellissime gru coronate.
Le gru coronate, con la cresta dalle lunghe piume sottili, sono di un'eleganza raffinata.
Questo parco sembra un vero paradiso.
Proseguendo ci imbattiamo in un branco immenso di bufali.
Anche il più ostico, il più arrabbiato per antonomasia e il più distaccato degli animali finora visti, ti fa sobbalzare nel vederlo: è lui, mister bufalo, tutto nero caratterizzato da due corna rivoltate, che pascola con tutta tranquillità.
Paul spegne il motore e cominciamo ad osservarli. Si tratta veramente di una grossa mandria; siamo fermi sulla strada che li separa da un grosso gruppo di elefanti e ci domandiamo chi di loro cederà il passo.
Gli enormi pachidermi avanzando lentamente riempiono un punto di infinito.
La cosa che maggiormente mi colpisce e mi lascia letteralmente senza fiato è osservare gli elefanti.
Ogni nucleo familiare è composto in media da una trentina di esemplari e ci sono tantissimi piccoli… non mi era mai capitato di assistere a uno spettacolo del genere.
Il capo branco sta cercando di decidere cosa fare...proseguire oppure tornare indietro; alla fine per buona pace di tutti decide di fare un largo giro.
Anche noi decidiamo di proseguire!
Per riprenderci dall’emozione Ci fermiamo per uno spuntino e un caffe al keekorok lodge.
All’interno del giardino si trova un’area attrezzata a ristoro nei pressi della Hippo Pool, adibita dalla direzione del Lodge come servizio per gli ospiti.
Dalla passerella davanti al lodge si possono vedere i grossi animali immersi nell’acqua.
Insoddisfatte di aver visto solo narici, occhi ed orecchie di ippopotamo che oziano placidamente immersi nel fango riprendiamo la nostra esplorazione della savana .
Da qui raggiungiamo il punto di confine tra Masai Mara e il Serengeti dove è possibile scendere a fare due passi all’ombra di un bell’albero delle salsiccie.
Mentre intorno a noi come in un cortile razzolano kori bustard e cicogne.
L’esplorazione termina sulle rive del fiume Mara dove vivono branchi di ippopotami.
Scendiamo dal nostro pulmino accompagnati da una guardia armata per vedere da vicino grandi ippopotami e coccodrilli dormire e nuotare.
Sotto un cielo percorso da rapide nubi ci incamminiamo lungo il Mara River uno dei famosi luoghi in cui annualmente oltre un milione di gnu attraversa il fiume dando vita a quello straordinario spettacolo noto con il nome di migrazione.
La vista è appagante fra ippopotami stesi sulla riva e immersi nell’acqua fino agli occhi, coccodrilli che dormono nell’acqua bassa.
Questi animali all’apparenza pigri ed impacciati sono invece assai agili e veloci, oltre che abbastanza pericolosi.
Sorprendiamo tre ippopotami che sguazzano tra le canne
Durante tutto il giorno il sole cede il posto ad acquazzoni brevi ma intensi.
Viene a farci visita un grosso ippopotamo che cammina proprio a ridosso dei due coccodrilli addormentati sulla sabbia.
Rientrati, Salutiamo la guardia armata un’ultima occhiata intorno e si riparte
Altra sosta per ammirare appollaiato su di un ramo, un grosso nibbio che sta divorando la sua preda
non riusciamo a distinguere bene, ma sembra trattarsi di un serpente.
L'Africa è prima di tutto una sensazione. La senti con forza.
Il sole inizia a calare molto velocemente mentre rientriamo al campo soddisfatti e con gli occhi ancora pieni degli spettacoli ai quali abbiamo avuto la fortuna di assistere.
La mattina dopo si riparte. Usciamo molto presto, appena la luce permette di vedere.
Ad un certo punto paul frena di colpo… percorre qualche metro in retromarcia… cerca il binocolo sul sedile… una sola parola… “leopard”!!
Provo a guardare anche io, stento a vederlo, poi lo riconosco, è afflosciato su un ramo e volge la sua attenzione verso la base dell’albero.
è molto vicino proprio sopra di noi, ma riusciamo a vedere solo la schiena; improvvisamente si alza, cammina sui rami e in pochi secondi scende dall’albero.
Grande, grandissima emozione, impossibile tradurre in parole il nostro “tumulto” interiore. Enorme fortuna per aver avuto l’opportunità di osservare a lungo e da molto vicino il più elusivo, mimetico e bello dei felini.
Incredibile, è un felino difficile da vedere in quanto vive solitario sulle piante.
Che pelo, che mantello. Esagerato.
Le nuvole sono di nuove compatte, dense e vanno scurendosi sempre di più.
Proseguiamo il giro. Il paesaggio è completamente diverso dagli altri parchi, qui è steppa con erba tendente al giallo.
Il contrasto tra l'azzurro del cielo, il giallo dell'erba, il verde delle piante è enorme, in piu' se associamo i colori degli animali diventa una bella tavolozza di colori.
La giornata scorre tranquilla tra manguste, impala, waterbuk alcelafi e topi e lo spettacolo impressionante della flora africana che ci lascia senza fiato.
I topi anche detti damalischi vantano il primato di antilopi più veloci.
Il suo mantello è di un colore rosso ruggine, con le zampe e il petto neri e una striscia nera che corre dalla fronte alla punta del naso.
Le corna, a forma di lira e piuttosto anellate, possono raggiungere i
La Riserva Nazionale del Masai Mara è un parco protetto che copre una superficie di poco superore ai 1500 Kmq, nella parte sud-ovest del Kenya, al confine con la Tanzania e costituisce l’estensione naturale delle vaste pianure del Serengeti.
A un’altitudine che varia dai 1500 ai
Abbandoniamo la piana per addentrarci nel bush.
se è vero che c'era un paradiso allora doveva essere così,
La si può definire una giornata fortunata, ci sono elefanti, ovunque, a piccoli gruppi
Ci rendiamo conto di essere veramente ospiti nel loro habitat…
All’ombra di un umbrella come i Maasai chiamano gli alberi dalla chioma alta, larga e piatta fa bella vista di sé un leone.
E’ il primo leone maschio che vediamo ed ha una testa enorme, non sembra più tanto giovane ma è un gran bell’esemplare.
poco distante il branco! eccole là distese al tramonto le belle, grandi, maestose leonesse con i cuccioli.... Emozione stupenda!
Le femmine sono con i cuccioli e ce ne sono una esagerazione.
ecco che compare un’altra testa, poi un’altra, poi un’altra ancora: alla fine oltre al maschio contiamo quattro leonesse e altri sette tra cuccioli e giovani leoni visto che la criniera che distingue i maschi dalle femmine appare solo dopo una certa età.
è veramente un grosso branco con tanti cuccioloni che dormono sotto lo sguardo attento delle leonesse che se ne stanno in disparte
Quando i nostri sguardi si incrociano ho la sensazione di essere freddata. IN QUESTO PARCO si trovano gran parte degli animali tipici della savana africana e oltre quattrocentocinquanta specie di uccelli.
continuano i nostri incontri. Eco l’uccello segretario poi un’aquila in volo poi un umbretta con il suo enorme nido costruito tra l’angolo di due rami
Proseguendo nel nostro giro vediamo nn gruppo di bucorvi ; sono grossi e inquietanti uccelli terricoli lunghi fino a un metro e pesanti anche 5 chili. Si nutrono di piccoli animali, frutti, semi e anche carogne e per finire non può mancare l’incontro ravvicinato con il più grande tra i pennuti viventi, lo struzzo. Lo struzzo pur essendo un uccello non può volare in quanto le sue ali sono completamente inadatte al volo. In pratica sono usate per due scopi: regolare la temperatura del corpo dispiegandole e per farne sfoggio. Il maschio di struzzo ha un piumaggio bianco e nero mentre le femmine sono di colore bruno-grigio passa il tempo perlustrando la pianura in cerca di cibo; è un animale molto vorace che ingerisce i bocconi uno dietro l'altro che si vedono scendere lungo l'esofago come una sorta di palla.
fare un "safari" non significa soltanto "osservare" gli animali selvatici ma molto di più…è un'esperienza coinvolgente, un modo di conoscere e apprendere un mondo incontaminato e a noi quasi sconosciuto. Giriamo un po per vedere la differenza di paesaggio, e per passare un po di tempo prima del tramonto.
Ci dirigiamo così verso la fine di questa giornata senza fare altri incontri e con l’oscurità che, complice il cielo plumbeo, sta ormai avvolgendo la savana
Rientriamo al lodge immerso tra la vegetazione e a pochi metri dal fiume.
Proprio sotto di noi un busbuck e tra i rami degli alberi una famiglia di cercotipechi
riconoscibile dalla faccia nera e distintivi genitali blu per i maschi.
Siamo al tramonto: i colori di ogni cosa assumono calde tonalità, , sotto di noi l’acqua del fiume è rossa e scorre lenta, si sente solo il verso degli ippopotami ed il “chiacchierio” di centinaia di uccelletti rossi che ricoprono totalmente i brulli rami di un albero fino a farlo sembrare fiorito.
Sotto di noi verso il fiume due varani giganti; e sulla riva immobile un marabu Uno spettacolo straordinario!!Rimaniamo a guardarli fino a che la luce si affievolisce del tutto
Dopo poco sentiamo un boato, ma questa volta vediamo anche chi lo ha causato: è un ippopotamo maschio che avverte gli altri maschi di stare alla larga dal suo territorio.
Tra gli spruzzi vediamo le enormi mascelle spalancate e fa veramente impressione .
Ci alziamo tutti in piedi e dopo poco sentiamo un altro boato, e altre fauci spalancate in mostra.
Il fiume ci mostra una scena straordinaria:
gli ippopotami all’imbrunire escono dall’acqua e si incamminano, con i piccoli al seguito, alla ricerca di vegetazione per cibarsi,
L’ippopotamo, per la pelle delicata molto sensibile al calore del sole, passa la maggior parte del giorno in acqua, ne esce soltanto dopo il tramonto.
E’ quasi buio sulla riva un enorme coccodrillo tra uscendo dall’acqua avanza lentamente afferra il boccone e velocemente a ritroso rientra nell’acqua.
Vedere un coccodrillo a pochi metri è davvero una esperienza emozionante.
Siamo pronte ad affrontare l’esperienza del game drive notturno.
le tenebre ci avvolgono, perdiamo, nel giro di pochi attimi, qualsiasi riferimento, non siamo abituati al buio totale, ci sentiamo al sicuro perché seduti su un robusto veicolo.
la notte africana è nera, inquietante, spenti i fari ed il motore della jeep non si vede più nulla.
Frugare fra le tenebre in cerca di animali é un'esperienza unica, indimenticabile.
Un faro potente scandaglia il suolo e le piante, Noi indossiamo il kway per difenderci dalla frescura, pronti ad azionare la nostra inseparabile telecamera.
Il fascio di luce indugia soltanto quando scopre qualcosa che si muove o il luccicchio degli occhi di qualche animale che ne rimane colpito.
Sveglia all’alba, è il grande giorno della mongolfiera.
in Kenya il bagliore rosso del cielo annuncia l’arrivo di un nuovo giorno.
Arriviamo al punto in cui stanno gonfiando la mongolfiera.
La luce si sta alzando, vediamo la mongolfiera nella radura e nel buio risaltano i lampi arancioni della fiamma.
Lo spettacolo è grandioso, questo fuoco nella notte, illumina a giorno il pallone.
Una breve spiegazione da parte del capitano su come entrare nel cesto e come comportarsi in volo e poi tutti dentro…e la mongolfiera inizia a salire . Senza nemmeno accorgercene ci siamo giá sollevati da terra e stiamo sorvolando la savana è un sogno!
Puntiamo verso il fiume mara in un continuo altalenarsi, sfioriamo la vegetazione, tocchiamo leggermente il suolo sulla strada poi d nuovo in alto, le piste tracciate dagli animali scorrono sotto di noi, la prateria si perde a vista d’occhio.
Il sole ha iniziato a salire e a tingere tutto di rosa, poi le nubi esplodono di giallo oro davanti ai nostri occhi.
Dire meraviglioso non rende nulla.
La vista da quassu è una cosa senza pari.
Siamo oramai alla fine del nostro viaggio domani saremo a casa. Mentre lentamente sorvoliamo la savana ripenso a tutto quello che abbiamo vissuto in questi giorni, alle sensazioni e alle tante emozioni che ho provato e la mia conclusione è che L’ Africa è come un labirinto, devi fare attenzione a come ti muovi, ma se trovi la strada giusta, ti può portare in paradiso. Il mio paradiso è fatto di amicizie, di piccole storie, di povertà, ma di grandi emozioni come la visita fugace nella missione dove non scorderò mai il sorriso dei bambini e i loro occhi dolci e la serenità di suor peris, gli incontri ravvicinati con il raro rinoceronte bianco al sweetwaters camp nell’ol pejeta reserve con i leoni sugli alberi del lake nakuru ed il leopardo al mara Rimarranno per sempre scolpiti nei miei ricordi i tramonti e le avventure nei campi tendati lungo tutto il nostro percorso nei parchi del kenya, il safari notturno e non ultimo il volo all’alba sulla mongolfiera e la colazione a base di champagne. nella savana .
Dopo un ‘ora a bighellonare nel cielo ci avviciniamo al punto della colazione.
Le macchine dell’organizzazione ci hanno seguito per tutto il viaggio, e ci attendono nel punto migliore per atterrare.
Ci abbassiamo, e la mongolfiera atterra dolcement.,
colazione a base di champagne in piena savana, prima di riprendere la via del ritorno.
La colazione è già pronta, un buffet che comprende ogni ben di Dio, è stata una bellisima esperienza.
Scriveva sandro Penna:
"... lieta la vita, l'emozione e il vagabondar per mondi e mondi,
tocchi annusi tocchi e guardi, negli occhi di chi viaggia il sole non tramonta!"