CANADA IL PAESE DEI GRANDI SPAZI
DALL’ONTARIO AL QUEBEC
Avevo una casa di legno con due verande
Una dava su un lago costeggiato da boschi alle estremità
E dolci campi pianeggianti sui lati.
Sill’altra sponda si scorgevano case, fili di fumo e gente.
Quello per me era un paese lontano,
il mio stava su questa sponda.
Francisco Coloane
4.6.
Toronto
Arriviamo a toronto in una tiepida giornata di giugno
Ad attenderci troviamo erio e martino che saranno i nostri compagni di viaggio
Ritiriamo l’auto un super comodo mini van della Chevrolet di colore bordeaux e si parte.
ci dirigiamo verso l’hotel Victoria che abbiamo prenotato dall’italia in Yonge Street la strada principale di Toronto senza sapere che ha una particolarità: è la strada più lunga del mondo con i suoi 1.900 km arriva fino allo stato dell'Alberta.
La mattina dopo visitiamo la città
Di fianco allo Skydome, uno stadio con la cupola apribile, si trova
Con un ascensore raggiungiamo la terrazza panoramica per ammirare il panorama della città dall’alto. Da una parte il lago Ontario, con la piccola isola di Toronto in cui si trova un aeroporto, e dall'altra tutta la città, vastissima, con i suoi grattacieli e le grandi strade.
Toronto è una grande città moderna, piena di grattacieli e non presenta grandi attrattive.
Perciò dopo una breve visita si riparte, direzione niagara on the lake.
5.6.
Niagara on the lake
Imbocchiamo la QEW queen Elizabeth hwy …..Attraversiamo una zona di vigneti. Qui si produce un vino chiamato ice win
Arriviamo a niagara on the lahe per l’ora di pranzo.
situata sulle rive del fiume Niagara e il lago Ontario. nel secolo scorso era la capitale del Canada, fino a quando non fu scelta Ottawa perché più distante dal confine americano.
La cittadina è veramente deliziosa il centro è tutto un susseguirsi di belle casette d’eposa.
Ovunque un tripudio di fiori e un inebriante profumo di lillà
La cittadina è molto carina, con un porticciolo sul lago e casette basse con giardino, stile americano.
Appena fuori la città sorge Fort George, un forte ricostruito secondo l'aspetto dell'epoca che si trova sul fiume niagara
Ve ne sono molti in questa zona e sono la testimonianza della guerra fra canadesi e americani avvenuta lungo il confine, più di un secolo fa.
Dall’altra parte del fiume si trova un altro forte, Fort Niagara dal quale gli americani bombardarono fort george.
La battaglia di Fort George fu combattuta durante la guerra del 1812 tra l'esercito statunitense e quello britannico per la conquista della fortezza di Fort George.
La battaglia fu vinta dai soldati statunitensi
Il forte è la tipica costruzione che si vede nei film, costruito interamente di legno, e la visita si rivela molto interessante.
6.6.
niagara falls
Quando arriviamo a niagara falls è l’imbrunire e lo spettacolo che ci appare davanti è a dir poco mozzafiato...due cascate bellissime una sul lato americano e l'altra, quella più grande sul confine canadese - americano.
le cascate ci appaiono in tutta la loro grandiosità nella luce del crepuscolo tra arcobaleni e riverberi dorati sulla grande massa d’acqua.
Non sono molto alte ma ciò che Colpisce è la grande potenza e la enorme massa d’acqua
La mattina dopo, facciamo un escursione che ci permette un incontro più ravvicinato alle cascate.
si scende con un ascensore e si arriva al livello del fiume esattamente ai piedi delle cascate.
Sotto il getto d’acqua il fragore delle cascate è assordante e nonostante l’impermeabile migliaia di spruzzi ci bagnano dalla testa ai piedi e all’uscita siamo fradici
Non può mancare l’escursione in battello sotto le cascate.
Indossato l’immancabile impermeabile ci si addentra nella corrente, prima sotto le cascate sul territorio american, meno imponenti, poi costeggiando tutto il versante canadese e le cascate a ferro di cavallo chiamate Horseshoe Falls
Il rombo dell’acqua è assordante, lo spettacolo è magnifico, molto emozionante.
7.6.
Kingston
Soddisfatti imbocchiamo la queen Elizabeth hwy e si riparte direzione Kingston, ubicata all’estremità est del lago Ontario dove Arriviamo in serata.
A Kingston termina il lago ontario e inizia il corso del fiume san lorenzo lungo km 1.200 km che dall’ontario attraversa il Quebec fino a sfociare nel golfo di san Lorenzo e da qui all’atlantico
La cittadina è molto graziosa. Troviamo un hotel, e poi ceniamo in un pub carinissimo dove beviamo la birra più buona del canada .
L’indomani si scende al porto da dove partono le escursioni in battello dirette alle 1000 isole
Staccati dal paese, la barca attraversa un paesaggio monotono e piatto, reso ancora più insignificante dalla giornata piovigginosa.
Questo è il tipo di paesaggio che si apprezza guardandolo dall’alto a bordo di un piccolo aereo.
Il fiume è veramente larghissimo, non riusciamo a vedere l’altra sponda.
Terminata la gita, imbocchiamo la strada panoramica che si chiama Thousand Islands Parkway. Hwy 2
Che costeggia il fiume. Il paesaggio è molto grazioso, ma il tempo peggiora continuamente e non promette niente di buono.
Imboccata l’autostrada per Ottawa inizia una pioggia battente. Più si prosegue e più il tempo peggiora, piove a dirotto e fa molto freddo, sembra di essere nel mese di febbraio.
8.6.
Ottawa
Quando arriviamo a ottawa ha finalmente smesso di piovere.
Passeggiamo un po' nella zona del Parlamento dove sorgono diversi edifici,
Dalla collina, la vista sul fiume Ottawa è molto suggestiva. Numerosi ponti lo attraversano collegando ledue sponde. La città ha un aspetto molto carino, e molto inglese.
andiamo a passeggiare nel by market la zona più viva della città con negozi e locali alla moda.
La sera Una cena in un ristorante tipico indiano e poi passeggiata sopra una lunga serie di chiuse che permettono alle imbarcazioni di attraversare il canale rideau
Da qui ammiriamo la collina del parlamento illuminata.
Si narra che
La mattina dopo si riparte costeggiando la riva del fiume ottawa visitando piccoli paesini, direzione Montreal
9-6
Montreal
Arriviamo a Montreal in serata, giusto in tempo per una visita della città vecchia .
passiamo davanti alla chiesa di notre dame e attraversiamo viuzze piene di Ristoranti e negozi
Il caos e i rumori della metropoli sono lontani, si sente solo il pedalare delle biciclette e il rumore degli zoccoli dei cavalli
Arriviamo fino alla chiesa considerata la più bella di Montreal: Notre-Dame-du-Bonsecours, dedicata ai marinai
Il nostro giro termina nella bella piazzetta piena di fiori e ristorantini intitolata a Jacques cartier esploratore francese che per primo risalì il fiume san lorenzo Nel 1534. i suoi viaggi in America settentrionale costituirono la base per la colonizzazione francese della zona
Lasciamo la vecchia montreal e iniziamo a risalire la via denise attraversando vari quartieri fino al quartire di mont royal che viene definita la zona più vivace della città,
poi con un taxi ci dirigiamo a plateau mont royal, per ammirare la città dall’alto.
Nel punto panoramico vive una famiglia di procioni, che ogni sera attende il pasto che gli viene portato dai turisti.
Faccio qualche breve ripresa. Poi di nuovo nel caos della città.
10.6
Lac s.jean – chicoutimi
La mattina dopo alle 7 si riparte verso nord direzione lac s. jean e fiord de saguenay.
Attraversiamo una zona di laghetti azzurri e boschi verdissimi.
l'azzurro delle acque dei laghi e il fresco venticello, ci invogliano a una sosta, ma dobbiamo proseguire ancora più a nord. Arriviamo al lac san jean nel pomeriggio mentre ha ricominciato a piovere.
Il paesaggio è come sempre monotono e piatto, delusi, dopo un breve giro, decidiamo di proseguire per chicoutimi dove arriviamo per l’ora di cena.
11.6.
fiord de saguenay
La mattina dopo piove ancora. Questa tempo non ci permette di godere la vacanza. Guidiamo all'interno del Parco di Saguenay attraversando un paesaggio sicuramente molto bello, ma difficile da apprezzare con questo tempo., fino a St. Rose du Nord, che giustamente viene definito il paesino più bello del fiordo.
Affacciato sul fiordo, sembra un piccolo paesino svizzero, con le casette in legno colorate e i pini che si alzano dietro le case.
Qui ci imbarchiamo per andare sull’altra sponda del fiordo. Passiamo attraverso alte pareti a strapiombo. Il paesaggio è bello nonostante la visibilità sia molto scarsa. Giunti all'altezza di Cap Trinité, ci troviamo in vista dell'enorme statua di Notre-Dame du Saguenay, che domina l'acqua da duecento metri di altezza.. Arrivati sull’altra sponta a riviere eternitè scendiamo e andiamo a berce un caffe caldo per riscaldarci.. fa molto freddo.
Si rientra a sainte rose du nord riprendiamo sotto la pioggia il nostro itinerario.
12.6
Tadoussac
Di nuovo in auto, arriviamo a tadoussac bella cittadina con casette bianche coi tetti rossi.
La baia è molto bella.
L’indomani mattina ci dirigiamo verso les escoumins costeggiando il fiume san Lorenzo.
Piove anche oggi il tempo è un vero disastro e il morale comincia a calare.
Cerchiamo di consolarci pensando che, a parte il fatto che fa più freddo, la pioggia non dovrebbe interferire sull'avvistamento delle balene… non credo che per loro faccia differenza se fuori dall'acqua venga giù altra acqua!
Ad un tratto scorgiamo una balena in lontananza. Finalmente! Lo prendiamo come un buon presagio……
Rientrati a tadoussac nel pomeriggio si parte in battello per l’avvistamento delle balene, avremmo voluto andare col gommone, ma il freddo è troppo pungente.
Ci stacchiamo dal molo e dopo una decina di minuti, la guida ci
Il beluga, detto anche balena bianca o delfino bianco, non supera i
Nel golfo di San Lorenzo si trova la più meridionale tra le popolazioni di Beluga del mondo.
Ogni tanto dal mare affiora la testa di qualche foca.. ma sono solo attimi.
Proseguiamo la navigazione e finalmente all’orizzonte una balena.
Rimaniamo in silenzio, in attesa che rivenga fuori dall'acqua per riprendere aria e con la speranza che ce ne sia un'altra… ma niente
Restiamo in attesa sperando che ricompaia Non riusciamo ad avvicinarci molto, vediamo qualche tuffo e niente più.. mi aspettavo qualcosa di speciale, come quando siamo andati alla penisola di valdes, ma non è così. Certo con il sole sarebbe stata tutta un’altra storia
La sera desiderosi di provare un’emozione si va a vedere l’orso nero.
arriviamo all’agenzia dove una guida ci condurrà al selvaggio appuntamento. a piedi ci inerpichiamo su un pendio per qualche centinaio di metri fino a raggiungere una casupola in legno e frasche semi mimetizzata. La guida ci raccomanda l’assoluto silenzio mentre ci sediamo sulla panca . Aspettiamo speranzosi, ed eccoti spuntare da dietro gli alberi il primo orso. Bello, nero, dalle dimensioni sembra un giovane orso. Si aggira annusando in cerca del cibo che non tarda a trovare. All’improvviso però lo vediamo precipitarsi all’interno della boscaglia e di lì pochi istanti eccolo arrampicato sulla cima di un albero. Ci chiediamo che sarà successo
Di lì a poco fa capolino un grosso maschio che si mette ad annusare l’aria. Ecco la ragione di tanta paura
Per attirare gli orsi viene lasciato del cibo a base di granaglia, miele e melassa nascosto nell’erba. gli orsi che hanno un olfatto sviluppatissimo, arrivano per consumare sul posto questo goloso pasto.
Il grosso orso, si aggira alla ricerca del cibo e finalmente sazio, se ne va permettendo così al giovane orso di scendere finalmente dall’albero.
13.6
Forestville – parc de la gaspesie
non c'è verso, la pioggia è insistente e non ci da tregua, il brutto tempo continua ad imperversare inoltre stamattina c’è anche una nebbia fitta, non si vede niente.
Ci aspetta una lunga tappa di trasferimento. Da tadoussac si parte per forestville dove prenderemo il traghetto che ci porterà sull’altra sponda del san Lorenzo.
Si sbarca a rimouski nella penisola della Gaspesie . La visibilità è a zero.
Ci rimettiamo in auto sotto la pioggia e dopo una breve sosta a sainte flavie, per ammirare la curiosa opera Le Grand Rassemblement di Marcel Gagnon con più di ottanta statue a grandezza naturale che dalla terraferma entrano in acqua proseguiamo per il parco della gaspesie
Considerata la visibilità quasi a zero è inutile fare altre soste.
Il percorso all’interno del parco offre il piacere di godere di un bel paesaggio in una affascinante area montagnosa coperta da pinete, torrenti e laghi.
Si raggiunge il lago percorrendo una strada sterrata lunga una decina di chilometri.
boschi di pini e betulle si affacciano sul laghetto disturbato solo dalla presenza da qualche imbarcazione
A pochi Km distanza, un altro luogo in mezzo al bosco sovrastante un torrente che sembra invitare a pescate da sogno.
Si inizia a percepire un senso di isolamento ma il paesaggio è d bello con zone adatte ad un turismo all’insegna dell’avventura. sembra di essere nelle vallate alpine, le montagne che sovrastano la strada sono completamente coperte da abeti e conifere.
L'ora è ormai mai tarda e dopo una rapida visita ci si avvia prendendo, poco distante, una strada sterrata che dovrebbe ricondurre verso la costa. Si percorrono alcuni Km di completo silenzio senza incontrare auto in mezzo alla natura. Improvvisamente Sul far dell'imbrunire il viaggio è interrotto dalla presenza improvvisa di un alce uscito dalla foresta.
Blocchiamo l’auto e mi tuffo nel bosco con la videocamera in mano. Resto col fiato sospeso cercando di avvicinarmi senza fare rumore. Si tratta di una femmina, solleva la testa alla mia presenza mi guarda avvicinare mi osserva un momento poi si tranquillizza e riprende a mangiare.
Possiamo dire che la giornata di oggi è finita in bellezza. Forse finalmente il viaggio sta riprendendo quota…
14/6
Gaspesie e parc du forillon
La mattina dopo, ritemprati e riposati ripartiamo
Il percorso settentrionale della penisola di Gaspè è di quelli che si ricordano, da una parte il mare azzurro , e dall’altra tutto è verde
Si attraversano paesini in una zona molto panoramica su una strada costellata di fari che facilitano l’ingresso delle navi che provengono dall’oceano atlantico nel fiume s. Lorenzo : tutti sono colorati e perfettamente funzionanti.
Imbocchiamo un sentiero sovrastato da un cartello con l’indicazione castori.
Le dighe ci sono, ma di castori nemmeno l’0mbra.
Ci dirigiamo verso Gaspé. E il parc du forillon
il Parco Nazionale Forillon, presenta scenari di grande suggestione con le bianche falesie calcaree a strapiombo sul mare: una serie di belvederi transennati permettono di apprezzare la grandiosità del paesaggio. arrivati al parcheggio siamo costretti a lasciare l’auto da qui un facciamo a piedi un sentiero panoramico di ca
In prossimità dell'entrata incontriamo Grande-Grave: si tratta di un villaggio di pescatori fondato da emigrati anglo-normanni ai cui edifici è stato recentemente restituito l'aspetto degli anni Venti.
Lungo il percorso non perdiamo una puntata a un luogo quasi fuori dal tempo, il magazzino "Hyman & son", che espone un incredibile assortimento di tutta la merce che poteva servire per l'attività di pesca e la vita quotidiana all’inizio del secolo.
Gaspé è il luogo ove il 24 luglio 1543, sbarcò Jacques Cartier che dopo aver incontrato gli indiani Irochesi prese possesso del nuovo territorio in nome del re di Francia Francesco I.
da qui ebbe inizio la colonizzazione dei territori con la storia della nuova Francia e del moderno Canada.
martino ed io proseguiamo fino alla fine del sentiero, un’ultima salita e ci troviamo sul piccolo promontorio che domina la bella scogliera di Cap-des-Rosiers, promontorio roccioso che fu teatro di numerosi naufragi Il faro che domina la penisola è con i suoi
Qui troviamo una splendida sorpresa!. davanti a nostri occhi un animale che sognavamo davvero di incontrare: l'orso!!!
Non vi dico che emozione...! È A pochi metri da noi, Passeggia tranquillo nel fitto prato, alla ricerca di bacche e radici.. di cui cibarsi..
è molto vicino e questo ci permette di vederlo a lungo, per circa 10 minuti, mentre camminiamo in silenzio e senza far rumore a pochi metri da lui.
nel frattempo, lui Se ne sta tranquillo, apparentemente innocuo ignorando le persone che camminano sul sentiero .
il tempo di scattare foto, fare alcune riprese e scompare lungo il sentiero che porta al mare
Felici e soddisfatti torniamo all’auto e si riparte, direzione percè.
15/6
Percè e ile bonaventure
Attraversiamo piccoli paesini . le case sono solamente lungo la strada e sono colorate, tutte sono piccole e basse con tetti spioventi colorati di blu, rosso, giallo, ogni casetta ha il proprio giardino pieno di fiori, che ci fa ricordare la famosa canzoncina degli anni 50
Avvicinandoci a Percé, cominciamo ad aguzzare la vista per scorgere la famosa "Roccia Forata" che caratterizza la località. all’inizio di una discesa, eccola apparire all'improvviso ci godiamo una splendida veduta dall'alto sulla penisola
Cerchiamo il motel e lasciamo l’auto per visitare il paese che offre, dalla sua costa una visione infinita dell’oceano.
La mattina dopo la giornata si preannuncia soleggiata, ottimo auspicio per la gita in programma: prendere il battello che ci permette di fare il giro e la visita dell’Ile Bonaventure. non appena il battello si stacca dal pontile possiamo vedere il paese di Percè in tutta la sua lunghezza lungo la costa e sopra le rocce. Le case sono colorate e dietro di loro gli alberi fittissimi fanno da splendida cornice
Lasciamo il molo di Percé puntando dapprima sul Rocher Percé un titanico blocco di calcare forato e scolpito nei secoli dal vento dell’oceano.
dopo aver visto questa meraviglia della natura per lungo e per largo e fatte tante riprese che non rendono giustizia alla sua maestosità, il battello prosegue e si dirige alla volta dell'Isola Bonaventura , passando a breve distanza dalla sua costa, caratterizzata da una falesia calcarea verticale alta
infine si attracca al pontile, dove sbarchiamo per l'escursione sull'isola., dove troviamo dei bellissimi sentieri tra i boschi e a picco sull’oceano
quest’isola ospita la più grande colonia dell’america settentrionale di sule di Bassan.
pare che questo sia l’unico posto al mondo dove nidificano e vivono le sule di bassan che poi vanno a svernare in Messico per ritornare l’anno seguente a riprodursi.
Sbarchiamo; Indicazioni precise instradano verso sentieri di varia lunghezza e durata;
scegliamo il giro completo, un'escursione di circa dieci chilometri che consente di farsi un'idea esauriente dei vari aspetti dell'isola.
La caratteristica più clamorosa (clamorosa è la parola giusta) è la presenza di questa colonia di oltre 110.000 esemplari di sule ovvero una delle più grandi colonie del mondo e sicuramente la più accessibile.
tra un chiasso indescrivibile e un penetrante odore di guano si passa su sentieri transennati a distanza di pochi metri da questi splendidi volatili che in certi punti formano una massa talmente compatta da impedire la vista del suolo su cui sono posati.
Ma a colpire non è tanto il grande numero o il fragore che fanno tutti questi uccelli messi insieme bensì la loro straordinaria bellezza.
La sula è caratterizzata da un piumaggio bianco candido , collo giallo e punta delle ali nere.
Gli occhi azzurri sono messi in risalto da un alone nero che li circonda, e da un grazioso becco grigio azzurro.
durante la stagione dell’accoppiamento le piume del capo diventano di colore giallo chiaro come a riflettere un calore interno.
Quello che colpisce maggiormente è la promiscuità in cui vivono le sule, sebbene vicine le une alle altre, segnano i loro spazi, difendono il loro territorio talvolta in modo aggressivo
Mantengono saldi legami coniugali ed è emozionante assistere all’incontro di una coppia che si riconosce tra migliaia di simili e si scambia effusioni amorose.
Gli uccelli vengono su questa isola per nidificare.
Insieme costruiscono il loro nido nella sabbia con cortecce ed erba, dove deporranno le uova dopo l’accoppiamento che avviene su quest’isola all’inizio dell’estate. .
Le pratiche di corteggiamento durano a lungo gli uccelli si strofinano i becchi, coccolandosi a vicenda, poi avviene la fecondazione.
La sula viene considerata il più grande uccello marino esistente
Gli esemplari adulti hanno un’apertura alare di circa 2 mt e sono veramente maestosi ed eleganti quando volano in cielo apparentemente senza bisogno di battere le ali.
abita sempre vicino al mare e non se ne allontana mai, questo perché la sua alimentazione è costituita prevalentemente da piccoli pesci che afferra con il becco tuffandosi in maniera spettacolare nell’acqua ghiacciata
Questi uccelli sono migratori e trascorrono l’estate in canada e l’inverno ai caraibi.
Proseguiamo il giro lungo il sentiero
intorno a noi il paesaggio è magnifico il blu del mare e il verde degli alberi creano un magnifico contrasto
L’oceano calmo, il cielo pulito ed il sole fanno da compagni della gita;
arriviamo sopra la scogliera dell’isola di Bonaventura dove con grande stupore, vediamo le foche, che tranquille riposano al sole sopra gli scogli
Ritornati al molo dopo la soddisfacente escursione, ci imbarchiamo sul primo traghetto in partenza
per rientrare a Percè
16/6
Riviere du chaleur e Parc du bic
la mattina dopo si riparte costeggiando quella che viene chiamata riviere du chaleur.
attraversiamo dei paesini, tutto è verde e lungo le strade si susseguono tante belle casette canadesi che costeggiano la via in fila continua tutte costruite in legno con giardino.
dopo
proseguiamo continuando a spingerci verso nord in direzione del fiume san lorenzo; Incrociamo poche automobili e il percorso è magnifico:
lungo la strada La presenza di molte fattorie ci lascia facilmente intuire che stiamo attraversando una regione agricola;
finalmente dopo aver percorso ca
superata rimuski dopo una ventina di km. nel tardo pomeriggio. arriviamo al parc du Bic, un piccolo parco nel nord della gaspesie che si affaccia sul fiume san Lorenzo.
Ci addentriamo all’interno nel parco considerato il paradiso dei naturalisti perché al tramonto possono si avvistare le foche grigie.
Superiamo il paese, e ci dirigiamo verso il fiume nella speranza di avvistare qualche foca ma invano, vicino alla riva solo qualche anitra .
passeggiamo sulle piccole spiaggette e l'azzurro dell'acqua, il sole, il fresco venticello, ci farebbero rimanere qui tutto il pomeriggio ma dobbiamo proseguire
sulla via del ritorno, in un boschetto incontriamo una giovane femmina di cervo. Non sembra spaventata da noi, scendiamo dall’auto per immortalarla in alcune riprese e proseguiamo.
Attraversiamo il delizioso paesino di bic e ci dirigiamo verso il belvedere.
si dice che il parc du bic sia uno dei più belli a livello panoramico in particolare lo spettacolo del tramonto visto dal punto panoramico di Champlain peak perciò andiamo a verificare
arriviamo mentre il cielo e il mare si tingono d’argento lucente. Affascinati ammiriamo uno dei più bei panorami di tutta la penisola della gaspesie.
17/6 -
Wendake e quebec city
La mattina si riparte, direzione Quebec city.
Il tempo, è bello, Subito il traffico si fa caotico e presto attraversiamo il ponte che collega le due sponde del lorenzo.
ci dirigiamo verso l’interno per visitare Wendake la ricostruzione fedele di un villaggio degli indiani uroni del 1700
Merita una visita, è proprio un villaggio con i teepee, le capanne, i luoghi delle cerimonie religiose e uomini e donne indiane nei loro vestiti di pelle
uno di loro che non pare nemmeno un indiano, ci spiega come, nella grande capanna, venivano conservati gli alimenti, le pelli e tutto quello che serviva alla tribù.
Appese ci sono pellicce di orso con la testa, trofei di alci, animali da penna che servono per fare meravigliosi copricapi.
Terminata la visita riprendiamo il viaggio per Quebec city ed entriamo nel cuore della città, fino alla cinta muraria che è l’ingresso della città vecchia.
sembra di essere in un paese della Francia!.
Le stradine e le piazzette sono piene di caffè, ristoranti, bistrò, negozi di artigianato e souvenir, e boutique. Tutto è molto curato, dai tavoli apparecchiati ai fiori nei vasi e l'insieme è molto armonioso.
La strada principale coi balconi fioriti porta direttamente nel cuore della città , cuore che pulsa nel Castello di Frontenac, simbolo di tutto il Quebec e ricordo del passato coloniale francese,
dalla piazza antistante il castello proseguiamo il nostro giro passando di fianco al municipio e poi per una serie di vicoli e stradine molto particolari e vie pedonali che ricordano a tutti gli effetti
Nel 1608 i primi francesi costruirono la città arroccata su una roccia a strapiombo sul san Lorenzo , successivamente tutta la città fu rinchiusa dentro le mura a difesa degli abitanti e così è arrivata ai giorni nostri come unica città fortificata dell’america settentrionale e dal 1985 è stata dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco..
la mattina dopo, passiamo vicino al favoloso hotel Le Chateau Frontenac e con la funicolare scendiamo nella coloratissima città bassa piena di negozietti.
Québec si sviluppa in pratica su due livelli, collegati da scalinate e da una funicolare.
Uno dei punti focali del quartiere è
oggi è una delle strade cittadine più variopinte e animate, in un brulicare di ristorantini, laboratori di artigianato, botteghe e gallerie d'arte
Giriamo per la città, che è veramente carina. La parte vecchia è formata da tante casette in legno, pietra e mattoni che si arrampicano sulla montagna, sulla sommità della quale sorge l'imponente albergo Chateau Frontenac.