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i miei viaggi

venerdì 12 novembre 2010 alle 11:05

Borneo - spettacoli della natura, tra orchidee, fiumi e oranghi

Borneo 2010

 

Si prova rispetto per questi paesaggi intatti

Che non ci hanno domandato nulla,

che farebbero volentieri a meno della nostra presenza

e che sono là comunque, semplicemente maestosi

Theodore Monod

 

 

Affascinata dalle letture di Salgari e con una  grande curiosità per il Borneo, la sua foresta primordiale ma soprattutto il suo animale simbolo l’orango, da molti anni sognavo di fare questo viaggio.

con Martino e altri due amici, Morena e Giuliano, partiamo

Facciamo scalo nel modernissimo aeroporto di abhu dabi e poi si riparte  per kota Kinabalu.

Arriviamo la  sera, e  il primo impatto con il Borneo è decisamente intenso: il caldo afoso e l’umidità sono opprimenti

 

Il giorno dopo  si parte ad esplorare il  Tunku Abdul Rahman National Park costituito da cinque belle isole a meno di mezz’ora di motoscafo dal porto di Kota Kinabalu

andiamo alla banchina dove partono i taxi marini, che  ci portano alle isole

con circa un quarto d’ora di barca da Kota Kinabalu, raggiungiamo l’isola di Gaya dove facciamo  una prima tappa

 

L’eccezionale bellezza dello scenario naturale, unita alla vicinanza con la terraferma, hanno fatto di questo gruppetto di isole una destinazione ideale per sub e amanti della natura.

Per questo, nell’intento di salvaguardare l’ambiente e le sue formazioni coralline, l’abbondanza della vita marina e la varietà di flora e fauna, le isole sono state dichiarate Parco Nazionale.

 

si prosegue poi alla volta dell’isola di Sapi per godere appieno di ciò che rende giustamente famose queste isole; una spiaggia bianchissima e un mare irresistibile.

La vicinanza della città è un po’ il limite di questo parco, ma allo stesso tempo il suo aspetto più caratteristico in quanto è veramente insolito vedere una mezza luna di sabbia bianca, orlata da palme rigogliose, avendo come sfondo i grattacieli di KK.

In tutte le isole, mare cristallino, tanti pesci colorati, spiaggia da cartolina

Nel tardo  pomeriggio facciamo ritorno a kota Kinabalu, e ci incamminiamo sul waterfront, per recarci in albergo.

Siamo solo pochi gradi a Nord dell’equatore e poco dopo le 18 è già buio.

In compenso il parco marino e l’isola di Gaya, che abbiamo appena lasciato sono vicinissimi e perfettamente visibili dal Waterfront, e offrono un affascinante spettacolo al tramonto

Una bella doccia e usciamo di nuovo,

entriamo nel marasma del mercato notturno. Troppo bello!.

Vendono di tutto, e come ad ogni mercato che si rispetti tutti urlano per richiamare l’attenzione ….a noi sembra quasi che cantino
Siamo indecisi se cenare lì ad una bancarella o andare ad un ristorante….ma decidiamo per la prima opzione e non ce ne pentiamo

mattina dopo Sveglia presto, dobbiamo andare al parco delle rafflesie.

Attraversiamo un paesaggio rigoglioso, in una riviera lussureggiante di piante tropicali immerso in una leggera nebbiolina. 

Finalmente  arrivati al parco ci dicono che possiamo vederne una fiorita. È piccola ma c’è. Siamo fortunati.

 

Il nostro accompagnatore inforca il motorino e si ferma all’imbocco del sentiero. La strada si inerpica e noi seguiamo la guida  nella boscaglia nella ricerca della famosa Rafflesia

ed eccola, sul tronco di un albero, c’è una splendida rafflesia di circa 40 cm di diametro.

E’ emozionante trovarsi di fronte al rarissimo fiore più grande del mondo e le foto si sprecano.

 

La Rafflesia , il più grande fiore del mondo, è una pianta parassita che trova solo in Asia sudorientale, e solo nei boschi ad altitudini tra 400-1,300 metri.

Sir Stamford Raffles e il dottor Joseph Arnold furono i primi europei a scoprire la Rafflesia Nel 1818 , durante  un viaggio) a Sumatra , s

si imbatteronoi in un esemplare enorme che misurava  97 centimetri di diametro.

Questa specie fu poi chiamato Rafflesia Arnoldi. Quando la notizia della scoperta raggiunse  la comunità botanica nel 1820 fece grande scalpore  e destò molta  incredulità

Questa magnifica infiorescenza reputata la più grande al mondo può arrivare a misurare un metro di diametro, nel momento della massima fioritura. Non vi è però una stagione specifica per la fioritura, e quando questa si verifica dura pochi giorni, dopo di che l'enorme corolla rossa marcisce

usciamo dalla boscaglia Ci rimettiamo in auto e Proseguiamo il lungo viaggio  per Sandakan                                                             Ad un tratto  inizia il diluvio, piove, piove sembra non debba finire mai             

 

Dopo ben otto ore e un‘interminabile percorso  raggiungiamo  la fantomatica cittadina che diede il nome alla Salgariana Tigre di Mompracen, un misto tra moderne  casette e templi indiani.

Il viaggio è stato lungo, finalmente  mettiamo i piedi per terra  e prendiamo posto nel nostro albergo di fronte al mare

 

Il giorno seguente su una strada disseminata di palme e palme e ancora palme raggiungiamo di buon mattino il Sepilok centro di recupero per oranghi, una delle sole 4 riserve di orangutan esistenti al mondo.

Seguiamo una passerella di legno all’interno della foresta che ci conduce dritti alla piattaforma dove viene dato il cibo agli oranghi.                                                                       

La piattaforma è deserta. Siamo in attesa dell’arrivo dell’orango Emozione! Finalmente la vegetazione si muove: un orango si avvicina spostandosi di albero in albero appigliandosi alle funi appositamente collocate dagli addetti della riserva

alle 10 in punto, uno dello staff sale sulla piattaforma posando alcuni  caschi di banane e del latte.

Con lentezza ed eleganza, l’orango copre l’ultimo tratto di fune, Sale sulla passerella,  mentre dall’altro lato arriva un altro orango  e insieme immergono la testa nella ciotola del latte

Sicuramente si tratta di cuccioli, e uno dopo l’altro arrivano e subito si tuffano nella ciotola del latte.

E’ uno spettacolo meraviglioso e sorprendente, e mi piange il cuore a pensare come l’egoismo dell’uomo possa portare all’estinzione animali così teneri…

l'urangutan, "la persona della foresta" , è l’unico grande primate non africano... ed è seriamente minacciato di estinzione.

Sopravvive soltanto nel borneo  e a Sumatra.

Eccone un  altro. Anche lui infila la testa nella ciotola Poi si tuffa sul casco di banane, le immerge nel latte per insaporirle meglio e le mangia con molto gusto.

non sembra prestare attenzione alle persone che lo guardano e lo fotografano.

Le banane stanno per finire, ma ecco che arriva un altro orango il più simpatico di tutti.. , prende le ultime banane rimaste, tuffa la testa nel latte, poi decide di fare un pediluvio e per finire che c’è di meglio di un bel bidet al latte??

 

Altra bella esperienza è la visita al Labuk Bay Proboscic Monkey Sanctuary una riserva di scimmie nasiche privata.

Arriviamo al santuario delle scimmie..ci togliamo le scarpe per salire sulla piattaforma d’osservazione..e aspettiamo…

Appena arrivati ci troviamo davanti alcuni esemplari di langur una scimmia a rischio di estinzione.

Su di un albero un bellissimo esemplare di  Palawan Hornbill

Questo parco E’ collocato al centro di una lingua di terra di 17 km che gli attuali proprietari hanno salvato dalla completa deforestazione delle zone limitrofe: questo ha comportato un concentrarsi della fauna locale entro i confini di questa foresta  ricoperta di mangrovia ed in particolare di alcuni gruppi di scimmie nasiche, così dette per via del grande naso proboscidato che hanno gli esemplari maschi, mentre le femmine hanno un bel nasino all’insù..

dalla  veranda assistiamo al pasto delle scimmie nasiche

Lo spettacolo è incredibile. Dall’interno della foresta si avvicinano piano piano quasi con diffidenza per arrivare in perfetto orario alla distribuzione del cibo, quasi avessero un orologio al polso. Se ne presentano una settantina, le altre 300 vivono allo stato brado.

Le nasiche sono stupefacenti: con quel naso così particolare sembrano personaggi di un racconto fantasy. Le femmine hanno il naso all’insù e sono più piccole e aggraziate, mentre i maschi hanno un vistoso nasone che gli arriva sino al mento. Sono animali spettacolari, ed è strano pensare che vivono solo in Borneo

Al pasto partecipano anche i soliti macachi che ripuliscono tutto quello che è rimasto,sono tanti con i piccoli al seguito.

Lasciamo il parco,, che dire….. le nasiche Con il loro nasone e la faccia strana quasi mi colpiscono e mi emozionano più degli oranghi..

Il giorno successivo raggiungiamo il fiume Kinabatangan, dopo un percorso su una strada sterrata e polverosa, circondata da palme da olio. Il tragitto ci da modo di osservare il Sabah che cambia: la giungla viene pian piano bruciata per far posto alle piantagioni di palma da olio. Questo spiega anche i problemi nei quali incorrono i poveri oranghi, costretti a fuggire dalla giungla in fiamme, e spesso rimasti orfani proprio a causa degli incendi. Giunti al fiume Kinabatangan, , raggiungiamo  Sukau e il nostro alloggio  il Kinabatangan Riverside Lodge molto carino e affacciato direttamente  sul fiume.L’hotel ha una bella sistemazione, immerso nella natura nel verde più assoluto con una passerella in legno che collega le costruzioni

Nel pomeriggio risaliamo il fiume Kinabatangan su una lunga imbarcazione di legno alla ricerca della rarissima Nasica del Borneo fotografiamo la natura che ci circonda…gli alberi maestosi sono bellissimi…la quantità di animali che si possono avvistare qui è impressionante: scimmie proboscidate, macachi, varani, uccelli di ogni tipo Il fiume da qualche anno è diventato uno dei pochi rifugi per migliaia di animali in fuga dalle zone dove la foresta è stata soppiantata dalle piantagioni di palme da olio, e questo ha reso quest’area un paradiso intoccabile anche di fronte agli interessi dei più forti colossi economici mondiali: proprio vero che la natura spesso si ribella nel tentativo di sopravvivere.Ci inoltriamo nel vari rami del fiume, circondato da una fitta foresta con alberi alti e verdissimi che si specchiano nelle sue acque. l’ambiente intorno  si fa sempre più bello siamo tutti con il naso all’insù,  attenti ad ogni fruscio e ad ogni muovere di fronde nella ricerca di qualcosa  in movimento che sia serpente o scimmia non importa,  Avvistiamo un folto gruppo di macachi. Alcuni di essi sono  impegnati  nelle abluzioni quotidiane.

Più avanti mimetizzato sul ramo di un albero un grosso varano.

In alto sulle cime degli alberi tra il fogliame finalmente le nasiche.

 E’ tutto molto interessante, ma dura solo un paio d'ore , sono le sei e si sta facendo buio.Rientriamo al lodge, e ci fermiamo sulla veranda ad ammirare il tramonto. In meno di mezz’ora cala la notte.La mattina dopo La sveglia è alle 4.30. alle 5 siamo in veranda per un veloce spuntino a base di toast e caffè. Pochi minuti dopo con le prime luci dell'alba si parte lungo il fiume. Ci immettiamo in un affluente, navigando lentamente e in silenzio con il motore elettrico, riusciamo ad avvistare alcuni  ibis, un’aquila pescatrice, dei varani e attorcigliato su un albero un pitone. attraversiamo alcuni suggestivi canali e rientriamo.

oggi ci attende il trasferimento verso il Gunung Mulu National Park, la zona del Sarawak interamente coperta dalla foresta primordiale, dove visiteremo alcune delle più famose grotte del mondo.                     L’aereo della Malaysian Airways ci scarica a Mului. Siamo approdati in Sarawak!                                                                   Il resort dove alloggiamo, è completamente immerso nella foresta. facciamo appena in tempo ad entrare nel resort che inizia a piovere a dirotto. In pochi secondi si scatena il diluvio.

Il Parco nazionale di Gunung Mulu, è un patrimonio dell'umanità dell'UNESCO che contiene incredibili grotte e formazioni carsiche nel mezzo di una foresta equatoriale montagnosa                                 Decidiamo di visitare la King's Cave e la Clearwater Cave. Ci rechiamo sulla riva del fiume dove, arriva la piroga che ci condurrà a destinazione.

Il percorso è molto bello, il fiume scorre proprio in mezzo alla foresta. Il Borneo è la più estesa e antica foresta pluviale esistente sul pianeta, e ha un fascino ancora quasi del tutto intatto.

Sopra di noi La fitta foresta che ricopre il massiccio è considerata una delle più ricche del Sud-Est

asiatico                                                                                                                                                                                Prima di raggiungere le grotte ci fermiamo per visitare una longhouse della tribù Penan, popolazione che ha molto combattuto contro la deforestazione anche con l’aiuto  di Bruno Manser speleologo svizzero  misteriosamente scomparso nel 2000  dopo aver combattuto molte battaglie contro il governo.                          Perché come dice  Ba Lai Uomo Penan  Noi non siamo come gli uomini di città, che hanno il denaro e possono comprare le cose. Se perdiamo tutto ciò che la foresta ci dona, noi moriamo

Visitiamo il piccolo mercatino allestito dalle donne della tribù  per vendere gli oggetti di loro produzione Risaliamo in barca e raggiungiamo le grotte..la . Wind Cave e la Clear Water Cave Il Mulu Park è uno dei più importanti ed estesi parchi nazionali Borneo., è un’intera regione dove si trovano foreste, montagne, fiumi e grotte                                                                                                                                               un breve percorso a piedi ci porta all’imbocco della grotta    All'interno della Clearwater Cave scorre un fiume. Compiamo un'esplorazione sotterranea lungo un percorso disseminato da formazioni calcaree  bianchissime fino ad arrivare ad un tunnel buio semisommerso nell'acqua .                                                  torniamo alla barca ridiscendendo lungo la passerella in legno che costeggia la montagna e durante il percorso, vediamo stupende farfalle nere e verde fosforescente. Inutile dirlo, scattiamo un sacco di foto. Ecco che arriva il nostro water taxi . risaliamo sulla barca e rientriamo al lodge.                             Il pomeriggio Abbiamo la visita alla Lang Cave e alla Deer Cave, due grotte del vastissimo parco . Per raggiungerle dobbiamo percorrere circa 4 km all'interno della giungla, camminando su una sorta di passerella in legno.                                                                                                                                             Ci ritroviamo all'imboccatura della grotta L'ingresso si apre su una parete rocciosa altissima circondata dalla vegetazione.  La Lang Cave è abbastanza simile alle nostre: stalattiti e stalagmiti si alternano a strane formazioni calcaree che ricordano le meduse.

usciamo dalla grotta e andiamo al punto panoramico da dove tenere d’occhio l’imbocco dell’enorme grotta denominata grotta del cervo o dear cave  che ospita una popolazione di tre milioni di pipistrelli che, al tramonto, sciamano all'esterno per andare in cerca di cibo nella foresta, creando un fiume nero che scorre ininterrottamente verso il cielo per circa un'ora, spettacolare e inquietante ci installiamo, in una delle panchine dell’osservatorio, posto poco più in basso dell’ingresso alla caverna.  è quasi buio, e disperiamo ormai di riuscire a vedere le volpi volanti uscire ma finalmente assistiamo allo spettacolo. osserviamo gli sciami di pipistrelli uscire nella foresta a caccia di cibo.  Eccone una, un’altra e poi ancora un’altra, a intervalli di pochi minuti una dall’altra,  sembra non debba finire mai…  Escono dall'apertura della caverna e si alzano formando volute e spirali in lunghe scie, a milioni, E’ uno spettacolo impressionante!  milioni di pipistrelli scivolano fuori della caverna per disperdersi nella notte, come nuvole leggere di fumo nero  Le lunghissime scie nere si susseguono nel cielo, accompagnate dal suono del frusciare delle ali: e sembra che il cielo sia solcato da nuvole mutevoli e sinuose.                                             Che spettacolo gli stormi di pipistrelli! meraviglioso!

Da Mulu a kucking viaggiamo su un aereo dal quale ammiriamo la vastità della foresta: alberi a perdita d'occhio formano una distesa sterminata di verde. la vista dall’aereo toglie il fiato: si sorvolano spazi immensi di foresta, un mare di alberi che non finisce mai, Il manto verde è interrotto solo dai corsi d'acqua, serpentoni limacciosi che formano anse e curve.

una distesa di foresta pluviale che mi ha emozionato

 

atterriamo a Kuching che è anche la base di partenza per le nostre  interessanti escursioni                                 Il giorno seguente altra totale immersione nella natura, andiamo al centro di riabilitazione degli oranghi e nel pomeriggio andremo al Parco Naturale di Bako.                                                                        La mattina prendiamo un taxi e andiamo al Semengok Rehabilition Center, il centro di riabilitazione degli orang utan.                                                                                                                                                Una breve spiegazione da parte del ranger su come comportarci e ci incamminiamo verso la piattaforma  dove i rangers nutrono con frutta fresca gli oranghi della riserva                                                                Finalmente arriva un orango  richiamato dalle grida della guida.                                                           Cammina da  un ramo all'altro con un'agilità sorprendente,  e si lancia con la fune  tra gli alberi facendo frusciare le foglie. fino ad arrivare alla piattaforma con il cibo…                                                                 Scende sulla piattaforma, afferra un casco di banane e col piede una papaya e si arrampica di nuovo su una liana e li in bilico inizia a mangiare. È Uno splendido esemplare dalla fluente pelliccia rosso vinaccio che fa il trapezista come al circo,

L'orango è alto sino a 1,50 m in piedi (meno alta la femmina) e può pesare sino a 80 kg (40 la femmina). La pelliccia, non molto folta, è rosso bruna; la pelle, specie nei vecchi maschi, può essere, nelle parti più nude, grigio-ardesia con riflessi bluastri.                                                                                                           L'orango, che ha una vita media di circa quarant'anni, è oggi una specie minacciata di estinzione, fortemente rarefatta dalla distruzione delle foreste e dalla caccia, di cui, fino a tempi recentissimi, è stata oggetto per soddisfare le richieste di giardini zoologici e di collezionisti privati; in particolare, la cattura degli esemplari molto giovani, che meglio si adattano alla cattività, è stata a lungo praticata uccidendone le madri, presso i cui cadaveri essi potevano essere agevolmente catturati. Questa pratica è ormai illegale e almeno gli zoo pubblici non acquistano oranghi che non provengano da altri zoo o che non siano accompagnati da regolari certificati di esportazione dei Paesi di origine.

Ecco che arriva un ‘altro. Anche lui scende sulla piattaforma, raccoglie due caschi di banane e risale a mangiarsele.  Arrivano altri due, anche loro fanno il pieno di banane e poi risalgono sugli alberi.                     Vedere gli animali inseriti nel proprio ambiente naturale è sempre molto emozionante                                     torniamo verso l’ingresso del parco , ma lungo il percorso   Vediamo una femmina con il piccolo attaccato al petto                                                                                                                                                   dalla foresta un altro orango femmina con neonato abbarbicato si fa strada verso la piattaforma., afferra un biberon con il latte per il piccolo e una papaya  e risale sull’albero  e con poche sapienti mosse  la apre e la porge al piccolo che la mangia soddisfatto.. da questa parte del parco,  sono tutte femmine coi loro piccoli..  eccone un altra, e un altra ancora.!                                                                               Adesso sono  6 le  femmine di orango coi loro piccoli sugli alberi sopra di noi. Sono emozionatissima. Questa visita si è rivelata veramente interessante, un’esperienza meravigliosa.  l’orango è l’unica grande scimmia ad essersi sviluppata al di fuori del territorio africano, ha abitudini solitarie, probabilmente perché nelle zone in cui vive mancano i predatori naturali, La sua dieta si basa prevalentemente sui vegetali ma non disdegna le uova  degli uccelli .                                                                                                                Come gli scimpanzé e i bonobo è stato visto utilizzare utensili. L'orango è la più arborea delle grandi scimmie, passa quasi tutto il suo tempo tra i rami degli alberi. Ogni notte si costruisce con rami e fogliame un nido, in cui dormire. L'orango è più solitario rispetto alle altre scimmie, con maschi e femmine che generalmente stanno insieme solo nel periodo dell'accoppiamento. L'orango femmina sta con i suoi figli fino a quando la prole raggiunge l'età di sei o sette anni                                                             Usciamo dal centro, riprendiamo  il taxi e ripartiamo per il Parco Naturale di Bako. un parco molto bello, dove convivono insieme tipi di vegetazione molto diversa, e dove è possibile vedere diversi tipi di scimmia, tra i quali la Nasica. Dopo un’oretta arriviamo all’imbarco. Prendiamo la barca e dopo una mezz’oretta di navigazione arriviamo sulla spiaggia.

 

I primi  ascendere sono martino e giuliano che sulla spiaggia incontrano la maga circe locale infatti dopo pochi minuti incontriamo i nostri due amici completamente trasformati.. Splendida trasformazione oserei dire in meglio….

 

Proseguiamo nella fitta giungla e Più avanti vediamo un gruppo di macachi  dopodichè arriviamo ad una bellissima spiaggia 

ripartiamo con la speranza di vedere  le nasiche. Le troviamo dopo pochi passi, vicinissime che fanno il loro spuntino sugli alberi lungo la passerella.

le nasiche, le incredibili grandi scimmie proboscidate, sono tra le creature più insolite che si possano incontrare nella foresta del Borneo, e anche tra le più rare purtroppo.

questi straordinari e unici primati  dal  buffo naso, simile a una grossa patata rossa lunga e schiacciata, e il curioso pancione rigonfio in stile barilotto oggi sono a serio rischio di estinzione. nel sarawak dove se ne contavano almeno 7.000 pare siano rimasti solo un migliaio di esemplari.

La loro sfortuna più grande, forse, è di essere meno famose degli oranghi, meno belle, e più indipendenti

Proseguiamo la nostra passeggiata nel fitto della doresta, ed arriviamo ad una spiaggetta bellissima deserta…

A Bako c’è una gran varietà di ambienti, si va dalle mangrovie alla jungla, dal kerangas, terra di piante carnivore, a grandi baie sabbiose Ma la cosa straordinaria è la possibilità di venire a stretto contatto con le nasiche. L’incontro  con un grosso maschio e la sua famiglia, tra mangrovie inondate dall’alta marea, resterà uno dei momenti più emozionanti del nostro viaggio.
Il giro a piedi nella jungla è stato unico, la speranza era di vedere le scimmie nasica, ora che l’abbiamo vista dobbiamo rientrare in fretta, la marea è salita, il tempo si sta mettendo al brutto, il cielo è nero e sta arrivando un forte temporale..                                                                                                                  

 

Il giorno dopo ci rimettiamo  in viaggio per raggiungere l’Hotel che si trova a Batang-Ai, un parco naturale nell’est del Sarawak; dopo 4 ore di viaggio arriviamo al lago artificiale del Batang Ai..                                  Da qui il trasferimento in barca all’Hilton.

Al nostro arrivo ci dà il benvenuto danzando un iban agghindato coi tipici costumi

Una sorpresa questo hotel immerso nel verde. Verde…. la parola “lussureggiante” ha finalmente un senso per noi                                                                                                                                                  l’Hotel sorge sulle rive di un lago, ed è costruito in stile locale, come una tipica longhouse (ovvero una casa costruita su palafitta, completamente in legno, con una lunga veranda comune).

da dietro si accede  ad un sentiero che si inoltrandosi  nella foresta porta alla canopy e ridiscente sull’altro lato in uno splendido giardino botanico 

Ci dirigiamo subito verso la Canopy Walkway,  il panorama salendo è veramente molto bello.

Le passerelle sono  sospese a 40 metri dal suolo e, serpeggiano tra gli alberi per una lunghezza di 250 metri, ci gustiamo questo  assaggio di jungla, coi suoi suoni, i richiami degli animali, le piante immense e strane, i fiori, il tutto corredato da uno splendido  tramonto sul lago                                                                                 La mattina dopo Ci imbarchiamo su una piroga direzione longhouse                                                                             Ci godiamo il panorama mentre Procediamo fino a un villaggio lungo le rive del lago                                       Respiriamo a pieni polmoni l’aria profumata che ci accarezza il viso.                                                           Finalmente arriviamo alla longhouse immersa nella jungla  La longhouse è una lunga capanna, una sorta di condominio in orizzontale abitato da una cinquantina di famiglie.  Ci presentiamo al capo del villaggio, e gli diamo i nostri doni

Le loro regole di convivenza, di una semplicità disarmante, dimostrano che è possibile vivere come una grande famiglia nel rispetto reciproco. Tutti sono indipendenti, ma allo stesso tempo tutti devono collaborare affinchè le cose funzionino.

i bambini sono accuditi dagli altri membri della comunità in assenza dei genitori e gli anziani vivono fino all'ultimo insieme alle proprie famiglie.
Mi piacciono i loro sorrisi (pochi ma sinceri e spontanei),

Le longhouse sono delle lunghe case, con una lunga veranda in comune. Ogni famiglia vive in una stanza, e la vita comunitaria si svolge su questa veranda

in ognuna longhouse c’è una precisa gerarchia, c’è il capovillaggio e ogni famiglia ha un suo ruolo.                                                        Ci offrono un tè poi Veniamo intrattenuti  con  musica e balletto caratteristici, e ci viene mostrato un breve combattimento di galli.  Dopo ringraziamenti e saluti   torniamo alla nostra barca e ricominciamo la nostra navigazione, attraversando il lago fino a  risalire il fiume che via via si fa sempre più stretto e verde                                                                                                                                                            osserviamo  l’abilità nel portare la piroga lungo il corso d'acqua. La guida  scruta con occhio esperto il percorso per evitare di finire incagliati nei fondali bassi o nei numerosi tronchi che galleggiano sull'acqua                                                                                                                                                              Uno scenario affascinante, sempre nuovo e mutevole, avvolto dal più assoluto silenzio, rotto soltanto dal rumore della cascata, dalle urla delle scimmie e dal canto degli uccelli. Tutto un altro mondo.                  La natura è strepitosa, un fitto intrico di rami e piante gigantesche. Difficile  inoltrarsi  Scendiamo a terra per avventurarci nel folto della foresta pluviale la nostra guida ci fa strada con il macheteci addentriamo nel fitto della giungla, dove il sole filtra a fatica tra le chiome maestose di alberi altissimi e finalmente dopo aver attraversato il fiumiciattolo pieno di sanguisughe arriviamo alla nostra meta: una cascata dove facciamo il bagno e il  pic-nic

Rientriamo e dalla veranda dell’hotel ci godiamo  per l’ultima volta lo splendido panorama.

domani rientriamo a Kuching Che In malese significa “gatti”: arriviamo a kuching nel primo pomeriggio

Visitiamo la città il lungofiume, un piccolo paradiso, fatto di un largo percorso pedonale, aiuole, piante tropicali, fontane e panchine: un posto incantevole per farsi una passeggiata, sedersi a osservare il traffico fluviale,e poi cena  a base di pesce fresco

A Kuching abbiamo trascorso gli ultimi giorni del nostro viaggio in Borneo.

La vacanza è terminata, domani  rientriamo in Italia. La cosa che più mi ha colpito è stato il contatto così vicino e vero con la natura , che fa riflettere su quanto l’uomo possa essere crudele e insensibile

 

come ha scritto qualcuno Il Borneo lascia il segno, ma bisogna saperlo osservare  attentamente 

 

 

by morenita ruggi il venerdì 12 novembre 2010 alle 11:05 Commenti ( 0 )




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