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i miei viaggi

venerdì 12 novembre 2010 alle 11:14

ECUADOR E ISOLE GALAPAGOS

ECUADOR E ISOLE GALAPAGOS

“Il mondo è un libro
e quelli che non viaggiano ne leggono soltanto una pagina”

Sant’Agostino

Arriviamo a Quito dopo un volo abbastanza lungo e con tre scali intermedi,.                                                   Dieci minuti di auto ed arriviamo al nostro hotel,  s. barbara di proprietà di un italiano                                                                                                                                     una villa storica al centro della città, molto caratteristica, con interni caldi ed accoglienti,...  un bel posticino                                                                                                                                                                             La mattina seguente con il simpatico fernando che ci accompagnerà nel nostro tour da quito fino a Guayaquil cominciamo il giro iniziando dalla visita del centro storico                                                       In breve arriviamo alla piazza centrale, su cui si affacciano eleganti edifici bianchi: il palazzo del governo, la Cattedrale, l'Arcivescovado.                                                                                                        Dopo una breve visita alla severa cattedrale del XVI secolo in spiccato stile coloniale,                                                                                                                                                                                                         Proseguiamo per il vicolo della Ronda, perfettamente conservato  L'architettura della città vecchia è gradevolissima: case coloniali a due o tre piani, ben tenute, spesso colorate,.                                                  Il dedalo di viuzze che si aprono sulle piazze storiche incorniciate dalla tipica architettura coloniale e dalle ricche chiese in barocco spagnolo offrono uno spettacolo stupendo

arriviamo infine all’impressionante Monastero San Agustin. Del17° secolo con interni riccamente decorati che andiamo a visitare

Più avanti la piazza dell’indipendenza .

Al centro il tipico giardino coloniale, con vialetti, panchine, alberi, e gente in ozio, abbiamo la fortuna  di assistere, dinanzi al Palazzo del Governo ad una parata.                                                                                                                          con gli studenti universitari alla presenza del vice presidente
 Finita la manifestazione, Passando tra gli stretti vicoli  coloniali i proseguiamo fino  all’ampio spazio aperto di plaza s.francisco  sovrastata dal bel monastero  di San Francisco  del XVI secolo, purtroppo chiuso per restauri                                                                                                                                        proseguiamo il giro e Ci rechiamo al monastero di s.diego un perfetto esempio di architettura coloniale Quando arriviamo piove a dirotto.                                                                                                                                                                   Visitiamo il monastero purtroppo molto fatiscente e bisognoso di restauri.                                                                                                        All’interno della chiesa c’è un  pulpito che viene considerato il più bello del paese                                              
per finire
, anche se il tempo non ci favorisce, andiamo sul Panecillo per una visita dall'alto della città,  una collina con una vista favolosa sulla città vecchia e con una gigantesca Statua della Vergine di Quito

Il giorno dopo Lasciata quito,  iniziamo il percorso tra le due cordigliere andine . la strada scende con ampi tornanti verso una zona di vallate verdeggianti e ben coltivate.                                                         Il territorio è disseminato di villaggi, con case in muratura semplici ma dignitose, visi sorridenti e disponibili al saluto. Caratteristiche somatiche ed abbigliamento cambiano di volta in volta a seconda della comunità incontrata Si viaggia attraverso un paesaggio magico, ricco di laghi, montagne ed altipiani, che conduce fino ad Otavalo. dove visiteremo il famoso mercato del sabato, giudicato il più interessante e variopinto mercato andino del sud america                                                                           Dopo una Sosta fotografica in riva al lago San Pablo, nella valle dei Chillos Eccoci finalmente ad Otavalo;,  ci inoltriamo tra le multicolori bancarelle del mercato. :  è un esplosione di colori, profumi ed...odori. …bello colorato .. …. …la solita atmosfera magica …e malinconica che solo le Ande sono capaci di trasmettere.                                                                                                                                               Il mercato è un punto d'incontro variopinto e festoso e gli otaveleños che vi lavorano indossano i loro abiti tradizionali;                                                                                                                                              Le donne indigene  indossano bluse dai ricami variopinti, lunghe camicie nere e scialli e si adornano con collane interminabili e bracciali di perline.  gli uomini si legano i capelli in una lunga treccia nera, sfoggiano caratteristici pantaloni bianchi all'altezza del polpaccio, sandali di corda e poncho double-face blu e grigi  la maggior parte degli indios risiede nei villaggi dei paraggi e si reca in città soltanto per il giorno di mercato.
Vaghiamo fra le bancarelle, rapiti dal colore e dal calore di questo posto                                                 Finiti gli acquisti
si prosegue verso peguche,una piccola cittadina immersa in  un’oasi di verde                           e di frescura tra una Natura fitta e forte, dove tuttora vive una comunità india che mantiene intatti i suoi usi e costumi .                                                                                                                                             nel  pueblo visitiamo il laboratorio di tessitura dove gli indios, utilizzando antichi lignei telai, tessono pannelli con scene di vita andina.                                                                                                                  Ci aggiriamo  per le stradine del paesino fino ad arrivare ad una porticina.  All’interno scene di vita quotidiana nella cucina abitata sia dagli indios che dagli immancabili porcellini d’india.                        

La mattina dopo ci dirigiamo verso il nevado Cotacachi alla laguna de Cuicocha, lago vulcanico a 3220 mt, incastonato in uno scenografico cratere spento l'interno del quale è occupato da un grande lago con due isole al centro.,                                                                
Arrivati alla laguna Il panorama dalla cresta di questo vulcano spento, raggiunta con una breve passeggiata, è mozzafiato, splendido nella luce del mattino sia dal lato del lago che da quello della valle verso il paese.        

Il cielo è coperto poi, il sole finalmente fa capolino per un breve istante ed il lago assume un colore blu cobalto che non ci stanchiamo di ammirare.    

sulla strada  si visita Cotacachi centro artigianale rinomato per la lavorazione del cuoio,

La via principale è un sussegguirsi di negozi dove si trovano svariati articoli in pelle.

lasciamo la regione di otavalo  in direzione  Mitad del Mundo", monumento a uno dei punti attraverso cui passa la linea dell'equatore latitudine 0.'00'00.

questo complesso regala il piacere di potersi fare una foto con un piede nell'emisfero nord               e con l'altro nell'emisfero sud e avere una panoramica sulle differenze che esistono tra l’emisfero nord e l’emisfero sud grazie a piccole esposizioni

Facciamo alcuni esperimenti dimostrativi che riguardano le stranezze a questa latitudine. Come vedere girare il mappamondo a nord in senso antiorario  o da sud orario oppure riuscire  a far stare in equilibrio un uovo su un chiodo.

A proposito, è proprio vera la storia che i vortici creati dall’acqua defluendo dentro un lavandino, girano in senso contrario nei due emisferi, in senso orario a nord, antiorario a sud.

Finiti gli esperimenti riusciti e non, dopo  la visita rivelatasi  molto interessante  e divertente Si prosegue verso  la regione del cotopaxi                                                                                                      

Un’altra sosta presso un piccolo mercato per  gustare ed assaporare i prodotti di questa terra.                                                                                                                                                           E' una gioia per gli occhi ed una delizia per il palato girare tra i venditori e le bancarelle assaggiando frutta mai vista prima.

Una parte del mercato è dedicata al commercio frutta verdura e carne . Un'altra parte del mercato è dedicata alla "comida":                                                                                                                             la mattina presto si comincia a preparare "sopa" (brodo) di gallina ed a cuocere la "fritada" (maiale fritto) e l'aroma si espande in tutto il mercato.

Il percorso prosegue verso sud sulla Panamericana ai piedi di maestosi vulcani e in lontananza all’improvviso si staglia maestoso il vulcano cotopaxi, per un breve istante, libero da nuvole e baciato da un bellissimo raggio di sole.

Purtroppo dura poco e proseguiamo il viaggia avvolti dalla nebbia…tra vulcani e paesaggi selvaggi seminascosti dalle nuvole, circondati dal solo rumore della pioggia che batte sui vetri.

Dopo circa un'ora giriamo sulla sinistra in direzione della meta odierna, uno dei punti "forti" di questa vacanza, il mitico, imponente, misterioso vulcano Cotopaxi, che con i suoi 5.897 metri è uno dei più alti vulcani attivi del mondo.

Superato l’ingresso del parco, col guardiaparco, arriviamo alla laguna di limpiolungo ai piedi del cotopaxi. Il cielo è coperto e il vulcano, caratterizzato da una forma perfettamente conica, si cela alla nostra vista sotto una fitta e perenne  coltre di nubi.
Poi improvvisamente le nuvole si squarciano ed abbiamo il privilegio di vedere una parte della costa nord del vulcano, fin quasi alla cima, con gli imponenti ghiacciai e nevai.                                                         proseguiamo, La strada, in condizioni sempre più precarie, continua a salire in questo luogo perso nel nulla siamo a 4000 mt…troviamo la neve                                                                                                                                                                                         Temiamo  di non farcela ma  riusciamo in qualche modo ad andare oltre e finalmente raggiungiamo l'ultimo parcheggio: siamo a 4.500 metri,

riprendiamo il percorso verso la Panamericana tra la vegetazione Incantevole e lussureggiante del Parco Naturale, dichiarato tale dal governo al fine di preservare le varie specie di flora e di fauna che vivono al suo interno.                                                                                                    Sui suoi pascoli tra il verde dei prati e la maestosità dei vulcani vagano cavalli e mucche selvagge

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo l’Hosteria La Ciniega, Costruita nel 1580,

un  luogo magico, una delle prime grandi haciendas dell'epoca coloniale della regione del Cotopaxi,

Prima di cena ci gustiamo come aperitivo un "canelazo" bibita calda alla cannella alla quale viene aggiunta "aguardiente"

La cena è degna dell’abitazione, si mangia benissimo una cena deliziosa accompagnata

dal suono di musica andina.

Lasciamo La Ciniega al mattino presto, la meta di oggi è la laguna di Quilotoa.

Oltrepassiamo il villaggio di pujili dove facciamo una sosta per visitare il mercato e proseguiamo  per la laguna

Il mercato è molto variopinto.

Le donne indossano i costumi tradizionali e scialli dai colori accesi

Riprendiamo  la strada verso la laguna di quilotoa

Per raggiungerla ci vogliono 3 ore di viaggio, inerpicandosi su una strada che  attraversa un tratto di Sierra Andina tra i più belli del Paese

Si sale fino a circa 4.000 metri in un paesaggio deserto, selvaggio ed affascinante.

Purtroppo anche oggi il cielo è coperto.

E così dall’inizio del viaggio, nuvole scure, pioggia, nebbia scarsa visibilità.

L'area è punteggiata di villaggi indigeni isolati dove lo stile di vita non sembra essere cambiato per nulla nel corso dei secoli e dove ciascuna comunità sfoggia un diverso stile nell'abbigliamento tradizionale

Quando vi arriviamo nonostante il maltempo, non rimaniamo delusi da ciò che ci aspettavamo di vedere…un paesaggio da togliere il fiato!

La laguna di Quilotoa è considerata la più bella di tutto l’Ecuador, la foto compare su tutte le guide per la sua quasi perfetta rotondità e per il colore delle sue acque.

un cratere di tre chilometri di diametro, con alte pareti strapiombanti accoglie, al suo interno, un lago spettacolare dalle acque che variano dalla tonalità blu al turchese.

Dopo un breve giro sul bordo del cratere,  riprendiamo  la strada e superata Latacunga ci dirigiamo verso ambato

Superata ambato prendiamo la strada che porta a banos e nel villaggio di salasaca  capitiamo in piena festa andina tra uomini a cavallo, danze in costume tipico e le immancabili bevute..

Lasciamo la festa mentre è già arrivata ad  un elevato tasso alcoolico e proseguiamo

arriviamo a banos in serata e dopo un breve giro per la città illuminata, ci concediamo  una bella cena  e a letto presto.

La mattina dopo Da Banos ci dirigiamo verso la giungla amazzonica lungo la “Via delle Cascate”.

 

La strada corre sul ciglio del canyon del rio pastaza …in direzione di Puyo,

lungo un percorso ricco di orchidee dove possiamo ammirare numerose cascatelle

Ci fermiamo per attraversare il canyon con una teleferica.                                                                                        sull’altro lato del canyon la cascata  Manto della Novia                                                                                     Il cestello ha una sola fune e scorre ad un’altezza di 130 mt sopra il fiume.

Proviamo  un piccolo brivido quando la teleferica si blocca nel punto + alto.  Per  fortuna è solo per farci ammirare il salto della cascata.

Visitiamo la piccola comunità che vive qui, praticamente isolata in quanto l’unico modo di collegarsi al resto del mondo è questa piccola teleferica,

Ritorniamo indietro di nuovo con la teleferica e proseguiamo in auto fino all’ingresso del Parco del Paillon del Diablo, suggestiva cascata in un baratro del Rio Verde

Per raggiungerla percorriamo un sentiero nella foresta.   

Prima ancora di vederla Capiamo di essere arrivati alla cascata per  il frastuono delle acque molto forte.

Il fragore è impressionante e si rimane incantati ad osservare l’incredibile potenza dell’acqua quando raggiunge la base della cascata…

Lo scenario è di impatto, la cascata non è altissima ma sicuramente scenografica

Tutt’attorno, cascate di fiori tropicali, orchiedee di ogni forma e colore immerse  in una fitta vegetazione verde e rigogliosa.

Riprendiamo la via del ritorno.

superato il tunnel, al ponte sul rio pastaza ci fermiamo ad ammirare i coraggiosi che praticano  il Bungee jumping, che consiste nel lanciarsi da un luogo elevato dopo essere stati imbracati con una corda

Un'estremità della corda è fissata al corpo della persona che si lancia e l'altra al punto da cui avviene il lancio.

si buttano dal ponte principale di piu' di 100 metri con caduta libera di circa 50... appesi a due corde

il  tuffo avviene in modo così’ veloce che si ha la sensazione di vederli  spiaccicati sul fondo, poi iniziano a dondolare prima sempre più forte, fino all’esaurimento della spinta.

Personalmente sono molto attratta, ci penso per qualche minuto penso che un’altra occasione non mi capiterà più, poi rinuncio

Si riparte, direzione riobamba, ci rimettiamo in viaggio risalendo di nuovo in quota

La strada che porta a riobamba attraversa le pendici del vulcano Tungurahua , uno dei più importanti e attivi della regione andina,

superato  il tratto di strada dove è arrivato il  fiume di lava del tungurahua  durante le ultime eruzioni costringendo alla fuga moltissime  persone Ad un certo punto compare la sagoma del vulcano

Per un breve istante il vulcano lascia la sua  vetta eccezionalmente libera da nubi lasciando intravedere fumo che esce dal cratere.  Poi il cielo torna di nuovo nuvoloso e la cima si copre. 

arriviamo a riobamba che è ormai buio.

Facciamo un breve giro notturno della città soprannominata "Sultana delle Ande" per la sua posizione privilegiata ai piedi del Chimborazo, la più grande montagna dell'Ecuador (6310 metri). e poi a letto presto.

da qui domani prenderemo il treno che, in lunghe ore di lento e scenografico viaggio, ci porterà ad Alausì ed alla mitica Nariz del Diablo.

La mattina presto, quando giungiamo alla stazione e c'è già un discreto drappello in attesa del treno.                                                                                                                                                     il convoglio sferragliante sembra un treno del far west

Si comincia ad attraversare la campagna, rigogliosa nonostante l'altezza che si mantiene sempre attorno ai 3.000 metri. I paesaggi cambiano di continuo

 per antica consuetudine i turisti più temerari si inerpicano, sprezzanti del pericolo e soprattutto del freddo pungente, sul tetto dei vagoni merci ed in precario equilibrio si godono da questa scomoda postazione lo straordinario paesaggio.,

noi ben felici ci  accontentiamo di viaggiare nei banali vagoni passeggeri comodamente seduti     e al caldo

Dopo 4 ore  di lento viaggio entriamo nel paesino di alausi.

Il treno percorre la via principale del paese, sfiorando le case, e si ferma nel bel mezzo dell’abitato
Terminato il pranzo dei ferrovieri, il treno riparte.
Inizia così l'ultimo tratto di questo straordinario viaggio. La discesa nella gola chiamata Nariz del Diablo.

Subito dopo Alausì si comincia a scendere, con pendenze sempre più ardite e continui tornanti verso Nariz del Diablo : un luogo dimenticato dal Signore dove la ferrovia scende a zig zag, fino in fondo al canyon               

La gola si fa sempre più stretta e noi continuiamo ad andare giù, finché non c'è più neppure lo spazio per fare un tornante;

a questo punto il treno prosegue per un po' su un binario morto per poi imboccare l'altro ramo scendendo a marcia indietro, e così via.

Il giochetto si ripete finché finalmente arriviamo sul fondo della gola.
In fondo alla gola il locomotore fa manovra per riportarsi in testa al treno, ed inizia la lunga e lentissima risalita.

Scesi dal treno, risaliamo sull’auto di fernando e si riprende il tragitto direzione cuenca.

Proseguiamo lentamente suLa strada avvolta in una fitta nebbia.

la visibilità e scarsa e inoltre continua a piovere.

Finalmente in serata arriviamo a Cuenca. E’ ormai buio., 

La mattina dopo, una breve visita al mirador di turi per ammirare la città dall’alto, e poi ci rechiamo nel centro coloniale, dal 1999 nella lista Unesco del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.   

Cuenca è la terza città più grande dell'Ecuador, e mantiene ancora la sua gradevole aria provinciale

è  una  bella città piena di atmosfera coi suoi palazzi coloniali ancora intatti, le vie del centro pulite,.  

Cuenca è una piacevolissima città andina tranquilla e sonnolenta con i suoi mercati tipici e gli abitanti di etnia prevalentemente cañar.

Molto affascinante Il grande mercato dei fiori  che PARTENDO DA piazza San Francisco prosegue VERSO  plazoleta DEL CARMEN  DOVE SI TROVA LA CHIESA DEL CARMEN DE LA ASUNCION E DAL SUO SAGRATO PROSEGUE FINO ALLA CATTEDRALE.

IL MERCATO gestito direttamente dagli indigeni è una vera festa di colori sia per i prodotti, che  per l’abbigliamento tipico delle venditrici, tutte con le ampie gonne multicolori e col cappello di feltro di foggia diversa secondo l’etnia di appartenenza.

NEL PARQUE CALDERON SI FRONteggiano  LE DUE CATTEDRALI quella nuova e quella vecchia

dall’angolo della vecchia cattedrale proseguiamo il giro della città fino alle sponde del rio tomebamba I palazzi lungo il Rìo Tomebamba, le chiese barocche, i vicoli e i musei formano un insieme di suggestiva bellezza

Il giorno dopo abbandoniamo la Panamericana e gli altipiani tra le cordigliere andine, dirigendoci ad ovest verso Guayaquil.

Attraversiamo la cordigliera passando per il parco del Cajas, su, su fino oltre i 4000 metri di quota e quindi giù verso il mare. da qui in avanti sarà tutta in discesa fino a Guayaquil, da 4000 mt slm a..4 mt slm

La vegetazione ed il clima cambiano durante il percorso.

Ci sono ora grandi coltivazioni di ananas, banane, caffè , cacao e riso.

Fernando ci mostra i frutti del cacao assaggiamo i dolci semi all’interno che stranamente anche un gusto simile al latte

Arriviamo a Guayaquil ubicata tra il fiume e il mare e qui salutiamo fernando

Poi ci concediamo una splendida cena per festeggiare la prima parte della vacanza

domani partiremo per baltra per la crociera alle isole Galapagos.

Il volo di linea Guayaquil-Baltra ci porta alle Galapagos.

Arrivati all'aeroporto di Baltra ,Scendiamo dall’aereo e saliamo su un pulman che dopo circa un chilometro, ci lascia sulla sponda del mare;

Mentre attendiamo la barca che ci deve portare sulla motonave Legend ancorata in rada che Per una settimana sarà il nostro hotel nonché mezzo di trasporto incontriamo, sul molo, leoni marini comodamente sdraiati sulle panchine e alcune iguane marine che si scaldano pigramente al sole.                                                                                                                                                 

Finalmente Il gommome arriva.                                                                                                                Indossiamo gli immancabili giubbini salva niente come li chiamerà la nostra guida george e Saliamo.

mentre ci dirigiamo alla legend  passiamo accanto a due tartarughe di mare che si accoppiano…                                                                                                               abbracciate, si lasciano trasportare lentamente dalla corrente.                                          

a bordo della legend , Un ricco buffet ci attende e gli facciamo onore..,

poi .. Finalmente abbiamo un po’ di tempo e saliamo sul ponte per prendere confidenza con  la  nave . l'isola di Santa Cruz è di fronte, a meno di cento metri.

nel pomeriggio facciamo la nostra prima escusione.

Coi gommoni Si scende all’isola di north Seymour e finalmente prendiamo contatto con la vita di queste isole.

Appena scesi dal gommone, sopra le nostre teste. ci accoglie uno svolazzare di fregate che nidificano su questa isola

L’isola Coperta da rossi tappeti di Sesuvium, è il maggior punto di annidamento delle sule dalle zampe azzurre e conta la maggiore colonia di Fregate Magnificens.

Più avanti tra gli scogli rondini di mare  ci si incammina su un sentiero che scorre sul tavolato lavico a poca distanza dal mare ed  Ecco un grande esemplare di iguana terrestre: di un bel rosso  arancio  che si confonde con il terreno.  questa isola è popolata da molte sule piediblu. I piedi sono veramente di un colore intenso: azzurro cielo. È la stagione della cova.. Le sule fanno due uova, ma allevano solo un piccolo                                                                                                                                        Proseguendo  verso il luogo dove nidificano le sule dai piedi azzurri, incontriamo  molti piccoli.                        hanno circa quattro mesi le zampe si coloreranno più avanti,  le piume sono ancora batuffoli,, e stanno imparando a volare

L'isola di North Seymour ospita la più grande colonia di fregate, i cui maschi nella stagione degli amori hanno il meraviglioso gozzo rosso gonfiato come richiamo per il gentil sesso.  ce ne sono tantissime, dappertutto, seminascoste nei nidi tra bassi cespugli e in volo.                                                                       I maschi  gonfiano il petto per attirare le femmine.  Il piumaggio nero e verde iridiscente che ne copre il dorso, le ali aguzze e la coda a forbice e' vivificato da una sacca di pelle posta sotto il becco che, nel periodo degli amori, si gonfia come un palloncino fiammeggiante.                                                                                                                                                                             Mentre i maschi adulti gonfiano l'enorme gola rossa per attirare le femmine quest'ultime li sorvolano attente in cerca del più attraente per accoppiarsi; e scelgono quello più bello.

Sulla spiaggia le otarie se ne stanno comodamente sdraiate sulla sabbia  a prendere il sole.                            Ci abitueremo a loro. Sono una presenza assidua e costante su tutte le isole                                                Aspettando il gommone che ci riporterà sulla legend, passeggiamo silenziosi sulla spiaggia  guardando il mare. Ognuno con le sue emozioni La luce del tramonto Illumina le onde che si infrangono sulla riva rocciosa di Seymour. rendendole abbaglianti.                                                                                                        Ci rilassiamo sul ponte superiore, della legend  ammirando la luce del  tramondo                                                              Un tramonto raro, in cui si fondono tutti gli elementi di queste isole selvagge, e riassumono l'incredibile ricchezza e varietà della loro vita.  La sera breve cerimonia di benvenuto da parte del capitano e ti tutto lo staff e poi a  dormire.

2 gg. santa cruz

L’indomani mattina si scende per la prima escursione della giornata  all’isola di santa cruz nella baia denominata dragon hill una bella baia con una bella spiaggia tra rocce vulcaniche.

Sbarchiamo  sulla spiaggia, dove oziano  un nutritissimo gruppo di iguana Marine e proseguiamo verso l’interno dell’isola

L’escursione attraverso l’interno su sentieri di terra rossa che passano accanto a piccoli laghetti riserva scorci sui crateri “Gemelli”

Sulla strada Facciamo il nostro primo incontro coi famosissimi fringuelli di darwin                                su queste isole ce ne sono 13  specie.                                                                                                                 I fringuelli rappresentano  il simbolo dell’evoluzione della specie di queste isole.

Dall’alto del Cerro Dragon si ha  una spettacolare panoramica della baia

Questa zona dell’isola è popolata da moltissime iguane terrestri 

le iguane delle Galapagos sono prettamente vegetariane e sopravvivono sulle isole più aride mangiando la polpa dei cactus.

I maschi difendono il territorio lottando tra loro. Si minacciano fronteggiandosi  scuotendo la testa poi con un balzo fulmineo passano all’attacco.

Costellata da un gran numero di coni vulcanici, Santa Cruz presenta numerose varietà di piante:

il Palo Santo, i Cactus Opuntia e Cereus, alberi di Scalesia e Guayabilo.

2 gg. Floreana
dopo qualche ora di navigazione nel pomeriggio arriviamo all’isola di floreana. La cui storia è circondata da un alone di leggenda per le misteriose morti che colpirono i primi colonizzatori intorno agli anni ’30 Prima dello sbarco, col gommone costeggiamo l’isola.. sugli scogli nidificano fregate e coppie di sule dai piedi azzurri. L’accoglienza che queste ultime ci riservano  mi fa pensare che non gradiscano la nostra visita  Poi sbarco bagnato sulla spiaggia di cormoran point                                                                                               Dalla spiaggia un sentiero ben segnalato conduce tra macchie di mangrovie verso una laguna salmastra dove nidificano i fenicotteri. .. Da giovani sono grigiastri, e diventano rosa solo dopo che hanno mangiato una quantità sufficiente di gamberetti rossi                                                                                                              ammiriamo  lo splendido paesaggio  dell’isola di Floreana, con le  sue spiagge bianche o scure a seconda che siano organiche o di origine lavica…     tutto intorno a noi è meraviglioso e il sole splendente fa risaltare i colori del mare e della vegetazione                                                                                                            Si prosegue verso una meravigliosa baia dalle acque turchesi contornata da una spiaggia di sabbia bianchissima dove vengono a posare le uova  le tartarughe .                                                                                                   Avvistiamo ben presto - nell'acqua limpidissima - la prima tartaruga di mare, lunga un metro o giù di lì. Poi ne vediamo presto delle altre, che si muovono agilissime intorno a noi, alcune più piccole, mentre in  acqua le tartarughe si stanno accoppiando, sulla spiaggia piccoli PIVIERI saltellano qua e là.                                                                                                                                        Prima di rientrare ci concediamo un bagno su una spiaggia permessa agli umani

la sera dalla nave mi godo il tramonto.. di fronte alle morbide colline vulcaniche dell’isola di fernandina che abbiamo appena lasciato,  ammiro le forme coniche degli antichi vulcani, con la brezza del vento che soffia dall’oceano mentre  ripenso alle isole che abbiamo visitato ……sono un’emozione continua.                                                                                                                                                                            E gli animali: questa è la cosa più straordinaria. Ogni giorno un nuovo incontro ravvicinato. È di più di quanto immaginassi.

3 gg Española

la mattina scendiamo nell’isola di Española un blocco di lava riemerso dal mare.

A Baia Gardner si sbarca su una spiaggia di corallo bianco, tra una grande colonia di otarie.                                                                                                                                        nella piccola baia Un maschio di otaria ci dà il benvenuto. Per la verità il grande maschio controlla il suo harem ed è impegnato a gridare ai quattro venti quanto è grande e forte

Al richiamo del maschio le femmine accorrono. Un bel bagnetto in compagnia e poi di nuovo a sdraiarsi sulla spiaggia.

Le otarie ci osservano, come sempre, tra il curioso e lo scettico.  se ne stanno quasi tutto il tempo pigramente  afflosciate sulla sabbia.                                                                                                            Tutt’intorno piccoli che giocano o che piangono chiamando la mamma.

Poi una decide che deve andare a recuperare il suo cucciolo.                                                      si alza sulle pinne e avanza faticosamente trascinando la sua possente massa flessuosa, lo sguardo deciso verso la meta… finalmente ci siamo, un po’ di coccole e poi è l’ora della poppata

Un’altra parte decisa per andare chissà dove

dopo pochi passi, però, stanca dell’impresa, si accascia e rimane lì.                                                             Camminando lungo la spiaggia, ci imbattiamo in commoventi quadretti famigliare: mamma leone marino col suo piccolo di pochi giorni, che giocano felici.                                                                         Più avanti altra mamma leone marino che allatta il piccolo Ovunque si guardi scenette strappalacrime:

Questa isola Presenta una grande varietà di vita animale . iguane marine rosso-nere, granchi arancioni, albatros  sule, numerose varietà di fringuelli e gabbiani coda di rondine

gli avvistamenti continuano: ecco una colonia di decine di iguana di mare, con molti piccoli!
In breve siamo quasi circondati, e dobbiamo fare attenzione a dove mettiamo i piedi, per non calpestarli 

Dappertutto ci sono le iguane: su quest’isola, e solo su questa, sono rossastre. E sembrano ancora più pigre.

Se ne stanno abbracciate sulle rocce accasciate senza fare una piega       

Più avanti una colonia di sule piediblu.                                                                                                                                                                             I piedi sono veramente di un colore intenso: azzurro cielo. Sembra siano stati immersi in un secchio di vernice azzurra,

questa isola è popolata da molte sule piediblu.  Alcune coppie si stanno corteggiando. Una danza armoniosa, sui palmati piedi blu che sembrano di plastica, Aprono le ali per mostrarsi bene, fanno un giretto su sé stessi, abbassano la testa, avvicinano i becchi. Poi di nuovo la danza: di qua e di là dondolando sui piedi blu.si giunge alla più grande colonia di albatri che si conosca (15.000 circa esemplari) Sono tantissimi. Anche loro con i loro piccoli nel nido.                                                                               Gli albatross. Arrivano qui alla fine di aprile,                                                                                                        le femmine per prime e aspettano il loro compagno — sono molto fedeli e rimangono insieme per una vita.                                                                                                                                                                       Quando si incontrano si fanno grandi effusioni. È commovente vederle.                                                                         Poi si accoppiano e depongono le uova.  Un sentiero ci conduce verso la scogliera                                                        Qui ci fermiamo ad osservare un curioso fenomeno naturale: un getto di acqua marina alto una ventina di metri che ad ogni ondata viene soffiato dalla fessura di una roccia.                                                                                 Affacciati alla bastionata lavica ammiriamo i  pinnacoli di magma solidificato che si ergono dal mare azzurro e schiumoso                                                                                                                                               sopra di noi nel cielo, il volo solenne degli albatros e quello, veloce dei pellicani                                                Sotto nella scogliera Le onde vengono lanciate ad altezze strepitose.                                                                  Il vapore si diffonde poi sulla cresta della scogliera inondandoci                                                                ..ad  ogni soffio. si rinnova una leggera nebbiolina

Punta Suarez è uno dei migliori punti di osservazione di varie specie di uccelli. DinnANZI A NOI  Appollaiato sulla scogliera uno sparviero in attesa della preda.  sul bordo della scogliera nidificano gabbiani a coda di rondine

Alcuni stanno preparando il nido : il maschio raccoglie dei rametti e altri oggetti che dovrebbero servire a rendere più confortevole il nido. Poi alza le ali e lancia un grido di richiamo alla femmina perché lo raggiunga

È ora di rientrare .  dalle onde, riceviamo l’ultimo straordinario saluto: il soffio dell’oceano.                                     

3 gg. San Cristobal (Chatam) e Baltra
Nel pomeriggio arriviamo all’isola di s, Cristobal capoluogo  amministrativo delle isole Galapagos Scendiamo nella cittadina di puerto baquerizo moreno un piccolo porto di pescatori sommerso da negozietti  di souvenir che è considerata la capitale dell’arcipelagoDopo un breve giro della città ci rechiamo in collina  Centro di Interpretazione” che illustra ai visitatori la storia naturale ed umana delle isole. Il centro,  ubicato in un bel contesto naturale ci permette di fare il nostro primo incontro con le tartarughe terrestri delle Galapagos.

4. gg. Santa cruz

La mattina dopo  siamo di nuovo sull’isOla di s, cruz.

qui termina la prima parte della crociera e da qui inizierà la seconda che andrà ad esplorare la parte ovest dell’arcipelago.

Molti passeggeri sbarcano per recarsi all’aeroporto. Dove nel frattempo arriveranno altri turisti che proseguiranno il viaggio con noi.

Noi nell’attesa facciamo una breve un’escursione in barca in una angolo di mare dall’acqua azzurra e trasparente che ci consente l’avvistamento di piccoli pesci gialli e grosse razze.

Intorno nuotano i soliti leoni marini e volani i pellicani 

Poi Approdiamo a s. cruz dove ci facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia.

L'arcipelago delle Galapagos è un vero e proprio laboratorio vivente dell'evoluzione.

Questo ecosistema aspro e selvaggio sembra vivere fuori del tempo e della storia ed è popolato da una fauna straordinaria, caratterizzata da moltissime specie endemiche che si sono evolute lontano dall'uomo e dalla sua influenza.

Per l'unicità di questo ambiente naturale e l'importanza che esso riveste nella storia del pensiero scientifico, le isole Galapagos sono state dichiarate dall'UNESCO Santurario della Natura e Patrimonio mondiale dell' Umanità.

 

4 gg bartolome 

Il pomeriggio sbarchiamo a BARTOLOME.

Crateri vulcanici e paesaggi lunari ci colpiscono arrivando sull'isola                                                                         L'Isola offre un paesaggio di desolazione vulcanica, qualcosa di mai visto.

All’approdo la solita colonia di otarie

Il sentiero si inerpica fino alla cima più alta.                                                                                                          Saliamo ad ammirare  il panorama che  è l’attrazione maggiore di questo luogo                                                                                                                                    

Le rocce sono prevalentemente rossastre e giallastre, con intarsi di violetto, nero, grigio con sfumature di verde…      Si cammina su passerelle di legno per non lasciare impronta umana sul terreno.  La vegetazione è quasi inesistente.                                                                                                                        Qualche esemplare del raro cactus della lava. Gli animali ancora più rari.       Sulla sommità il vento soffia libero il panorama è suggestivo, una lingua di bianca sabbia corallina unisce la collina ad altre due più piccole                                      Dall’alto l’orizzonte sconfina a perdita d’occhio, la legend  si culla tranquilla nelle acque della baia…

al di là si vede l'isola di Santiago, è molto vasta e la parte occupata dalla colata di lava è di grandi dimensioni.

Spettacolare il panorama sulle isole circostanti ,un ambiente lunare di crateri, coni di cenere e colate laviche                                                                                                                                Ridiscendiamo Sulla riva,  sulla spiaggia  un bellissimo esemplare di airone delle Galapagos  osserva le evoluzioni di  un leone marino che nuota tra le rocce

ci sorprende l’ impressionante bellezza dell'Istmo di Bartolomé bordato da baie di spiagge dorate. a destra delle quali una lama di roccia è puntata verso il cielo,

Si riparte navigando coi gommoni intorno all’isola                                                                      su questi scogli vive una colonia di pinguini .         Sono piccoli e grassottelli. In acqua sono delle frecce.         Dalla nave ammiro il panorama circostante              Due strisce nel cielo  rompono l'oscurità: quella rosso scuro, dove è scomparso il sole, e quella chiara, dorata, formata dalle alte nuvole ancora illuminate.

5 gg.– urbina bay

Tartarughe marine – iguane marine e terrestri

Si viaggia per tutta la notte. La mattina siamo all’isola di isabela 

Originata dall’eruzione simultanea di cinque vulcani, Isabela è l’isola più grande dell’arcipelago. saliamo sul  gommone, e ci avviciniamo alla costa.                                                                                  

sbarchiamo nei pressi di una caletta, ed iniziamo una scenograficissima passeggiata in una sorta di deserto di lava.                                                                                                                                                    Avvistiamo subito fuori dall'acqua - la prima tartaruga di mare, ,di  un colore che dà sul giallo che avanza faticosamente tra le rocce. poco più avanti una dendroica gialla sguazza in una pozzanghera tra le rocce vulcaniche  L'atmosfera è bellissima, la natura quanto mai selvaggia e primordiale, e proseguiamo la nostra escursione cercando di ricordarne ogni dettaglio.                                                                                    La valle - nera a perdita d'occhio - è dominata da due alti vulcani, entrambi attivi. Poche piante grasse sbucano tra le spaccature della lava solidificata.                                                                                                       Tra le rocce laviche fatichiamo a riconoscere la sagoma delle iguane marine                                                                                      Poi ci addentriamo lungo un sentiero nel sottobosco.                                                                                                 Dove incontriamo  alcuni coloratissimi iguana di terra, dalla livrea giallo-arancione.                                                                                                                                       Saranno lunghi almeno 70-80 centimetri, e peseranno certo diversi chili Cosi terminiamo la passeggiata e torniamo a bordo.

 

5 gg. Fernandina

Nel pomeriggio  Proseguiamo il viaggio per l'isola Fernandina

Scendiamo Nel promontorio di Punta Espinosa in una baia orlata da mangrovie.

Ci addentriamo in una sorta di foresta di mangrovie, in un'atmosfera resa ancora più suggestiva dalla calda luce del tardo pomeriggio.

inizia l'escursione, che resterà uno dei momenti memorabili di questo viaggio. Già il nostro sbarco dai gommoni viene osservato da mille occhi di iguana di mare, dalla pelle squamosa e scura, e dalla cresta puntuta e bianca che percorre tutto il corpo. Gli animaletti sono dappertutto, dovunque si guardi se ne vedono a decine! Le dimensioni sono ragguardevoli,  i più grossi saranno lunghi quasi un metro!

intorno a noi le iguane sono tantissime, al punto che si rischia veramente di inciamparvi

l’isola si presenta come una piattaforma lavica di colore nero.

Il paesaggio è comunque veramente insolito: siamo su una spianata di lava    

Ovunque Cactus si profilano fra i campi di lava.

Questi cactus sono veramente una meraviglia spuntano dalla lava con dei bellissimi fusti dai colori che sfumano dall’arancio al giallo al verde:  La camminata continua e Superata la spiaggia affollata di iguane marine e le immancabili otarie ci si incammina su un sentiero che scorre sul tavolato lavico a poca distanza dal mare.  E giungiamo ad un’altra parte della spiaggia, dove  uno sparviero sta banchettando.

Proseguendo la passeggiata sulla spiaggia incontriamo  beccaccie di mare  e poco oltre una bellissima  tartaruga marina con la testa e il carapace di colore rossastro

sulla riva si adagia qualche cadavere bianco di alberi portati dalla marea.                                                        I pinguini delle Galapagos sono incredibili, piccoli e neri, sono una razza endemica, infatti queste isole così calde non rappresentano l'abitat ideale dei pinguini, ma questi sono rari e vivono qui

Lo spettacolo che offrono, così severi nella loro divisa naturale, silenziosi come piccoli militari in pattuglia, ma al contempo tanto teneri e dolci, è commovente.

Più avanti la colonia dei cormorani non volatori.

questi sono tra gli uccelli marini più caratteristici di quest'isola, poiché hanno perso la facoltà di volare. Le loro ali si sono atrofizzate e dividono così il loro tempo tra il riposare sugli scogli e pescare in mare, dove agilmente catturano i pesci nel loro elemento. La totale mancanza di predatori sull'isola, e dunque l'inutilità del volo, hanno fatto in modo che col passare di migliaia di anni l'uccello si "dimenticasse" a poco a poco delle ali e della loro funzione.                                                                                                           un altro bellissimo  spettacolo ci viene  offerto verso il tramonto, da un leone marino intento alla pesca pomeridiana.

La gita di questo pomeriggio resterà memorabile Ci avviamo all'imbarco dei gommoni e salutiamo questa variopinta, semovente, strisciante, moltitudine animale

e torniamo a bordo

 

6 gg. San Salvador o Santiago – porto egas

Leoni marini cileni                                                                                                                                                 Questa notte  abbiamo navigato da fernandina fino a santiago  arriviamo davanti all'isola di Santiago e ancoriamo in rada.                                                                                                                                              Un breve tragitto coi gommoni Dalla nave ci porta a  Puerto Egas L’approdo più utilizzato dove effettuiamo uno sbarco 'bagnato' sulla spiaggia vulcanica Santiago è nera: scuri fiumi di lava pietrificata si buttano nel mare.                                                              Non c’è traccia di vegetazione.                                                                                                                                È costituita da un vulcano, piccoli coni più recenti e colate di lava bruna.                                                                                  

La giornata è fredda, cupa e senza sole, il cielo è plumbeo  il che rende ancora più particolare questo paesaggio

L’isola è popolata da, Tortore delle Galapagos, aironi,  pellicani                                                                                 Intorno gli immancabili iguana, e leoni marini.                                                                                            Un cucciolo di leone marino si diverte giocando con piccole conchiglie.

Iniziamo una breve escursione che ci porta verso la costa che dà sul mare aperto.                            Attorno a noi natura selvaggia, lava, arbusti odorosi.   L’atmosfera è cupa, sia per l’ambiente spoglio che per il cielo coperto di nuvoloni grigi.                                                                                                                        in un punto della scogliera, tra le solite  grandi quantità di iguane e granchi rossi, passeggiano pellicani, ibis  e molte altre varietà di uccelli  mentre il moto ondoso si insinua in una spaccatura nella roccia, generando da una fessura un soffione ritmico                                                                                              In questa isola qui è presente anche la variante dei leoni marini 'con pelliccia’, che viene dai mari freddi del polo sud, e quindi è attrezzata con una pelliccia adeguatamente folta e calda.                           Il cielo finalmente comincia ad aprirsi. Si vede un po+’ di azzurro. Meno male ecco il sole.                                                     Proseguiamo sulla scogliera ,ed Eccoci in vista della costa detta 'dei leoni marini':                                  ci imbattiamo in una coppia di maschi  che lottano per il territorio.                                                                        Alla fine esausti si accasciano al suolo.                                                                                                               Sotto di noi immobile sul bordo della scogliera  un airone delle Galapagos si fa accarezzare dai caldi raggi del sole

se fino ad oggi gli animali sono stati l'attrazione principale, qui a Santiago il paesaggio misto caraibico-vulcanico-tropicale-primordiale è al massimo.                                                                            Avanziamo su un promontorio, ed ecco i padroni di casa che  sonnecchiano al sole bagnati dagli spruzzi delle onde, dopo una nottata di caccia                                                                      

Ritornati sulla spiaggia, assistiamo ad un’altra lotta per il territorio tra leoni marini dell’altra specie.

Finita la lotta il vincitore si erge vittorioso.

tutto sotto lo sguardo curioso di questo airone 

Insomma, anche questa mattina l'escursione è stata super! cercando di imprimerci nella memoria il bellissimo paesaggio che ci circonda ritorniamo sulla nave:                                                            

 

6 gg. Ràbida

Il pomeriggio escursione Sull' Isola Rabida, cono di terradi un rosso acceso  rosso che ricorda lapilli fuorisciti dal vulcano  Una cala con una bella spiaggia rosso scuro, dove sono pigramente distese centinaia di otarie, ci consente l’approdo su questa piccola isola circondata da scogliere. Saliamo sulla scogliera  rossa, da dove ammiriamo uno splendido panorama intorno a noi brandelli di verde dei cactus opuntia che contrastano con il colore rosso acceso delle rocce ridiscesi                                        Nella minuscola laguna verde smeraldo cinta di vegetazione che si apre a un tiro di sasso sulla spiaggia, possiamo osservare piccoli esemplari di tiranno vermiglioLa nostra escursione prosegue in una zona più esterna e dalla laguna si ritorna verso la spiaggia nella zona dove nidificano i pellicani                                                                Rabida ospita il pellicano marrone che viene a nidificare qui da giugno a settembre. Costruisce  i nidi fra la vegetazione di fronte alla spiaggiA E ora di rientrare Anche oggi tante visioni di sogno.

7 gg. Santa Cruz

l’alba che sorge davanti a me è quella dell’isola di santa cruz.

mi godo questi  splendidi colori   sapendo che Oggi è la nostra ultima giornata su queste isole.

sbarchiamo su Santa Cruz, a Puerto Ayora dove  vi è la sede della Stazione di Ricerca Charles Darwin, base di studio per scienziati provenienti da tutto il mondo

Santa Cruz è l'isola che ospita la maggiore popolazione umana dell'arcipelago, nella città di Puerto Ayora.

Sull'isola si trova il Centro Ricerche Charles Darwin ed il quartier generale dell'autorità del parco nazionale delle isole.

Presso il centro di ricerca opera un allevamento di tartarughe che si occupa del reinserimento di questi animali nel loro habitat.

visitiamo il centro dove finalmente ci troviamo di fronte alle famose tartarughe giganti delle Galapagos, per le quali mai nome fu più azzeccato.

Sono animali veramente mastodontici di un’età imprecisata tra i 90 ed i 120 anni che si muovono con estrema lentezza ma che sono anche completamente non impauriti dalla presenza dell’uomo.

La fortuna ci assiste e riusciamo anche a vedere il mitico,…  famoso ..vecchio George il solitario.., l'ultimo della sua razza,.. trovato sull'isola  di Pinta sessantacinque anni dopo l'ultimo avvistamento noto di un'altro esemplare simile!

non si sa con precisione quanti anni abbia,

si tratta di un esemplare di tartaruga gigantesca che è stato rinvenuto (appunto solitario) e che purtroppo sembra essere l’ultimo esemplare della sua specie dato che gli sforzi degli uomini del Centro Darwin per riuscire a trovare un'altra tartaruga della stessa razza su tutto il globo terrestre sembrano essere stati vani.

Attualmente gli sono state messe vicine due femmine della razza più simile alla sua, alle quali però il povero George non presta affatto attenzione.

Poi facciamo una bella passeggiata in città in cerca di qualche souvenir , e ritorniamo al molo a piedi. Dove attendiamo il gommone che ci porterà a bordo in compagnia di uno splendido esemplare di airone.

Nel pomeriggio coi gommoni si sbarca ancora a puerto ayora per la nostra ultima visita su queste isole

ci attende L’escursione attraverso l’altopiano interno  sulla cima  del Cerro chato  dove facciamo l’incontro con tartarughe giganti allo stato naturale.

Quando arriviamo rimaniamo incantati..

In mezzo al verde  tra la fitta vegetazione, centinaia di tartarughe giganti allo stato libero..

Sono tantissime e Si lasciano avvicinare senza nessun timore.

Passo il pomeriggio facendo riprese ovunque

Al termine della visita si rientra sulla legend.  Il viaggio è finito-  Domani di torna a casa.

Non ci sono parole per descrivere quello che ho visto e soprattutto quello che ho provato nel corso di questo viaggio.

Come si fa a non essere ispirati da un luogo simile? Come non emozionarsi davanti a questi paesaggi? alla temerarietà degli animali che, non temendo l’uomo, vi consentono di camminare con tranquillità tra loro?

questo viaggio è stato uno dei più belli ed emozionanti che io abbia fatto,. un viaggio da sogno indimenticabile e straordinariamente incredibile....!!

Questo arcipelago conosciuto con molti nomi diversi, tra cui "le isole incantate" ti rapisce: rimani incantato di fronte alla forza della natura...della vita

non credo ci sia altro angolo al mondo paragonabile o simile ad esse, sono uniche, irripetibili. Un immenso tesoro che la madre Terra ci ha regalato

 

 

 

by morenita ruggi il venerdì 12 novembre 2010 alle 11:14 Commenti ( 0 )




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