Borneo 2010
Si prova rispetto per questi paesaggi intatti
Che non ci hanno domandato nulla,
che farebbero volentieri a meno della nostra presenza
e che sono là comunque, semplicemente maestosi
Theodore Monod
Affascinata dalle letture di Salgari e con una grande curiosità per il Borneo, la sua foresta primordiale ma soprattutto il suo animale simbolo l’orango, da molti anni sognavo di fare questo viaggio.
con Martino e altri due amici, Morena e Giuliano, partiamo
Facciamo scalo nel modernissimo aeroporto di abhu dabi e poi si riparte per kota Kinabalu.
Arriviamo la sera, e il primo impatto con il Borneo è decisamente intenso: il caldo afoso e l’umidità sono opprimenti
Il giorno dopo si parte ad esplorare il Tunku Abdul Rahman National Park costituito da cinque belle isole a meno di mezz’ora di motoscafo dal porto di Kota Kinabalu
andiamo alla banchina dove partono i taxi marini, che ci portano alle isole
con circa un quarto d’ora di barca da Kota Kinabalu, raggiungiamo l’isola di Gaya dove facciamo una prima tappa
L’eccezionale bellezza dello scenario naturale, unita alla vicinanza con la terraferma, hanno fatto di questo gruppetto di isole una destinazione ideale per sub e amanti della natura.
Per questo, nell’intento di salvaguardare l’ambiente e le sue formazioni coralline, l’abbondanza della vita marina e la varietà di flora e fauna, le isole sono state dichiarate Parco Nazionale.
si prosegue poi alla volta dell’isola di Sapi per godere appieno di ciò che rende giustamente famose queste isole; una spiaggia bianchissima e un mare irresistibile.
La vicinanza della città è un po’ il limite di questo parco, ma allo stesso tempo il suo aspetto più caratteristico in quanto è veramente insolito vedere una mezza luna di sabbia bianca, orlata da palme rigogliose, avendo come sfondo i grattacieli di KK.
In tutte le isole, mare cristallino, tanti pesci colorati, spiaggia da cartolina
Nel tardo pomeriggio facciamo ritorno a kota Kinabalu, e ci incamminiamo sul waterfront, per recarci in albergo.
Siamo solo pochi gradi a Nord dell’equatore e poco dopo le 18 è già buio.
In compenso il parco marino e l’isola di Gaya, che abbiamo appena lasciato sono vicinissimi e perfettamente visibili dal Waterfront, e offrono un affascinante spettacolo al tramonto
Una bella doccia e usciamo di nuovo,
entriamo nel marasma del mercato notturno. Troppo bello!.
Vendono di tutto, e come ad ogni mercato che si rispetti tutti urlano per richiamare l’attenzione ….a noi sembra quasi che cantino
Siamo indecisi se cenare lì ad una bancarella o andare ad un ristorante….ma decidiamo per la prima opzione e non ce ne pentiamo
mattina dopo Sveglia presto, dobbiamo andare al parco delle rafflesie.
Attraversiamo un paesaggio rigoglioso, in una riviera lussureggiante di piante tropicali immerso in una leggera nebbiolina.
Finalmente arrivati al parco ci dicono che possiamo vederne una fiorita. È piccola ma c’è. Siamo fortunati.
Il nostro accompagnatore inforca il motorino e si ferma all’imbocco del sentiero. La strada si inerpica e noi seguiamo la guida nella boscaglia nella ricerca della famosa Rafflesia
ed eccola, sul tronco di un albero, c’è una splendida rafflesia di circa
E’ emozionante trovarsi di fronte al rarissimo fiore più grande del mondo e le foto si sprecano.
La Rafflesia , il più grande fiore del mondo, è una pianta parassita che trova solo in Asia sudorientale, e solo nei boschi ad altitudini tra 400-
Sir Stamford Raffles e il dottor Joseph Arnold furono i primi europei a scoprire
si imbatteronoi in un esemplare enorme che misurava
Questa specie fu poi chiamato Rafflesia Arnoldi. Quando la notizia della scoperta raggiunse la comunità botanica nel 1820 fece grande scalpore e destò molta incredulità
Questa magnifica infiorescenza reputata la più grande al mondo può arrivare a misurare un metro di diametro, nel momento della massima fioritura. Non vi è però una stagione specifica per la fioritura, e quando questa si verifica dura pochi giorni, dopo di che l'enorme corolla rossa marcisce
usciamo dalla boscaglia Ci rimettiamo in auto e Proseguiamo il lungo viaggio per Sandakan Ad un tratto inizia il diluvio, piove, piove sembra non debba finire mai
Dopo ben otto ore e un‘interminabile percorso raggiungiamo la fantomatica cittadina che diede il nome alla Salgariana Tigre di Mompracen, un misto tra moderne casette e templi indiani.
Il viaggio è stato lungo, finalmente mettiamo i piedi per terra e prendiamo posto nel nostro albergo di fronte al mare
Il giorno seguente su una strada disseminata di palme e palme e ancora palme raggiungiamo di buon mattino il Sepilok centro di recupero per oranghi, una delle sole 4 riserve di orangutan esistenti al mondo.
Seguiamo una passerella di legno all’interno della foresta che ci conduce dritti alla piattaforma dove viene dato il cibo agli oranghi.
La piattaforma è deserta. Siamo in attesa dell’arrivo dell’orango Emozione! Finalmente la vegetazione si muove: un orango si avvicina spostandosi di albero in albero appigliandosi alle funi appositamente collocate dagli addetti della riserva
alle
Con lentezza ed eleganza, l’orango copre l’ultimo tratto di fune, Sale sulla passerella, mentre dall’altro lato arriva un altro orango e insieme immergono la testa nella ciotola del latte
Sicuramente si tratta di cuccioli, e uno dopo l’altro arrivano e subito si tuffano nella ciotola del latte.
E’ uno spettacolo meraviglioso e sorprendente, e mi piange il cuore a pensare come l’egoismo dell’uomo possa portare all’estinzione animali così teneri…
l'urangutan, "la persona della foresta" , è l’unico grande primate non africano... ed è seriamente minacciato di estinzione.
Sopravvive soltanto nel borneo e a Sumatra.
Eccone un altro. Anche lui infila la testa nella ciotola Poi si tuffa sul casco di banane, le immerge nel latte per insaporirle meglio e le mangia con molto gusto.
non sembra prestare attenzione alle persone che lo guardano e lo fotografano.
Le banane stanno per finire, ma ecco che arriva un altro orango il più simpatico di tutti.. , prende le ultime banane rimaste, tuffa la testa nel latte, poi decide di fare un pediluvio e per finire che c’è di meglio di un bel bidet al latte??
Altra bella esperienza è la visita al Labuk Bay Proboscic Monkey Sanctuary una riserva di scimmie nasiche privata.
Arriviamo al santuario delle scimmie..ci togliamo le scarpe per salire sulla piattaforma d’osservazione..e aspettiamo…
Appena arrivati ci troviamo davanti alcuni esemplari di langur una scimmia a rischio di estinzione.
Su di un albero un bellissimo esemplare di Palawan Hornbill
Questo parco E’ collocato al centro di una lingua di terra di
dalla veranda assistiamo al pasto delle scimmie nasiche
Lo spettacolo è incredibile. Dall’interno della foresta si avvicinano piano piano quasi con diffidenza per arrivare in perfetto orario alla distribuzione del cibo, quasi avessero un orologio al polso. Se ne presentano una settantina, le altre 300 vivono allo stato brado.
Le nasiche sono stupefacenti: con quel naso così particolare sembrano personaggi di un racconto fantasy. Le femmine hanno il naso all’insù e sono più piccole e aggraziate, mentre i maschi hanno un vistoso nasone che gli arriva sino al mento. Sono animali spettacolari, ed è strano pensare che vivono solo in Borneo
Al pasto partecipano anche i soliti macachi che ripuliscono tutto quello che è rimasto,sono tanti con i piccoli al seguito.
Lasciamo il parco,, che dire….. le nasiche Con il loro nasone e la faccia strana quasi mi colpiscono e mi emozionano più degli oranghi..
Il giorno successivo raggiungiamo il fiume Kinabatangan, dopo un percorso su una strada sterrata e polverosa, circondata da palme da olio. Il tragitto ci da modo di osservare il Sabah che cambia: la giungla viene pian piano bruciata per far posto alle piantagioni di palma da olio. Questo spiega anche i problemi nei quali incorrono i poveri oranghi, costretti a fuggire dalla giungla in fiamme, e spesso rimasti orfani proprio a causa degli incendi. Giunti al fiume Kinabatangan, , raggiungiamo Sukau e il nostro alloggio il Kinabatangan Riverside Lodge molto carino e affacciato direttamente sul fiume.L’hotel ha una bella sistemazione, immerso nella natura nel verde più assoluto con una passerella in legno che collega le costruzioni
Nel pomeriggio risaliamo il fiume Kinabatangan su una lunga imbarcazione di legno alla ricerca della rarissima Nasica del Borneo fotografiamo la natura che ci circonda…gli alberi maestosi sono bellissimi…la quantità di animali che si possono avvistare qui è impressionante: scimmie proboscidate, macachi, varani, uccelli di ogni tipo Il fiume da qualche anno è diventato uno dei pochi rifugi per migliaia di animali in fuga dalle zone dove la foresta è stata soppiantata dalle piantagioni di palme da olio, e questo ha reso quest’area un paradiso intoccabile anche di fronte agli interessi dei più forti colossi economici mondiali: proprio vero che la natura spesso si ribella nel tentativo di sopravvivere.Ci inoltriamo nel vari rami del fiume, circondato da una fitta foresta con alberi alti e verdissimi che si specchiano nelle sue acque. l’ambiente intorno si fa sempre più bello siamo tutti con il naso all’insù, attenti ad ogni fruscio e ad ogni muovere di fronde nella ricerca di qualcosa in movimento che sia serpente o scimmia non importa, Avvistiamo un folto gruppo di macachi. Alcuni di essi sono impegnati nelle abluzioni quotidiane.
Più avanti mimetizzato sul ramo di un albero un grosso varano.
In alto sulle cime degli alberi tra il fogliame finalmente le nasiche.
E’ tutto molto interessante, ma dura solo un paio d'ore , sono le sei e si sta facendo buio.Rientriamo al lodge, e ci fermiamo sulla veranda ad ammirare il tramonto. In meno di mezz’ora cala la notte.La mattina dopo La sveglia è alle 4.30. alle 5 siamo in veranda per un veloce spuntino a base di toast e caffè. Pochi minuti dopo con le prime luci dell'alba si parte lungo il fiume. Ci immettiamo in un affluente, navigando lentamente e in silenzio con il motore elettrico, riusciamo ad avvistare alcuni ibis, un’aquila pescatrice, dei varani e attorcigliato su un albero un pitone. attraversiamo alcuni suggestivi canali e rientriamo.
oggi ci attende il trasferimento verso il Gunung Mulu National Park, la zona del Sarawak interamente coperta dalla foresta primordiale, dove visiteremo alcune delle più famose grotte del mondo. L’aereo della Malaysian Airways ci scarica a Mului. Siamo approdati in Sarawak! Il resort dove alloggiamo, è completamente immerso nella foresta. facciamo appena in tempo ad entrare nel resort che inizia a piovere a dirotto. In pochi secondi si scatena il diluvio.
Il Parco nazionale di Gunung Mulu, è un patrimonio dell'umanità dell'UNESCO che contiene incredibili grotte e formazioni carsiche nel mezzo di una foresta equatoriale montagnosa Decidiamo di visitare
Il percorso è molto bello, il fiume scorre proprio in mezzo alla foresta. Il Borneo è la più estesa e antica foresta pluviale esistente sul pianeta, e ha un fascino ancora quasi del tutto intatto.
Sopra di noi La fitta foresta che ricopre il massiccio è considerata una delle più ricche del Sud-Est
asiatico Prima di raggiungere le grotte ci fermiamo per visitare una longhouse della tribù Penan, popolazione che ha molto combattuto contro la deforestazione anche con l’aiuto di Bruno Manser speleologo svizzero mist
Visitiamo il piccolo mercatino allestito dalle donne della tribù per vendere gli oggetti di loro produzione Risaliamo in barca e raggiungiamo le grotte..
usciamo dalla grotta e andiamo al punto panoramico da dove tenere d’occhio l’imbocco dell’enorme grotta denominata grotta del cervo o dear cave che ospita una popolazione di tre milioni di pipistrelli che, al tramonto, sciamano all'esterno per andare in cerca di cibo nella foresta, creando un fiume nero che scorre ininterrottamente verso il cielo per circa un'ora, spettacolare e inquietante ci installiamo, in una delle panchine dell’osservatorio, posto poco più in basso dell’ingresso alla caverna. è quasi buio, e disperiamo ormai di riuscire a vedere le volpi volanti uscire ma finalmente assistiamo allo spettacolo. osserviamo gli sciami di pipistrelli uscire nella foresta a caccia di cibo. Eccone una, un’altra e poi ancora un’altra, a intervalli di pochi minuti una dall’altra, sembra non debba finire mai… Escono dall'apertura della caverna e si alzano formando volute e spirali in lunghe scie, a milioni, E’ uno spettacolo impressionante! milioni di pipistrelli scivolano fuori della caverna per disperdersi nella notte, come nuvole leggere di fumo nero Le lunghissime scie nere si susseguono nel cielo, accompagnate dal suono del frusciare delle ali: e sembra che il cielo sia solcato da nuvole mutevoli e sinuose. Che spettacolo gli stormi di pipistrelli! meraviglioso!
Da Mulu a kucking viaggiamo su un aereo dal quale ammiriamo la vastità della foresta: alberi a perdita d'occhio formano una distesa sterminata di verde. la vista dall’aereo toglie il fiato: si sorvolano spazi immensi di foresta, un mare di alberi che non finisce mai, Il manto verde è interrotto solo dai corsi d'acqua, serpentoni limacciosi che formano anse e curve.
una distesa di foresta pluviale che mi ha emozionato
atterriamo a Kuching che è anche la base di partenza per le nostre interessanti escursioni Il giorno seguente altra totale immersione nella natura, andiamo al centro di riabilitazione degli oranghi e nel pomeriggio andremo al Parco Naturale di Bako. La mattina prendiamo un taxi e andiamo al Semengok Rehabilition Center, il centro di riabilitazione degli orang utan. Una breve spiegazione da parte del ranger su come comportarci e ci incamminiamo verso la piattaforma dove i rangers nutrono con frutta fresca gli oranghi della riserva Finalmente arriva un orango richiamato dalle grida della guida. Cammina da un ramo all'altro con un'agilità sorprendente, e si lancia con la fune tra gli alberi facendo frusciare le foglie. fino ad arrivare alla piattaforma con il cibo… Scende sulla piattaforma, afferra un casco di banane e col piede una papaya e si arrampica di nuovo su una liana e li in bilico inizia a mangiare. È Uno splendido esemplare dalla fluente pelliccia rosso vinaccio che fa il trapezista come al circo,
L'orango è alto sino a
Ecco che arriva un ‘altro. Anche lui scende sulla piattaforma, raccoglie due caschi di banane e risale a mangiarsele. Arrivano altri due, anche loro fanno il pieno di banane e poi risalgono sugli alberi. Vedere gli animali inseriti nel proprio ambiente naturale è sempre molto emozionante torniamo verso l’ingresso del parco , ma lungo il percorso Vediamo una femmina con il piccolo attaccato al petto dalla foresta un altro orango femmina con neonato abbarbicato si fa strada verso la piattaforma., afferra un biberon con il latte per il piccolo e una papaya e risale sull’albero e con poche sapienti mosse la apre e la porge al piccolo che la mangia soddisfatto.. da questa parte del parco, sono tutte femmine coi loro piccoli.. eccone un altra, e un altra ancora.! Adesso sono 6 le femmine di orango coi loro piccoli sugli alberi sopra di noi. Sono emozionatissima. Questa visita si è rivelata veramente interessante, un’esperienza meravigliosa. l’orango è l’unica grande scimmia ad essersi sviluppata al di fuori del territorio africano, ha abitudini solitarie, probabilmente perché nelle zone in cui vive mancano i predatori naturali, La sua dieta si basa prevalentemente sui vegetali ma non disdegna le uova degli uccelli . Come gli scimpanzé e i bonobo è stato visto utilizzare utensili. L'orango è la più arborea delle grandi scimmie, passa quasi tutto il suo tempo tra i rami degli alberi. Ogni notte si costruisce con rami e fogliame un nido, in cui dormire. L'orango è più solitario rispetto alle altre scimmie, con maschi e femmine che generalmente stanno insieme solo nel p
I primi ascendere sono martino e giuliano che sulla spiaggia incontrano la maga circe locale infatti dopo pochi minuti incontriamo i nostri due amici completamente trasformati.. Splendida trasformazione oserei dire in meglio….
Proseguiamo nella fitta giungla e Più avanti vediamo un gruppo di macachi dopodichè arriviamo ad una bellissima spiaggia
ripartiamo con la speranza di vedere le nasiche. Le troviamo dopo pochi passi, vicinissime che fanno il loro spuntino sugli alberi lungo la passerella.
le nasiche, le incredibili grandi scimmie proboscidate, sono tra le creature più insolite che si possano incontrare nella foresta del Borneo, e anche tra le più rare purtroppo.
questi straordinari e unici primati dal buffo naso, simile a una grossa patata rossa lunga e schiacciata, e il curioso pancione rigonfio in stile barilotto oggi sono a s
La loro sfortuna più grande, forse, è di essere meno famose degli oranghi, meno belle, e più indipendenti
Proseguiamo la nostra passeggiata nel fitto della doresta, ed arriviamo ad una spiaggetta bellissima deserta…
A Bako c’è una gran varietà di ambienti, si va dalle mangrovie alla jungla, dal kerangas, terra di piante carnivore, a grandi baie sabbiose Ma la cosa straordinaria è la possibilità di venire a stretto contatto con le nasiche. L’incontro con un grosso maschio e la sua famiglia, tra mangrovie inondate dall’alta marea, resterà uno dei momenti più emozionanti del nostro viaggio.
Il giro a piedi nella jungla è stato unico, la speranza era di vedere le scimmie nasica, ora che l’abbiamo vista dobbiamo rientrare in fretta, la marea è salita, il tempo si sta mettendo al brutto, il cielo è nero e sta arrivando un forte temporale..
Il giorno dopo ci rimettiamo in viaggio per raggiungere l’Hotel che si trova a Batang-Ai, un parco naturale nell’est del Sarawak; dopo 4 ore di viaggio arriviamo al lago artificiale del Batang Ai.. Da qui il trasferimento in barca all’Hilton.
Al nostro arrivo ci dà il benvenuto danzando un iban agghindato coi tipici costumi
Una sorpresa questo hotel immerso nel verde. Verde…. la parola “lussureggiante” ha finalmente un senso per noi l’Hotel sorge sulle rive di un lago, ed è costruito in stile locale, come una tipica longhouse (ovvero una casa costruita su palafitta, completamente in legno, con una lunga veranda comune).
da dietro si accede ad un sentiero che si inoltrandosi nella foresta porta alla canopy e ridiscente sull’altro lato in uno splendido giardino botanico
Ci dirigiamo subito verso
Le passerelle sono sospese a
Le loro regole di convivenza, di una semplicità disarmante, dimostrano che è possibile vivere come una grande famiglia nel rispetto reciproco. Tutti sono indipendenti, ma allo stesso tempo tutti devono collaborare affinchè le cose funzionino.
i bambini sono accuditi dagli altri membri della comunità in assenza dei genitori e gli anziani vivono fino all'ultimo insieme alle proprie famiglie.
Mi piacciono i loro sorrisi (pochi ma sinceri e spontanei),
Le longhouse sono delle lunghe case, con una lunga veranda in comune. Ogni famiglia vive in una stanza, e la vita comunitaria si svolge su questa veranda
in ognuna longhouse c’è una precisa gerarchia, c’è il capovillaggio e ogni famiglia ha un suo ruolo. Ci offrono un tè poi Veniamo intrattenuti con musica e balletto caratteristici, e ci viene mostrato un breve combattimento di galli. Dopo ringraziamenti e saluti torniamo alla nostra barca e ricominciamo la nostra navigazione, attraversando il lago fino a risalire il fiume che via via si fa sempre più stretto e verde osserviamo l’abilità nel portare la piroga lungo il corso d'acqua. La guida scruta con occhio esperto il percorso per evitare di finire incagliati nei fondali bassi o nei numerosi tronchi che galleggiano sull'acqua Uno scenario affascinante, sempre nuovo e mutevole, avvolto dal più assoluto silenzio, rotto soltanto dal rumore della cascata, dalle urla delle scimmie e dal canto degli uccelli. Tutto un altro mondo. La natura è strepitosa, un fitto intrico di rami e piante gigantesche. Difficile inoltrarsi Scendiamo a terra per avventurarci nel folto della foresta pluviale la nostra guida ci fa strada con il macheteci addentriamo nel fitto della giungla, dove il sole filtra a fatica tra le chiome maestose di alberi altissimi e finalmente dopo aver attraversato il fiumiciattolo pieno di sanguisughe arriviamo alla nostra meta: una cascata dove facciamo il bagno e il pic-nic
Rientriamo e dalla veranda dell’hotel ci godiamo per l’ultima volta lo splendido panorama.
domani rientriamo a Kuching Che In malese significa “gatti”: arriviamo a kuching nel primo pomeriggio
Visitiamo la città il lungofiume, un piccolo paradiso, fatto di un largo percorso pedonale, aiuole, piante tropicali, fontane e panchine: un posto incantevole per farsi una passeggiata, sedersi a osservare il traffico fluviale,e poi cena a base di pesce fresco
A Kuching abbiamo trascorso gli ultimi giorni del nostro viaggio in Borneo.
La vacanza è terminata, domani rientriamo in Italia. La cosa che più mi ha colpito è stato il contatto così vicino e vero con la natura , che fa riflettere su quanto l’uomo possa essere crudele e insensibile
come ha scritto qualcuno Il Borneo lascia il segno, ma bisogna saperlo osservare attentamente